19 osterie con la Chiocciola in Lombardia: i migliori ristoranti secondo la guida di Slow Food

In totale sono 19 le osterie in Lombardia segnalate dalla Guida Osteria Italia 2017, con la chioccola, le osterie che si sono distinte per la proposta autentica e legata al territorio. Partiamo dall’inizio e in un viaggio unico arriviamo fino alla fine. 

L’osteria è “un esercizio pubblico nel quale si serve prevalentemente vino e in alcuni casi cibo”, recita Wikipedia. La definizione è da aggiornare perché negli ultimi anni anche le osterie hanno innalzato il livello in termini di proposte gourmet, mantenendo sempre il legame con la tradizione, sia ben chiaro, ma diventano meta ambita anche per quei food-lover che vogliono prima di tutto mangiare bene. Focus sulle osterie con la chiocciola che non sono osterie qualsiasi, bensì quelle che “si sono distinte per la proposta gastronomica autentica, il rispetto delle materie prime e l’accoglienza”, selezionate da Slow Food.

Ti è già venuta fame? Si parte con il tour che toccherà tutte le province lombarde. Buon appetito!

La Madia - Brione (BS)

la madia osterie slow foodSi merita la chiocciola perché è “l’applicazione in territorio bresciano del modello di osteria che piace a Slow Food”. La Madia è in una parola “paradigmatica”. Si entra e la vista si perde sulla Franciacorta, la sala cura i particolari, in cucina c’è Michele Valotti che utilizza prodotti locali, tanto che nel menù la provenienza degli ingredienti è indicata con nome e cognome del produttore. Tra i primi i casoncelli di verdure al burro e vaniglia, a seguire il manzo all’olio, la carta segue le stagioni. Disponibili tre menù degustazione: da 29 a 34 euro. 

Hostaria Viola - Castiglione delle Stiviere (MN)

hostaria viola osteria slow foodSiamo a 36 chilometri da Mantova e 29 da Brescia. All’Hosteria Viola l’attenzione alle materie prime è un’attitudine di famiglia che si tramanda da quattro generazioni. Arredamento semplice e raffinato e tavoli ben distribuiti. La cucina esalta la tradizione mantovana. Si inizia con sorbir d’angoli come antipasto, per poi proseguire con la tartara di razza bovina piemontese (Presidio Slow Food). Tra i primi potevano mancare i tortelli ripieni di zucca? Presidi Slow Food anche trai formaggi, da non perdere la ciambella mantovana come dessert. 

Caffè la Crepa - Isola Dovarese (CR)

caffè la crepa osterie slow foodPiù che è una cena è un viaggio nel tempo. “Entrare alla Crepa significa fare un salto indietro nel tempo e concedersi un’esperienza gastronomica di prim’ordine”, recita la Guida Osteria Italia 2017.  La locatione del Caffè la Crepa aiuta a formare la percezione di essere in una dimensione particolare, in mezzo al Parco Oglio Sud, in un minuscolo borgo dai palazzi rinascimentali. La cucina profuma di pianura padana, di animali da cortile e pesci d’acqua dolce. Per cena? I tortelli amari all’erba di san Pietro o bollito misto alla cremonese. Menù degustazione a 35 euro.

Ratanà - Milano

ratanà giardino milanoIl Bosco verticale è lì davanti agli occhi appena esci nel bel giardino in via De Castilia, zona Porta Nuova. In mezzo al design moderno resiste una palazzina dal gusto liberty, che ospita il Ratanà. Il locale di Cesare Battisti si fa amare per tanti motivi: per i risotti che servono nel piatto la stagione, per l’innovazione costante e instancabile e per l’arredamento minimal. L’aperitivo si fa con i rubit, in milanese piccole cose di pregio”, si tratta di un percorso di gusto tra alcuni piatti che si possono ordinare per cena. 

