Non solo sushi: i ristoranti fusion da provare a Milano

Partiamo dalle basi. Per cucina fusion intendiamo “quella in grado di combinare, in maniera esplicita, elementi associati a differenti tradizioni culinarie per produrre menu o piatti complessi non riconducibili ad alcuna tradizione culinaria precisa”. Dopo aver messo subito in chiaro in che tipo di ristorante vogliamo prenotare una cena, facciamo il punto su quali provare a Milano.

Piccola precisazione. La maggior parte dei sushi sparsi per la città possono a ben ragione rientrare nella categoria “fusion” perché oltre a sushi e sashimi propongono solitamente anche piatti tipici della cucina cinese. Fusion significa fusione, di sapori certo. Ma anche di culture e usanze diverse, tutte da assaggiare boccone dopo boccone.

Alla scoperta del sushi Italicus

sushi marro fisheria Il sushi è universalmente riconosciuto come qualcosa legato al pesce. Marro #Fisheria ha cambiato il concetto di base, sostituendo gli ingredienti, nello specifico il pesce, con materie prime italiane. Più fusion di così si muore! Puoi provare il sushi Hot Rosè, a base di riso piastrato con polenta e tartarina di salmone leggermente piccante ai pinoli. Oppure puoi sperimentare la variante di carne: come l’Er Romano, con vitello marinato leggermente scottato, lattuga, carciofi, crema di pecorino e salvia.

Il giappo fusion chic

finger's milano foto fbLa cucina creativa di Roberto Okabe mischia in maniera eccellente le anime di Paesi differenti al Finger's. L’impronta è nippo-brasiliana, proposte della cucina giapponese si sposano con ricette brasiliane per dar vita ad una fusione culinaria dal risultato gourmet. Il trucco sta nel trovare il giusto equilibrio tra preparazioni nipponiche tradizionali e sapori sudamericani e mediterranei. Novanta coperti disposti in più sale, arredi dallo stile metropolitano-intimista. Uno dei migliori giappo chic della città.

Il sushi in versione brasiliana

temakinho milano foto fbTemakinho è un altro ristorante che va di moda. Sarà per il mood internazionale o perché ci vanno a mangiare tutti. Fatto sta che sa rileggere il classico sushi in versione brasiliana, con un tocco di colore e un pizzico di gusto carioca. Ci sono tre locali a Milano: Brera, Magenta e Navigli. Al piano inferiore durante la cena si può ascoltare anche musica brasiliana dal vivo mentre si assapora il temaki giapponese rivisitato in versione sudamericana.

Il sushi fusion all-you-can-eat

kanji fusionIl Kanji Fusion rompe l’assioma del sushi “a cottimo” che rinuncia alla qualità. Il pesce è freschissimo, selezionato ogni giorno dal distributore che rifornisce i migliori ristoranti giapponesi di Milano. La tradizione è quella di famiglia, a Milano ci sono altri due ristoranti Kanji, e la qualità del cibo si fonde con l’ambiente rilassante ed elegante. La carta propone sushi e sashimi nella formula “all you can eat” ma anche specialità fusion che strizzano l’occhio alla cucina giapponese. Ogni mese la carta propone 2 o 3 piatti sempre nuovi che svelano abbinamenti capaci di sorprendere il palato.

Il ristorante cinese-singaporiano

pasta b milanoLa storia inizia nel 1989 nella Chinatown di Singapore, quando i signori Han aprono il Jing Hua Xiao Chi, un locale specializzato nella preparazione dei ravioli e dei noodles fatti in casa. A Milano Pasta B in via Hoepli, dietro il Duomo, è il primo ristorante singaporiano sotto la Madonnina. Nella cucina a vista si preparano ravioli e noodles freschi ad ogni ora, cucinati e conditi in tante salse, ma sempre appetitosi e genuini. Con manzo e zenzero, con pollo, cavolo cinese e gamberi, solo per citare alcune varianti. Location accogliente che non bada solo all’apparenza ma va dritta alla sostanza.

Foto di copertina di Temakinho Milano Brera

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