Menù degustazione: ecco i più interessanti percorsi gastronomici a Milano

Ci sono essenzialmente due motivi per cui quando si esce a cena si sceglie un menù degustazione: primo, non si sa esattamente cosa mangiare; secondo, si vorrebbe mangiare tutto. Adesso, in qualsiasi caso la situazione non è drammatica e, anzi, potrebbe anche rivelarsi una buona trovata per sperimentare qualcosa di nuovo. L’unica accortezza, imprescindibile in questo caso, è quella di prenotare in un ristorante che offra un menù degustazione. Altrimenti di cosa stiamo parlando?

Il menù degustazione non è una prerogativa di un ristorante stellato. Tradotto: non devi per forza spendere mezzo stipendio per invitare a cena la tua lei. Innegabilmente il percorso gastronomico alla scoperta di nuove sfaccettature di gusto si sposa alla perfezione con l’alta cucina, idealmente lo potrei posizionare agli antipodi della scala gourmet rispetto alla formula all-you-can-eat. Sono valide entrambe, sia chiaro. Ma se parliamo di menù degustazione, una cosa è certa: nessun compromesso sulla qualità. Ti è venuta fame?

Per assaggiare la cucina svedese a Milano

bjork milano salaL’unicità. Bjork è l’unico ristorante di cucina svedese a Milano. Iniziamo dal nome che in scandinavo vuole dire betulla. Il legno, infatti, la fa da padrone nell’arredamento degli interni, richiamando, manco a dirlo, i colori e i profumi delle foreste svedesi. Il menù degustazione è “a sorpresa”: 5 o 7 portate, da 50 o 70 euro a persona (minimo due persone). Cosa prevede la carta? Tanto salmone, carne di renna ma anche piatti vegetariani. Il Kalix lojröm è servito con puré di sedano rapa, olio all’erba cipollina e pane di segale croccante. La domenica puoi scegliere, inoltre, un percorso degustivo a 35 euro con un piatto principale, uno smörrebröd, una zuppa e un dessert. 

Per una cena stellata

giancarlo morelli milanoIl Ristorante Gourmet Morelli è ospitato all’interno del lussuoso Hotel VIU, in via Fioravanti, dietro Paolo Sarpi. Il percorso da assaporare è un’esperienza firmata Giancarlo Morelli, lo chef stellato che sbarca anche a Milano, dopo il Pomiroeu di Seregno. La convivialità è l’ingrediente principale per la ricetta dello stare bene. C’è la possibilità di cenare nel tavolo dello chef, da 14 posti, in cucina. Disegnato dallo stesso Giancarlo Morelli, in legno, dall’aspetto tradizionale e rassicurante è un invito ad andare a cena “con lui”. Quattro percorsi degustazione: la Tradizione, quattro portate a 90 euro; l’Esperienza, sei portate a 120 euro; The Hunter, con una selezione di selvaggina, a 120 euro e per finire “Lo Chef sceglie per voi”, con un percorso a sorpresa in sette portate a 140 euro.

Il menù degustazione con vista Bosco Verticale

ratanà sala internaScegliere il menù degustazione da Ratanà significa fidarsi dello chef. E la scelta non poteva rivelarsi più giusta perché Cesare Battisti prepara sempre qualcosa che vale la pena assaggiare. Siamo in via G. de Castilla, si vede pure il Bosco Verticale. Nel menù degustazione si inizia con una vellutata di fagioli con pasta croccante, raviolo di patate con taleggio, acqua di funghi, noci e timo fresco, risotto alla rapa rossa, caprino, capperi in polvere e limoni sotto sale, pastrami di lingua di vitello, giardiniera con salsa barbecue. Si chiude con il dessert. Prezzo? Cinquanta euro senza vino.

Per l’alta cucina vegetariana

joia ristorante milano vegetarianoIl tempio della cucina stellata vegetariana è il Joia, in via Panfilo Castaldi. Il custode dei segreti dell’alta cucina vegetariana è Pietro Leemann, che oltre alla stella Michelin, si aggiudica anche due forchette Gambero Rosso e due cappelli dell’Espresso. I menù degustazione sono quattro e rimandano alla natura. La Scoperta è “una sequenza leggera ma soddisfacente di sapori vicini alla natura” (90 euro); l’Enfasi della Natura si declina in otto portate stuzzicanti, tutte vegetariane (110 euro); Zenith è “un gioco di piccoli piatti che si seguono con ritmo, senza un inizio e senza una fine” (130 euro). La proposta gourmet senza carne si chiude con il Tuber Magnatum, un menù che esalta il tartufo bianco d’Alba (110 euro).

Foto di copertina di Ristorante Gourmet Morelli

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