Burligo - Palazzago (BG)

burligo osterie slow foodAmare il proprio lavoro significa anche farlo come Felice Sozzi e la moglie Norma che vent’anni fa hanno aperto l’Osteria Burligo. A pochi chilometri da Bergamo, la cucina è attenta ad ogni singolo ingrediente perché “fa la differenza”, come sottolinea Felice. Gallina nostrana bollita o coniglio al rosmarino, oppure ancora salsicciotto della val Brembana con purè di zucca. Tra i dolci un classico gelato fiordilatte diventa irresistibile grazie alla crema di lamponi. 

Trattoria dell’Alba - Piadena (CR)

trattoria dell'alba osteria slow foodPiù vicina a Mantova rispetto che Cremona, la Trattoria dell’Alba è “un luogo che va oltre le mode, dove qualità, ricerca, cura dei piatti e passione per il proprio lavoro sono una garanzia”, scrive la Guida Osteria Italia 2017. Siamo nella Bassa padana, la regia è quella della famiglia Corbari. Le paste sono fatte in casa, eccellenti i marubini ai tre brodi, tagliatelle con funghi e fiori di zucca, tortelli delicati al luccio. Tra i secondi di carne, il porc-tonné è preparato seguendo la ricetta originale di Pellegrino Astrusi. Tra i dolci, da non perdere c’è la sbrisolona con zabaione. Un classico. 
TRATTORIA DELL'ALBA - via del Popolo 31, Piadena (CR) - tel. 0375.98539

Le Caselle - San Giacomo delle Segnate (MN)

le caselle osterie slow foodTutto quello che finisce nel piatto a Le Caselle arriva dall’aziende di proprietà di Gianfranco e Raffaella Contadori che coltivano e allevano in modo naturale. Il menù vede tra i protagonisti il cappone dei Gonzaga nell’insalata alla Stefani. Poi c’è l’imbarazzo della scelta tra maltagliati al ragù della corte, tagliolini con verdure di stagione e ravioli di zucca. Buona la carta dei vini ma per cenare e brindare senza il rischio di restare in piedi, è indispensabile prenotare. 
LE CASELLE - via Contotta 21, San Giacomo delle Segnate (MN) - tel. 0376.616391

Al Ponte - Acquanegra sul Chiese (MN)

al ponte (mn) osteria slow foodPiena campagna mantovana: “Osteria è famiglia”, questo è il motto Al Ponte, per sottolineare l’importanza della tradizione gastronomica tramandata da padre in figlio. Due salette, una con veranda affacciata sul fiume Oglio. Mettiti comodo, si inizia con l’antipasto, l’imperdibile frittura di zucchine e saltarei. Tra i primi sono da provare le tagliatelle con pesce d’acqua dolce o i tortelli di anatra. Si prosegue con lo stracotto di fassona, coppa di maialino al forno o filetti di pesce persico fritto. In vino veritas: la carta raccoglie il meglio del territorio con un rapporto qualità prezzo tutto da bare. 

Locanda delle Grazie - Curtatone (MN)

locanda delle grazie slow food (mn)I ricordi si legano alla tradizione. “Cucina popolare e autentica in un ambiente ospitale e genuino”, recita la guida Osteria d’Italia che segnala con la sua chiocciola la Locanda delle Grazie gestita con passione da Fernando e Daniela. A tavola si celebrano i prodotti del territorio, quindi largo al luccio in salsa verde con polenta e insalata del Gonzaga con cappone, uvetta e pinoli, cotechino con le verze e grana padano con mostarda di pera mantovana Dop. Possono mancare i tortelli di zucca a Mantova? Ma neanche lo stracotto di somarina e lo stufato di cotiche con fagioli e polenta. Non mangiare troppo perché la millefoglie o la sbrisolona, giusto per mantenere alta la tradizione, meritano un assaggio. 

Guallina - Mortara (PV)

osteria slow food guallina mortara (pv)D’accordo il rispetto della tradizione ma Guallina si merita la chiocciola Slow Food perché i piatti sono realizzati praticamente solo con prodotti locali. Siamo a 39 chilometri da Pavia, da trent’anni è tutto uguale: in cucina trionfa l’oca, poi le rane, lumache, riso e verdure di stagione. Si può iniziare con una terrina di fegato grasso d’oca con confettura di cipolle e fichi, poi i ravioli d’anatra sono una delizia come i tagliolini ai profumi e sapori di primavera, giusto per restare in tema di stagioni. Tra i formaggi ci sono anche Presidi Slow Food e dulcis in fundo: cannoli di pasta fillo con mousse di cioccolato e gelato fiordilatte. 

