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Ragusa, Messina, Agrigento, Palermo: sono questi i capoluoghi del gusto siciliano, premiati da Michelin con le sue preziose stelle.
Due stelle brillano sull'agrigentina La Madia, ristorante in cui per Michelin “va in tavola la grande Sicilia”. Quella di Pino Cuttaia è la cucina della memoria, che lo stesso chef racconta e consiglia ai suoi ospiti; “Un meraviglioso gioco di profumi e sapori senza tempo” per l'Espresso che, oltre ai tre cappelli, assegna al ristorante di Licata il premio De Cecco per La pasta dell'anno: “pani deliziosi e grissini, preparati, come le paste, in proprio”.
Il barocco in cucina: Ciccio Sultano, chef dal magico tocco del Duomo di Ragusa ha, per l'Espresso, “la capacità di abbinare molti ingredienti riuscendo nel difficile intento di trovare equilibrio tra gli stessi e nettezza di sapori nell'insieme”. Le due stelle Michelin vanno al “sisma di natura gastronomica” che “dà vita a una cucina che mette al bando semplicità e minimalismi per creare piatti compositi e seducenti, barocchi”.
Ancora una stella a Ragusa: la Fenice è “a un cubo di cristallo incastonato come una gemma preziosa nella struttura restaurata di una fattoria ottocentesca”; Gambero Rosso oltre alle due forchette, premia con un bonus la cantina ricavata in una vecchia vasca scavata nel tufo. Territorialità innovativa nei piatti elaborati da Claudio Ruta per questo ristorante “diventato un punto di riferimento gastronomico nel comprensorio” (l'Espresso).
Nella sala della Locanda Don Serafino, le pareti in pietra viva sono quelle della grotta in cui il ristorante è ricavato. Da Ibla, il fulcro da cui a suo tempo iniziò a svilupparsi la città di Ragusa, Vincenzo Candiano firma una cucina di grande “perizia tecnica negli accostamenti, giocati sul filo dell'equilibrio, senza ricorrere a svolazzi calligrafici né a velleitari abbinamenti studiati solo per stupire” (l'Espresso). Michelin riconferma la sua stella.
Annidata in un antro barocco di Modica, La Gazza Ladra si avvale della cucina ludica di Accursio Craparo. Lo chef gioca coi sapori della Sicilia, scucendo e ricucendo i piatti della tradizione in maniera divertente, nei modi, ma elegante, nell'esecuzione. Michelin riconferma la stella e Gambero Rosso aggiunge “una carta dei vini che racconta per filo e per segno l'affascinante e variegata geografia vitivinicola isolana”.
Per Michelin “sarà facile dire addio alla malinconia” se state attendendo i piatti di Patrizia Di Benedetto, magari spiando i segreti della chef attraverso il monitor che, dalla sala del Bye Bye Blues, mette in mostra i movimenti in cucina. Una stella nuova nuova, che premia le fantasiose elaborazioni della gastronomia tradizionale sicula. L'espresso apprezza, ma lamenta che “talvolta, la ricerca di originalità porta a piatti non felici, dai sapori confusi”.
Ci si sposta nel messinese, a Taormina, per trovare “un'alcova di antichi profumi e delicati sapori isolani riproposti in chiave moderna”: Michelin dà una stella al Principe Cerami, promettendone una seconda per il 2012. La cucina di Massimo Mantarro si sviluppa “con tecnica magistrale tra giochi e susseguirsi di consistenze e temperature, dove prevalgono cotture leggere che esaltano i migliori ingredienti mediterranei” (l'Espresso). Per Gambero Rosso “una cena gourmet che coinvolge i sensi”.
È ancora Taormina il palco su cui Casa Grugno recita il ruolo di primadonna gastronomica. Origini e tradizioni austriache per lo chef Andreas Zangerl, ma che quasi non si percepiscono, vista la maestria con cui si rapporta ai prodotti del Mediterraneo. “Un posto di classe dove assaggiare felici rielaborazioni della tradizione” per Gambero Rosso; una stella riconfermata Michelin.
“In questa piccola casa è di scena il gusto”: l'Espresso esordisce così nel descrivere La Capinera, ristorante del taorminese in cui il giovane Piero D'Agostino esibisce il suo estro creativo. I consigli sul menu vengono direttamente dalla cucina, ma sia i percorsi degustativi a 65 e a 80 euro, che la scelta à la carte, mantengono uno stile e una qualità alti, fatti di leggerezza e di finezza nell'esecuzione. “Da manuale la selezione dei formaggi siciliani” ancora l'Espresso e una stella riconfermata da Michelin.
Ultima modifica 31/3/2004
