Questa serata è solo nostra. Dove ce ne andiamo a festeggiare io e le amiche mie la festa delle donne e perché

Finalmente! Ma da quant’è che programmavamo un’uscita noi, sole, tutte e 4 senza mariti, senza figli al seguito, insomma, noi amiche, come ai vecchi tempi, in giro per i locali, a far le ore piccole come se non ci fosse un domani! Dai, va bene, diciamolo: la festa delle donne non l’abbiamo mai presa in considerazione come quest’anno, ma si è rivelata da subito un ottimo motivo per chiuderci la porta alle spalle senza sensi di colpa e fare una cosa diversa. Ora dobbiamo capire solo dove e perché andare, e siccome ognuna di noi ha dei gusti ben precisi, credo che non sarà facile scegliere, ma questo è già un buon pretesto per parlarne davanti un aperitivo. Appuntamento a Porta San Biagio, direzione Fuoriporta!  

Apricena al Fuoriporta, decidiamo il da farsi

fuoriporta
Allora, qui andiamo sul sicuro, non c’è che dire. Sono stra convinta che questo posticino alle porte di Lecce un po’ urban un po’ shabby piacerà a tutte. Non ho dubbi che ci butteremo su quei favolosi estratti di frutta e verdura che fanno tanto detox a fine giornata e ci danno la carica giusta per affrontare la serata. Ma quale scegliere tra cavolo rosso, finocchio, arancia e zenzero; mela verde, finocchio e bietola; zucca, carota e arancia; spinaci e sedano; mela verde e spirulina? … mela verde e spirulina? Questo non sfuggirà a quella salutista di Vania… Io invece prenderò il Pompelmo, porro, linfa di betulla e bacche di goji. Sì, ok, consideriamo anche vogliano fare uno spuntino salato al volo, no problem: prendiamo pure un piccolo aperitivo della casa perché è sfiziosissimo, anche nella versione veg (sempre Vania!)!

Proposta 1/ Lecce, al Vita Restaurant

vita
Quando penso al “Vita” mi viene in mente uno dei locali più eleganti e raffinati nel cuore di Lecce, ma anche quella che per Sergio e Katiusha, miei cari amici, è una vera e propria filosofia: offrire quel che i francesi così amabilmente esprimono con un termine così poetico: bonheur. Qui anima e corpo si fondono perfettamente dando vita a un equilibrio tra etica ed estetica tangibilissimo, dall’accoglienza alla proposta gastronomica, che tiene conto di prodotti a Km 0, microstagionalità e abbinamenti sensibili di gusto e qualità. Ed è per questo che voglio assolutamente provare quegli Spaghettoni con calamaretti, crema di burrata e germogli di porro e la Ratatouille rivisitata, capolavori dello chef Giovanni Pellegrino; e per secondo andrò su Polpo bruno, funghi e lyme e Filetto di sgombro con mandorle e prugne secche… e perché anche l’occhio vuole la sua parte, sono curiosa di scoprire quale sorpresa riservano gli impiattamenti che qui sono il fiore all’occhiello della tavola.

Proposta 2/ Otranto, il Diavolicchio Goloso

il diavolicchio goloso
Eh già, Valentina adora il pesce fresco, lo sappiamo, così come le verdure, meglio se locali. Per questo ho pensato di fare qualche Km in più, in direzione Otranto, e farle scoprire un agriturismo immerso nella campagna e poco distante dal centro storico dove il pesce è protagonista, e quel che mi convince ancora di più è che la prerogativa del posto sono proprio gli abbinamenti con le verdure stagionali. Non ho dubbi, altroché, se le propongo Il diavolicchio goloso perché il menù è sempre molto innovativo e rivisitato ad arte combinando fragranze e freschezze nostrane. Sono sicura che adorerà la Crema di ceci, tagliatelle di seppia, gamberetti rossi conditi con un filo di olio evo al rosmarino così come le Cozze con caciocavallo fuso e puré di fave e pane fritto e le Fettuccine con triglie, pomodori gialli d’inverno e salvia dell’orto (naturalmente il loro!).       

Proposta 3/ Gallipoli, La pentola degli Gnomi   

la pentola degli gnomi
Se penso a Joyce la scelta va sicuramente a La pentola degli gnomi, a Gallipoli. Primo perché è un posto davvero unico, molto caratteristico e caldo – sembra davvero un luogo incantato, particolare com’è nell’arredamento, dove la magia sta nei dettagli: scritte sui muri, fiori sui tavoli, fotografie e vecchi ricordi appesi alle pareti), secondo perché so bene che la cucina di sua suocera è di quelle accademiche, per cui se la devi portare a mangiare fuori te la devi studiare bene e farle provare sì dei piatti a base di ingredienti tipici ma magari rivisitati con fantasia e originalità… come gli Gnocchi di patata viola con vongole e bottarga, una specialità della casa. Ma sono sicura anche, conoscendo i suoi gusti estrosi, che impazzirà per il Risotto alle fragole e vino Negroamaro. E poi lei va matta per le fragole!   

Proposta 4/ Lecce, Ama Burger
ama burger

Vania è una che ama sperimentare, meglio se veg, ma so già che storcerà il naso a farsi un po’ di chilometri perché quando rientra a Lecce preferisce rimanere “in zona” e quindi so già che valuteremo attentamente anche questa proposta che non c’entra niente con le altre ma è una vera e propria bomba. Se penso a lei penso ad Ama Burger, nuova burgeria al centro, dove poter mangiare un panino super appetitoso ma con tutti i sacri crismi che piacciono a noi, e cioè pane di qualità top (e qui usano quello de Lu Furnu te Petra), carni super garantite (solo Macellerie Amato) e come farcitura il massimo della della genuinità oltre che della goduria che non deve mancare in un burger che si rispetti (e le salse sono tutte preparate artigianalmente ogni giorno). Credo che saremo tutte d’accordo sul fatto che anche il burger di manzo 100% con uovo fritto, guanciale croccante, caciocavalo, ketchup di pomodori gialli, indivia è digeribilissimo. Tranne Vania, ma perché ovviamente lei sceglierà il Veg Burger con tofu alle erbe, maionese di lampascioni, barbabietola, insalata di carote, e noi gli daremo un morso!

E dopocena, al Krifò di Zollino per un cocktail

krifò
Zollino non dista molto, in fondo, prendiamo la Lecce-Maglie – guido io – e andiamo tutte al Krifò. Perché? Primo è un posto dove si sta stra bene perché l’atmosfera è molto relax, secondo perché voglio che provino assolutamente uno dei cocktail di Antonio, il padrone di casa, che sono veramente strong (lui non ama definirsi un barman però poi si trova a gareggiare nelle competizioni, che ve lo dico a fare). I suoi cavalli di battaglia? Il Krifò, a base di Campari, Nerò, liquore allo zafferano di Zollino, tequila e sale rosa vanigliato all’esterno, e l’Umile, a base di lyme, ginger ale, peperoncino. Non c’è che dire, mi sembra il miglior modo di concludere la nostra serata. O no?    

Foto di copertina: Vita Restaurant di Gabriele dell'Anna

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