“Più che un mestiere è una missione, ma non posso farne a meno” Enrico Aliotti di Ferro & Cuoio ci racconta cosa significa essere ristoratori oggi

Nato e cresciuto nelle sale di un ristorante, quello di famiglia, poi vent’anni a gestire uno stabilimento balneare a Capocotta, per approdare, infine, al suo attuale locale, Enrico ci confida le sue passioni

Una vita di sacrifici, senza sapere cosa sia il tempo libero, le vacanze, gli hobby, una vita dedicata completamente al lavoro, con l’unico scopo di ricevere un complimento da un cliente, di vederlo felice e soddisfatto. Questa è sostanzialmente la vita del ristoratore che Enrico Aliotti, direttore di sala e socio proprietario di Ferro&Cuoio ad Ostiense, uno dei ristoranti che hanno fatto breccia nel cuore, ma soprattutto nel palato dei romani, ci confida. “So che magari la vita riserverebbe altri piaceri, ma io sono contento così. Quando vedo un cliente sorridermi e farmi i complimenti mi sento l’uomo più felice del mondo”.

enrico alioti ferro&cuoio intervista team foto 1 Enrico, tu più che esserlo diventato, sei nato ristoratore. “I miei genitori hanno sempre lavorato nel mondo della ristorazione. Io sono sempre cresciuto con l’idea che il nostro giorno libero fosse il lunedì, non sono mai esistiti per me sabati e domeniche. Più che un semplice mestiere la ristorazione è stata la mia vita fin da quando ero bambino. E’ un lavoro di passione che amo, ma che odio al tempo stesso, come tutte le cose fondamentali e ineluttabili della vita. Da una parte lo odi perché ti porta via tutto, non hai famiglia, figli, vacanze, ma poi basta vedere un cliente che torna e che dice “Ho mangiato davvero benissimo” che tutto il rancore si cancella improvvisamente. La ristorazione è così, ci sono delle volte che vuoi mandare tutto in malora, che ti riprometti che è davvero finita, poi però ti arriva questo locale che doveva nascere come un bistrot e un cocktail bar e, vuoi o non vuoi, la passione per la ristorazione è tornata più prepotente che mai e capisci che in fondo la tua missione è e sarà sempre quella: far mangiare bene la gente.”

ferro& cuoio enrico alioti intervista team foto 2 A gestire Ferro&Cuoio siete in 5 soci, parlaci un po’ del tuo ruolo e dei tuoi compiti all’interno della gestione del locale. “Oltre a svolgere la funzione di direttore di sala, io mi occupo degli acquisti e dei rapporti con i fornitori, forse il ruolo più delicato ed importante da svolgere in un ristorante. Io amo andare a scoprire prodotti particolari, nel loro contesto unici, come ad esempio la carne che prendiamo dal produttore umbro Giapo di Norcia, che ha riscosso un successo enorme con la nostra clientela. Poi, ogni tanto, mi piace andare in cerca di prodotti particolari del nostro territorio: vini, formaggi, salumi, magari qualcosa di unico, come la verdura biologica di un contadino, o il vino di una piccola cantina locale.”

ferro&cuoio intervista team enrico alioti foto 3 Tu prima hai detto una frase che ci ha molto colpito, e cioè che con Ferro&Cuoio la tua passione per la ristorazione è tornata più prepotente che mai. Ci spieghi meglio come è successo? “Quando abbiamo aperto il locale avevamo in mente l’idea di fare un cocktail bar e un piccolo bistrot che proponesse pochi piatti scelti, da abbinare magari a cocktail o a vini specifici. Poi, invece, è successo che aggiungendo un piatto, poi aggiungendone un altro giorno dopo giorno il concetto di ristorante è tornato più forte di prima, anche senza volerlo dapprincipio. Ti faccio l’esempio dei nostri tortini di antipasto, che nel loro genere a Roma sono unici, una nostra peculiarità e che sono amatissimi dai nostri clienti”. A proposito di tortini, fra poco arriva il nuovo menù estivo. “Esatto e ci saranno soprattutto nuove proposte specie a base di pesce fresco, come il salmone al profumo di arancia, una spigola preparata con una ricetta segreta del nostro chef che non posso assolutamente svelare neanche sotto tortura e poi il filetto di tonno al doppio seme di sesamo e di papavero.”

ferro&cuoio intervista team enrico alioti foto 4 Ferro&Cuoio però sta ottenendo gran parte del suo successo anche dal beverage, grazie ad una sontuosa cantina che proprio tu hai voluto costruire con tanta passione e pazienza. “L’idea iniziale è stata quella di non prendere vini dalla grande distribuzione, ma affidarci unicamente a piccoli fornitori e a piccole cantine tutte rigorosamente italiane. L’ultimo arrivato, giusto in tempo per l’abbinamento perfetto con i piatti di pesce del nostro menù estivo, è un Vermentino di Gallura prodotto da una piccola cantina locale, Petrizza Masone Mannu, un vino davvero incredibile.”

intervista team enrico aliotti ferro&cuoio foto 5 Enrico, concludiamo con la più classica delle domande: progetti per il futuro? “Far diventare Ferro&Cuoio un locale sempre più di qualità, che si distingua dalla classica tipologia dei locali della movida di Ostiense, dove il cliente possa avere la certezza di mangiare e bere bene ad ogni ora del giorno, dalla mattina a tarda notte, e soprattutto divertirsi, visto che noi offriamo anche musica dal vivo (jazz, blues, e djset) quasi tutte le sere.”

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Ferro & Cuoio

Via Ostiense , Roma Roma (RM)

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