Osteria della Villetta - Palazzolo sull’Oglio (BS)

osteria della villetta palazzolo (bs)La chiocciola all’Osteria della Villetta è alla tradizione e alla location che da quattro generazioni ospita l’osteria della famiglia Rossi. Una bella palazzina liberty fa da cornice perfetta, il menù è scritto su una lavagna, lo stile è semplice e l’ambiente è raccolto, con solo dodici tavoli disposti in tre salette. La guida Osteria d’Italia consiglia di provare iil morbido guanciale in salsa verde ma praticamente tutto il menù è basato sui piatti della tradizione. Presìdi Slow Food tra i formaggi, tra i secondi la scelta se di pesce cade sul filetto di persico, sennò sul manzo all’olio. I dolci sono rigorosamente homemade: non sai cosa prendere? Le pesche con ripieno di mandorle e vai sul sicuro!

Il Gabbiano - Corte de’ Cortesi con Cignone (CR)

osteria il gabbiano (cr)Alla fine non è mai un addio ma un arrivederci. Sarà per la bella accoglienza o per la cucina ma al Il Gabbiano la prima visita non sarà l’ultima. Una quindicina di chilometri da Cremona, il dehors è sull’angolo della piazza del borgo del “paese dei poeti”. Tortelli di patate con crema di salva e zenzero, marubini in brodo antica Cremona, proseguendo faraona di nonna Giusi con mostarda casalinga. Tra i dolci, spuma di torrone di Cremona e altre amenità per il palato. La carta dei vini non si dimentica del territorio ma è capace anche si fare un giro fuori dalla regione. 

Altavilla - Bianzone (SO)

osteria altavilla bianzone (so)La Valtellina è un territorio che offre tanto in cucina. Lasciando la statale per Bormio, risalendo verso il borgo di Bianzone, si incappa nell’osteria Altavilla che si faccia sui vigneti e sui caratteristici muretti a secco, emblema di una viticoltura eroica. Per iniziare largo alla bresaola, poi arrivano gli sciatt (preparati con la ricetta della pastella gelosamente custodita). Avanti con i pizzoccheri di mamma Lucinda, tagliolini al ragù di selvaggina. Da assaggiare il bitto storico, Presidio Slow Food. In cantina ci sono centinaia di etichette, con il calice pronto a brindare alla Valtellina.

Mirta - Milano

mirta milanoE da dove si poteva iniziare se non dalla metropoli? Mirta è “un esempio di osteria moderna”, secondo Slow Food che le ha assegnato la chiocciola già nel 2013. Mirta è il nome della mamma di Juan Lema, lo chef uruguaiano che dirige la brigata di cucina. L’accoglienza in sala è affidata alla moglie Cristina. Via Casoretto, tra Loreto e Lambrate, l’osteria è di fianco all’abbazia in piazza San Materno. Nel menù spazio ai tanti Presidi Slow Food: tra gli antipasti si inizia con la torta integrale con salsiccia, si prosegue con parmigiana di melanzane in crosta. Tra i secondi a farla da padrona c’è la carne: tartare di manzo con salsa verde oppure galletto arrosto con fagioli di Scicli. La carta dei vini premia anche la mescita. 

