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Scendono da 5 a 4 gli stellati pugliesi, dopo l'abbandono dell'Olimpo Michelin di La Strega, ristorante di Palagianello (Taranto), che mantiene, però, le due forchette Gambero Rosso e il cappello de l'Espresso.
Una stellata conferma per Il poeta contadino, ristorante ricavato dalla ristrutturazione di una vecchia stalla, divenuta un locale rustico, ma raffinato, dove la pietra viva contrasta con lo stile liberty dell'arredo. Da Alberobello si racconta la storia della cucina pugliese, mischiando le tradizioni culinarie della terra dei trulli alla fantasia di Marco Leonardo e Franco Palasciano, suo allievo fin dagli anni '80. Una particolarità assoluta riguarda i vini che vengono conservati in un antico pozzo ricavato all'interno del locale.
L'Espresso dà un cappello, sottolineando un miglioramento, a Bacco, ristorante che dopo essersi trasferito da Barletta a Roma, quindi negli Stati Uniti e poi nuovamente a Barletta, ha aperto nel 2008 a Bari, nel cuore della città. Anche quest'anno si aggiudica la stella Michelin, ad onorare la cucina fatta di tradizioni pugliesi e inventiva in stile Franco e Angela Ricatto. In linea col suo nome, la cantina dei vini è ricca, al punto da meritare un bonus Gambero Rosso.
Una stella anche per Già sotto l'arco, ristorante che anima la vita culinaria di Carovigno, in provincia di Brindisi. Dal centro della cittadina pugliese, Teresa Buongiorno fa parlare di sé per la sua cucina all'insegna del prodotto pugliese doc. I due bonus che Gambero Rosso assegna al ristorante di Corso Vittorio Emanuele, sono dovuti alla raffinatezza mai ostentata dell'arredo e alla vasta cantina, che vanta “molti rossi pugliesi ma anche etichette da tutta Italia, bollicine e Champagne, e proposte al bicchiere”.
Già famoso negli anni '70, oggi Al Fornello-Da Ricci, riveduto e corretto dalla prole della famiglia Ricci, vanta una qualità e un livello alti, garantiti dalla stella Michelin confermata anche in questo 2011. Dalla cucina di Antonella e Vinod, chef delle Mauritius, escono piatti che mantengono salde le radici con la tradizione pugliese, spesso reinventate con gusto moderno: le polpettine di allora convivono nel migliore dei modi con gli odierni coniglio rollé e gnocchi di ricotta, vellutata di cavolfiori e nero locale.
Ultima modifica 1/4/2010
