Nel Salento nasce un nuovo primitivo, il suo nome è Rodinò

Dai pezzetti di cavallo alla zuppa di pesce, quello proposto dalla cantina Conti Zecca è un rosso versatile e fruttato

Immagina un folletto irriverente e misterioso. Immaginalo mentre si aggira per i borghi del Salento distribuendo generosamente del nettare inebriante, avvolto da un mantello rosso fuoco. È così che ci prefiguriamo la nascita del primitivo Rodinò, l’ultimogenito della nobile cantina leveranese dei Conti Zecca. Rodinò in griko vuol dire rosso. Rosso come la passione di chi da anni dà vita a vini purissimi e ricchi di sapori.
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Rosso come la fatica di chi quell’uva la coltiva, la cura, la monda e la segue passo dopo passo nel suo processo di trasformazione, per portare sulla tavola un prodotto vinicolo che il mondo ci invidia.
Non a caso il primitivo è il vitigno pugliese più famoso a livello internazionale, perché capace di essere dolce, elegante, corposo e fruttato al tempo stesso, dal profumo intenso nel naso come sul palato.
redattori licheri rodinò arianna greco“Ipse”, dell’artista Arianna Greco
“Nelle notti salentine i vicoli e le strade risuonavano dei passi di Rodinò. Avvolto in un mantello rosso come il fuoco, portava un vino purissimo, famoso per dolcezza e bontà”, si legge sull’etichetta con cui il Rodinò è stato presentato al pubblico - appena due settimane fa - nella suggestiva cornice di Torre del Parco.

Dal colore rosso intenso, il Rodinò porta con sé un ampio e complesso bouquet di frutta rossa matura, in cui si evidenzia la fruttosità della prugna balsamica.  I morbidi tannini e il finale persistente completano l’opera. Queste caratteristiche organolettiche lo rendono un vino ideale per accompagnare pietanze come cacciagione, carni rosse (arrostite o grigliate), formaggi stagionati, pezzetti di cavallo e persino la zuppa di pesce alla gallipolina.
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“In azienda, nelle nostre tenute di Leverano, abbiamo custodito pregiati cloni di primitivo, oggi coltivati secondo pratiche di agricoltura sostenibile” spiega l’enologo e direttore aziendale Antonio Romano, precisando che per la prima messa in commercio, con l’annata 2014, la produzione di Rodinò ammonta a 4.000 bottiglie.
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“Rodinò ha già ricevuto degli ottimi riconoscimenti, come i 93 punti assegnati dalla guida di Luca Maroni e la guida Veronelli e i 92 punti assegnati da James Suckling, uno dei critici più autorevoli a livello internazionale”, precisano poi i conti Francesco e Alcibiade Zecca, soddisfatti per gli ottimi risultati ottenuti dal neonato primitivo salentino.  


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