Le migliori Osterie d'Italia, i premiati tra piatti della tradizione e osti che la sanno lunga

Le menzioni d'onore della Guida alle Osterie d'Italia 2019 di Slow Food, giunta all'edizione numero ventinove.

L’amato “Sussidiario del mangiarbere all'italiana”, la nuova edizione di Osterie d'Italia 2019, “seleziona e racconta la migliore cucina di tradizione regionale in Italia”Solo il meglio fra osterie, trattorie, ristoranti, enoteche e agriturismi dove la cucina è il frutto delle produzioni locali e di tradizioni gastronomiche consolidate nel tempo; il prezzo, poi, non deve andare oltre i 35/40 euro, vini esclusi, per un pasto di tre portate, bandite le leziosità. Il mio sguardo è caduto in particolar modo sui premi speciali dove l'attenzione ai capisaldi del vivere slow sono religione.
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° Miglior giovane, Badessa di Casal Grande Reggio Emilia, due ragazzi under 35. Per capire la loro attenzione alla stagionalità, fanno i tortelli di zucca solo nel mese e mezzo nel quale trovano le zucche che usano per la loro ricetta.

° Miglior tradizione, Zenobi, cuoca Patrizia Corradetti, a Colonnella (Teramo)

° Miglior carta dei vini, Da Cesare a Roma, dove Leonardo Vignoli compila una sua carta personalissima.

° Miglior dispensa, selezione materia prima, Reis (che non a caso vuol dire radici in Piemontese), al Frassino, Cuneo, di Iuri Chiotti, che usa solo cibi dalla sua valle.

° Miglior novità della guida Cacciatori a Cartosio, ottiene peraltro la chiocciola dopo anni.

° Miglior oste, chi incarna la figura dell’oste a Ostreria dei Fratelli Pavesi, Podenzano (Piacenza) con Giacono Pavesi vero incantatore.

Foto di copertina: Ostreria dei Fratelli Pavesi
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di lorenzo coletta