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I migliori barman di Roma: la figura del mixologist

E' la variante creativa del barman, uno “chef dello shaker” .

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I migliori barman di Roma: la figura del mixologist

Essere all’avanguardia non sarà mai importante quanto essere di buongusto: specie se si tratta di drink, prodotti da degustare e da assaporare che non prevedono margini di errore. I cocktail bar a Roma sono molti, ma quelli retti da veri mixologist si contano sulle dita di una mano. I mixologist sono prima di tutto degli appassionati e studiosi dell’arte della miscelazione, e ogni passo avanti che fanno non può esimersi dal tenere in considerazione la storia dei cocktail.

Lo sa bene Daniele Gentili, barman e mixologist del Micca Club e insegnante di merceologia presso La Flair Room, autore del progetto Cocktail Story: una serie di eventi tenutisi al Micca dove venivano mostrate e raccontate le evoluzioni dei cocktail più famosi della storia, presentati in tutte le fasi della propria vita. L’evento ha avuto come conseguenza anche dei video che potete trovare online, ospitati dal sito del Micca. La passione e le nozioni storiche di Daniele Gentili hanno pochi rivali in giro per la capitale: collezionista di libri vintage sul tema del bere, sperimentatore sopraffino e lungimirante, pioniere della tecnica di affumicatura, e (aspetto da non trascurare) persona affabile e di grande disponibilità e professionalità. Fra i suoi miti troviamo Stanislav Vadrna, Alex Kratena e Marian Beke, senza trascurare maestri totali come Jerry Thomas.

Proprio il nome di Jerry Thomas ci conduce verso un’altra crew di mixologist davvero speciale: Roberto Artusio, Leonardo Leuci, Antonio Parlapiano e Alessandro Procoli. Quattro barman che hanno fatto la storia della movida romana e del bere bene fra Trastevere, Ostiense e il centro storico, e che da qualche anno si sono uniti nel nome del grande “Professore” Jerry Thomas per diffondere nella capitale la cultura del bere bene. Sede della loro creatività è un piccolo locale notturno e segreto, riservato ai veri appassionati del settore: uno Speak Easy Bar ispirato ai bar clandestini attivi durante il proibizionismo americano dei primi del Novecento. Per entrare serve una parola d’ordine, e per ordinare al bancone serve la totale fiducia nell’arte del bartending dei tre talenti presenti: non berrete mai nulla di scontato o banale da queste parti... ogni bottiglia dietro al bancone è un pezzo di storia da degustare con totale rispetto e devozione. La miscelazione è “twist on classic” su temi come pre-proibizionismo, Cuba ed Europa 1920/30, tiki style.  La loro ampia cultura li ha portati ad aprire una scuola specifica dedicata all’arte della Mixologia, che prevede una serie di corsi molto esaurienti,  e porta nella capitale alcuni fra i migliori barman internazionali per seminari esclusivi. La scuola è stata giustamente intitolata al maestro Jerry Thomas, fonte d’ispirazione per tantissimi bartender. Il Professor Thomas è rimasto nella storia anche per avere scritto The Bar-Tender’s Guide, la prima guida per il bartending, tuttora fondamentale.

Come ogni arte che si rispetti, anche la Mixologia si divide fra tradizione ed avanguardia: l’avanguardia è al momento data dalla Mixologia Molecolare, che fonde la miscelazione moderna con tecniche e strumenti della cucina molecolare, un nucleo di procedimenti che sfrutta le conoscenze scientifiche applicandole alla lavorazione degli alimenti. Da questo movimento nascono drink guarniti e ritoccati con peperoncino o tartufo... ed altre stranezze di tal sorta.  Nella capitale non si trovano molti esponenti di questa branca, e bisogna recarsi ai concorsi veri e propri per scovare le sperimentazioni più curiose in materia. Contest specifici, organizzati da grossi brand del settore beverage: da Diageo ad Absolut, fino all’acqua Perrier che ha chiamato il guru del settore Laurent Greco per guidare un ambito torneo che a Roma è stato vinto da Massimiliano Daquanno, capo barman dell’Aldrovandi Palace Hotel, mentre al terzo posto si è classificato Giuliano Frassineti, protagonista al Boscolo Hotel Exedra. Dimostrazione di come gli Hotel a cinque stelle siano ancora una notevolte fucina di talenti.

Chi ama i classici può recarsi in zona Montesacro, dove la giovane promessa del settore, Aristide Grandinetti, si esibisce dietro al bancone del suo locale, il Sofa, oppure per chi preferisce tentare la via dell'alchimia può provare le miscele di elisir, fiori e spezie create da Giorgio Peis che si sposta di locale in locale, con il progetto barman itinerante, per diffondere la sua arte di alchimista. .

2night 30/5/2013

Pubblicato il: 29/5/2013, ultima modifica 30/5/2013

Bar & Restaurant Posh - Exedra Boscolo Hotel →

Piazza Della Repubblica 47, Roma (RM)

Trevi Club →

Via Degli Avignonesi 73, Roma (RM)

Sofa Wine Bar →

Via Cimone 181, Roma (RM)

Speakeasy Bar The Jerry Thomas Project →

Vicolo Cellini 30, Roma (RM)

Aldrovandi Palace Hotel →

Via Ulisse Aldrovandi 15, Roma (RM)