La Piana - Carate Brianza (MB)

la pianacarate brianza slow foodPer non farti fare troppa fatica, da Milano proseguito il viaggio tra le osterie chiocciolate nella vicina Carate Brianza. La Piana si distingue per “l’attenzione verso i piatti della tradizione preparati con materie prima di assoluto valore”, è il biglietto da visita di Slow Food. Il locale è arredato in modo semplice ma curato, le materie prime selezionate da Gilberto Farina sono elaborate seguendo l’estro gourmand che, però, non tralascia la tradizione. Siamo in Brianza e la carta te lo ricorda in quasi ogni proposta. Risotto mantecato con borroeula e trito di rosmarino di Montevecchia, ma se vuoi andare sul sicuro non manca il classico riso al salto alla milanese. Tra le carni spicca lo stracotto di asino al Barbera o la luganega di Monza grigliata. I Presidi Slow Food abbondando tra i formaggi: bitto storico, agrì di Valtorta e stracchino all’antica delle valli orobiche. 

Le Frise - Artogne (BS)

le frise artogne (bs) slow foodE’ una vecchia conoscenza perché compare nella giuda Osterie d’Italia dalla prima edizione. Le Frise è il posto perfetto se ami i formaggi che arrivano ogni giorno in tavola grazie al sapiente lavoro di Gualberto Martini, esperto casaro. I salumi sono prodotti dal figlio Luigi, gli ortaggi sono quelli dell’orto, mentre le carni provengono dall’allevamento aziendale. Menù fisso: si parte con formaggi, caprini nello specifico, serviti con confetture di sambuco, prugne selvatiche, pere e salumi. Il risotto al fatulì è un Presidio Slow Food, casoncelli tradizionali e gnocchetti alla silene di campo sono le alternative. Tra i secondi il capretto arrosto è proposto con porcastro, oca al coccio e capriolo in terrina. Tutto fatto in casa, come il pane con lievito madre. Il gelato al latte di capra è spesso offerto insieme a fiori di tarasacco.

Dentella - Bracca (BG)

dentella bracca (bg) slow foodDa Dentella “ci si sente a casa”, merito dell’ottima accoglienza, attenzione al territorio e alla tradizione e piatti buoni, ben raccontati. Meglio passarci con la bella stagione, il dehors stimola più decisamente l’appetito. La tradizione in cucina è quella della famiglia Dentella che se la tramanda da generazioni. Tra i primi da assaggiare c’è il risotto con aghi di pino, pinoli e formai de mut, ma anche casoncelli al burro di malga. La polenta è nel menù tutto l’anno, l’accompagnamento dipende dalla stagione: coniglio al forno con olive taggiasche e timo o stracotto d’asino al Valcalepio. Merita un assaggio - a dire il vero anche più di uno - la selezione dei formaggi vaccini, alcuni Presidi Slow Food

Osteria del Crotto - Morbegno (SO)

osteria del crotto morbegno (so) slow foodTra le valli del bitto di Gerola e Albaredo, una piccola stradina conduce a questo crotto del 1814. L’Osteria dei Crotti segue la stagionalità della materia prima, ricercandola tra i piccoli produttori locali della valle. La prima buona notizia è che non si paga il coperto. I 18 fornitori locali riportati in fondo al menù sono la prova dell’attenzione al territorio nella selezione di quello che finisce nel piatto. Si inizia con il violino di capra della Valchiavenna - Presidio Slow Food, tra l’altro -, con insalata aromatica e caprino. Le proposte di pesce pescano nel lago di Como con il lavarello del Lario in carpione leggero. Io non resisterei alla verticale di quattro assaggi di bitto storico con un bicchiere di Sforzato.

Prato Gaio - Montecalvo Versiggia (PV)

parto gaio montecalvo versiggia (pv) slow foodLa storia dell’Oltrepò da gustare. Prato Gaio merita la chiocciola Slow Food perché “depositario della cucina dell’Oltrepò” da quattro generazioni. La cucina è il regno di Daniela Calvi che insieme a Giorgio Liberti declina la tradizione nelle portate del menù. Dulsc in brush, ossia petto di pollo con salsa agrodolce, proseguendo con le pappardelle di farina di frumento, zuppa di cipolle con salsa di acciughe, tra i primi. Il collo ripieno di fegato grasso d’oca e mostarda di anguria verde è una rarità, l’arrosto di coniglio un classico. Il vino? Del territorio. Non vorrai mica scherzare, vero?


Foto di copertina da Facebook Ratanà 

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