Guida alle migliori enoteche di Roma (con cucina)

I locali giusti dove poter trovare grandi bottiglie da degustare e contemplare abbinate a piatti eccezionali

Una passione che si è ultimamente riscoperta scienza, quella dell’enologia, e come ogni scienza ha le sue teorie, i suoi postulati, le sue evoluzioni e continue scoperte. Il vino, però, non è sicuramente una scienza esatta, come la fisica e la matematica, è invece qualcosa che si collega fortemente all’io e ai gusti personali, come la filosofia. E’ bene ricordare però che, prima di ogni altra cosa, il vino e puro piacere dei sensi, e il piacere ha tinte fortemente soggettive e personali. Ecco perché io non riesco a capire chi cerca di “sterilizzare” l’enologia adeguandola a canoni standard su abbinamenti e degustazioni. Personalmente, tuttavia, ritengo che l’unica regola fondamentale da rispettare, per quanto riguarda il vino, sia quella di non berlo mai da solo, ma di abbinarlo sempre a qualche pietanza. Degustare un vino senza mangiarci sopra mi dà l’idea di qualcosa di sterile e fondamentalmente incompleto. Numerose sono le enoteche e i wine bar che a Roma, in questi ultimi anni, hanno adottato questo tipo di concetto: buona cucina abbinata a grandi vini. Ma quali sono le migliori? Ecco i miei consigli.

Ormai una celebrità

enoteca trimani, guida alle migliori enoteche di roma, vino
Il locale è splendidamente arredato, con eleganti scaffali colmi di bottiglie provenienti da tutto il mondo. C’è sia il negozio, sia la sala degustazione e aperitivi, che in realtà è un vero e proprio ristorante con tanto di menù à la carte. L’Enoteca Trimani anche quest’anno è stata scelta come fornitore ufficiale al Taste Of Rome, la più importante rassegna enogastronomica della Capitale. Titolo ampiamente meritato, vista l’altissima qualità dei vini e la grande professionalità del personale nel riproporli ai clienti. La cucina merita un voto alto, non tanto per gli sfizi serviti con l’aperitivo, ottimi, ma piuttosto standard, quanto invece per le proposte del menù, come i golosissimi involtini farciti con mortadella e porri serviti con cous cous in salsa agrodolce che meriterebbero un premio speciale.

L’Università del Vino

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Piccola, ma popolatissima enoteca nel cuore del Celio, a due passi dal Colosseo, Bibenda Wineconcept non è soltanto un negozio di vini. E’ la scuola, o meglio l’università del vino. Qui, grazie alla padrona e Sommelier Grazia Trischitta, si organizzano i corsi ufficiali della Scuola Sommelier Romana, “Bibenda” appunto. Corsi di degustazione e abbinamento, guida all’acquisto, ma anche grande cucina. Ogni sera si propone un menù diverso da abbinare al vino protagonista di giornata. Non si mangiano, quindi, mai le stesse cose e si possono scoprire mondi sconosciuti e meravigliosi nell’universo enogastronomico.

L’antesignano

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Non la prima enoteca, ma sicuramente Il primo Wine Bar aperto a Roma, nel lontano 1977, davanti alla statua più famosa della Capitale, il Pasquino, da cui prende il nome la piazzetta sulla quale si affaccia. Cul De Sac, antesignano della cena con degustazione, propone due tipi di menù, entrambi molto interessanti e a buon prezzo: il primo legato ai sapori e ai piatti della cucina romana (trippa, coda alla vaccinara, amatriciana), il secondo dedicato alle cucine di tutto il mondo (Francia, Africa, America e Asia). Sono più di 1500 le etichette qui proposte, e una volta al mese – su prenotazione – si organizzano anche degustazioni gratuite e guide all’acquisto.

Record alla Mescita

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Il locale è piccolo, quasi un salottino familiare, con scaffali di legno dove troneggiano grandi etichette (soprattutto del Sud), salumi e conserve di prima scelta. Ecco il Sorì, il regno di Pasquale Livieri, nascosto tra le strade della vecchia San Lorenzo. Non si vende solo vino, ma anche formaggi, salumi (dicevo) e conserve, e poi si mangia, anche molto bene: anche qui il menù cambia di sera in sera a seconda dei vini proposti (oltre 30 possibilità alla mescita – record cittadino). Non mancano mai nel menù carne, pesce e verdure. I salumi sono squisiti, specie quelli toscani di Cinta Senese.

Zuppe, sottoli, formaggi, e poi vino, tanto vino…

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Il quartiere è quello del Tuscolano, la piazza è Santa Maria Ausiliatrice, non esattamente il posto dove ci si può aspettare un’enoteca di tale eleganza come Tramonti e Muffati. Tanto legno, tantissime le bottiglie alle pareti, oltre 250 le etichette disponibili. Ma qui io ci vengo soprattutto per mangiare, oltre che per bere. Le zuppe sono la vera specialità della casa, sempre diverse e particolari, e poi i salumi e i formaggi (ventricina di Guilmi) e mozzarella di bufala di Battipaglia, buoni, anzi buonissimi i sottoli della casa, ideali per l’aperitivo. 

Foto di copertina dalla pagina Facebook di Tramonti e Muffati 

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di elsa ricucci