Blubar Festival...aspettando il 2017 ecco la storia che fa la differenza!

"La gioia di stare insieme ed il piacere per la buona musica è la chiave della nostra Associazione". Mai frase fu più vera. Cosa rende un'iniziativa un successo? Cosa fa di un'associazione un vero valore nel mondo culturale? Restare fedeli a questa affermazione e il Blubar, che di questa affermazione è protagonista, ne è l'esempio più lampante.

blubar foto dalla pagina facebook

Si tende sempre a parlare di quello che non va. Di quanto la cultura arranchi, di quanto sia difficile fare qualità senza avere fondi. Eppure il Blubar Festival ha dimostrato, ancora una volta, quanto sia la passione a fare la differenza. E' da questa che parte la voglia di fare. E la voglia di fare si traduce in contatti, in rapporti, in opportunità, in impegno e in volontà.

blubar 2016 foto da facebook

Un esempio cui tutte le associazioni abruzzesi che si muovono nell'ambito culturale dovrebbero volgere lo sguardo. Di certo quelle che si rivolgono all'ambito musicale. In tredici anni il Blubar è riuscito a mantenere salde le sue radici, a non tradire mai il senso profondo di quella frase con cui ha voluto definirsi muovendo, allo stesso tempo, passi a ritmo di musica che ne hanno fatto un punto di riferimento internazionale.

blubar 2016 facebook

La tredicesima edizione è stata stratosferica con De Gregori che ha fatto innamorare, i grandi nomi dei cantautori italiani che hanno fatto sognare, la musica partenopea che non ha fatto mancare la sua profondità e i miti del rock nostrano che ci hanno ricordato quanto, il rock, in Italia abbia saputo raccontare, raccontarci e raccontarsi. Ma già l'edizione del 2012 aveva fatto capire che negli anni il Blubar era diventato tutt'altro che un festival cittadino approdando fin negli Usa.

La passione di pochi amici che in quella stessa piazza, piazza della Sirena, da ragazzi andavano ad ascoltare i miti della beat generation italiana ispirata alla grande musica anglosassone è riuscita a rimanere tale insomma, affondando le radici di un amore in una vera e propria occasione.

E che non si dica che sono i soldi a fare la differenza. Il Blubar, da sempre, si autofinanzia e solo negli ultimi due anni ha chiesto, solo a chi volesse, di dare un piccolo contributo. Contributo che non ha superato mai quei 10 euro per un posto a sedere nelle prime file di concerti che, per tutti, sono sempre stati e resteranno sempre gratuiti.

Il Blubar era un vero e propro bar che nel 1961 ospitava i big della beat generation italiana. Il Blubar nel 2016 è una piazza viva e in continuo fermento. Oggi ci andava di raccontarvela la storia di questi amici che hanno sì tolto i pantaloni a zampa di elefante, le camicie a fiori e i capelli lunghi, ma che nell'animo sono rimasti esattamente quel che erano all'epoca e che di quella storia si sono fatti custodi e, in un certo senso, “autori”.

Grazie a loro, ogni anno, Francavilla al Mare si trasforma in un punto di riferimento internazionale per la vera grande musica italiana . Per una volta possiamo raccontare la bella storia di un'associazione che ha mantenuto viva la purezza della gioventù di un'epoca in cui la musica non era denaro, ma era solo passione.

Grazie per condividerla con noi ogni anno Blubar...restiamo sintonizzati per l'edizione numero 14 che, siamo certi, ci regalerà di nuovo emozioni uniche!

Foto di copertina: Pagina Fb Blubar 

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