​David Palma e Antonio Irene svelano il nuovo atelier del Baobar

“Legno, ferro e ottone, tanto design e i migliori distillati da assaggiare in un ambiente riservato”

Il Baobar era già bello prima, ma adesso è ancora più esclusivo. Il merito è di David Palma e Antonio Irene, soci e anche designer perché il nuovo atelier è frutto della loro creatività. Si tratta di una saletta esclusiva e riservata, che può ospitare fino a 30 clienti, dove degustare spiriti selezionati dal bartender e dove organizzare un evento privato o aziendale, in un ambiente riservato e molto cool. Non si vede appena entrati nel locale perché le porte di vetro la sperano dal resto dello spazio.
antonio irene e david palma baobar milanoPrima butto un occhio ai tavoli e al bancone, poi comincio a chiedere come è nata l’idea. Antonio Irene mi risponde subito in maniera assolutamente convincente.

Antonio, perché un atelier nel Baobar?
“C’era la necessità di ampliare il locale e abbiamo deciso di farlo in maniera originale ma con un concept che rispetti i tre elementi che contraddistinguono il Baobar: ferro, ottone e legno”.

Ci sono tutti e tre nell’atelier?
“Il ferro è quello del banco bar di design con forme sinuose. Il legno è pregiato mogano, non più ciliegio come nel resto del locale e l’ottone si ritrova nei bordi dei tavoli”.
baobar atelier milanoChiedo allora a David Palma se davvero il concept è frutto della loro creatività o se c’è lo zampino di qualche architetto.

Avete pensato a tutto voi?
“L’idea è nostra, abbiamo vestito i panni del designer a tutti gli effetti. L’architetto che ha seguito i lavori ha solo trasformato concretamente quello a cui avevamo già pensato”.

Il risultato è un’eleganza moderna capace di sposarsi perfettamente con il resto dell’ambiente pur occupando uno spazio riservato.

Qual è la funzione dell’atelier?
A: “Si presta perfettamente ad ospitare eventi aziendali o feste private. La zona è indipendente del resto del locale e si può sfruttare anche un impianto audio dedicato”.
D: “E’ anche il luogo più mixologist del Baobar perché qui si possono assaggiare delle selezioni di spiriti curate dal nostro bartender, accompagnate da spezie ricercate”.

baobar milanoMi guardo in giro e noto che il Baobar, dalla mia ultima visita, si è rifatto il look.

Cosa è cambiato?
D: “Abbiamo cambiato i pavimenti, con piastrelle Cotto d’Este, il soppalco è diventato un luogo più appartato e intimo rispetto al piano inferiore”.
A: “Diversi anche i colori che creano la giusta atmosfera con tonalità più scure sulle pareti”.

Un piccolo restyling per essere sempre alla moda. Al Baobar il design è una cosa seria e per convincersi definitivamente basta sedersi nell’atelier e ordinare un distillato. Io prenderei uno scotch single malt, giusto per scoprire con quali spezie mi verrà servito.

Ragazzi, prima di chiudere l’intervista, la domanda di rito: progetti futuri?
A: “Nel 2018 ne abbiamo più di uno. Per prima cosa amplieremo il dehors, (che oggi ospita circa 25 coperti, ndr). Vorremmo che diventasse più verde e ancora più bello”.
D: “Sicuramente punteremo alla valorizzazione e allo sviluppo dell’atelier. La vera ambizione, entro la fine del prossimo anno, è quella di aprire anche un altro Baobar”.

baobar atelier milanoIn quale zona della città, per ora, non è dato saperlo. E’ troppo presto, occorre pazientare ancora un po’. Io non ho fretta, mi siedo nell’atelier e guardo le finiture in mogano. Tanto c’è tempo, devo ancora finire il mio whisky.

Foto di copertina di Baobar Milano

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