​Borghi d’Italia: le Bandiere arancioni 2018 del Touring Club

Belli, romantici, ricchi di storia e ci si mangia pure divinamente. Valigia leggera e via.

E' appena finito l'anno dei Borghi, il 2017, ma non sazi ecco le Bandiere Arancioni che per tutto il 2018 premiano i paesi con meno di 15mila abitanti che si sono saputi distinguere per la preservazione del proprio territorio e per un’offerta turistica di qualità. Ma quanto ci piace questo tipo di turismo? Tanto, i dati parlano chiaro. 

Con 19 new entry e 4 bandiere ritirate rispetto alla scorsa edizione, si assesta a 227 il numero di Comuni premiati per il 2018. La regione più arancione è la Toscana, che con 38 borghi si conferma una destinazione perfetta per gli amanti dei piccoli centri storici. Seguono il Piemonte, con 28 Comuni, e le Marche, con 21 Bandiere arancioni. 20 i borghi premiati in Emilia Romagna, 19 nel Lazio, 15 in Liguria e 13 in Puglia e in Lombardia.

Ecco le 19 new entry:

- Gressoney Saint Jean (Aosta)
1385 metri d’altitudine per questo piccolo comune sul massiccio del Monte Rosa.

- Agliè (Torino)
Nel Canavese sorge questo comune di circa duemila abitanti, noto soprattutto per il bellissimo castello ducale, risalente al XII secolo.

- Chiusa di Pesio (Cuneo)
Attraversato dal torrente Pesio, questo comune di 3.700 abitanti era un tempo sede della vetreria reale, che venne qui trasferita nel 1759 da Carlo Emanuele di Savoia.

- Gavi (Alessandria)
Anche noto per l’omonimo vino bianco, Gavi Ligure è un comune dell’alessandrino di circa cinquemila abitanti.

- Ozzano Monferrato (Alessandria)
Immerso nelle colline vitivinicole del Monferrato, questo piccolo paese ha saputo valorizzare e mantenere benissimo il patrimonio costituito dal suo centro storico, perfettamente conservato. 

- Almenno San Bartolomeo (Bergamo)
Seimila abitanti nella provincia di Bergamo, ad Almenno San Bartolomeo si trova la Rotonda di San Tomè.
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- Bellano (Lecco)
Sulla sponda orientale del Lago di Como, in cima a un promontorio dal suggestivo panorama, si trova Bellano.

- Pizzighettone (Cremona)
Sull’Adda, nel pieno della Val Paana, sorge Pizzighettone.

- Maniago (Pordenone)
Da vent’anni sede del Museo dell’arte fabbrile e delle coltellerie, Maniago è anche conosciuta come la città del coltello.

- San Vito al Tagliamento (Pordenone)
È friulano questo comune di quindicimila abitanti dal bellissimo centro medievale.

- Santa Fiora (Grosseto)
Il bellissimo borgo centrale è dominato dalla torre trecentesca e dal rinascimentale palazzo Sforza, mentre nell’area circostante si trova la Riserva Naturale del bosco della Santissima Trinità.

- Frontino (Pesaro Urbino)
Già inserito nella lista dei borghi più belli d’Italia, Frontino è un piccolissimo comune inserito nell’area protetta del Parco naturale del Sasso Simone e Simoncello.
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- Serra San Quirico (Ancona)
Immerso nel Parco Naturale Regionale Gola della Rossa e Frasassi, ai piedi del Monte Murano.

- Fara San Martino (Chieti)
1400 abitanti bastano per fare di Fara San Martino una delle capitali nazionali della pasta.

- Lama dei Peligni (Chieti)
Noto per i camosci che popolano numerosi quest’area del Parco Nazionale della Majella.

- Opi (Aquila)
Borgo medievale immerso nel cuore del parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, in mezzo ai Monti Marsicani.

- Aliano (Matera)
Aliano è nota per essere il paese dove venne confinato Carlo Levi, che ne trasse ispirazione per scrivere “Cristo si è fermato a Eboli”.

- Oriolo (Cosenza)
In cima a un colle, a circa 500 metri d’altezza, Oriolo conserva intatto il suo bellissimo borgo medioevale

- Taverna (Catanzaro)
Questo comune montano di poco meno di tremila abitanti ha origini greche, come dimostrano alcuni ritrovamenti.
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Per scoprire tutti i Borghi Arancioni del Touring Club


Foto di copertina dal sito FattoreMaremma

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