Le barlady di Milano che devi conoscere

Che differenza c’è tra un bartender e una barlady? “Nessuna”. Semplicemente. Luana Bosello, la nuova barlady del Casa Mia, non ha dubbi. Però. E sì, c’è un però, “è sempre più difficile per una donna fare questo lavoro, anche oggi c’è ancora un po’ di diffidenza”. Insomma, di donne dietro al bancone ce ne sono ancora troppo poche. Ma non hanno nulla da invidiare ai colleghi uomini, su questo non c’è dubbio. Facciamo un tour alla scoperta della barlady per i locali di Milano. Vuoi scommettere che sono più creative dei colleghi? Io per togliermi ogni dubbio provo un drink per ogni tappa!

Luana Bosello, Casa Mia

luana bosello bancone casa miaDa qualche settimana sta dietro al bancone del Casa Mia. Luana Bosello, 34 anni, torinese in pianta stabile a Milano, l’arte mixologist la conosce bene. Basta dare un’occhiata alla nuova drink list per farsi un’idea. Parola d’ordine? Semplicità che si unisce all’italianità. Nel 2016 arriva in fondo alla Campari Barman Competition, l’anno dopo collabora alla pubblicazione del Calendario Campari, insieme ai migliori 14 bartender mondiali. Il suo drink preferito? L’Americano. Ma le piace molto anche il Daiquiri.

Sara Panzieri, Sky Terrace

skyterrace barladySara Panzieri, 23 anni, è la barlady della Sky Terrace. Porta la sua esperienza maturata al Park Hyatt Milan e da Carlo e Camilla in Segheria direttamente sul tetto dell’Hotel Milano Scala. Miscela cocktail attingendo dall’orto “a passo zero”, della green house dell’Hotel Milano Scala. Inizia la sua carriera a 19 anni, nel 2015 diventa la barlady del Mandarin Oriental Hotel. Dall’anno scorso è la barlady dell’Hotel Milano Scala: “Come potevo rifiutare, preparare i mie cocktail con botaniche raccolte direttamente dall’Orto sulla nostra terrazza, impossibile dire di no.”. Da provare? La sua personalissima rivisitazione del Bloody Mary, con pinzimonio, mezcal con taglio di scotch torbato, succo di pomodoro e nasturzi che arrivano direttamente dall’orto dell’hotel.

Terry Monroe, Opera 33

terry monroe opera 33 cocktail milano E’ la fonte creativa dell’Opera 33, il locale in via Farini che in 20 anni si è guadagnato una clientela fedele, attratta dai cocktail di Terilyn Monroe. Classe 1975, vero nome Maria Teresa, è nata in Lucania. Nel 1997 apre l’Opera 33. Il suo tratto distintivo? Cocktail alle spezie. Non si stanca mai di sperimentare, e il palcoscenico del locale si presta: i clienti diventano spettatori che vogliono partecipare. Bere un drink qui è un’esperienza sempre nuova.

Elena Ingiardi, Master Campari Academy

elena ingiardi bancone barlady milanoHa iniziato alla pasticceria Cucchi per poi dedicarsi al locale che ha avviato, il Copacabana, in provincia di Cremona. L’ultima esperienza di Elena Ingiardi, 34 anni, è stata dietro il bancone del Taste On Top, la terrazza temporary in piazza San Fedele a Milano. Cosa metti al centro del tuo lavoro? “La ricerca, la qualità delle materie prime e il focus sul cliente”. La formazione è quella della Master Campari Academy e Planet One. Il drink più amato? Campari Mule, miscelato con 45 ml di premix home-made (pompelmo rosa, lime, zucchero, essenza al timo), 50ml Bitter Campari, 90ml Ginger Beer e guarnito con twist di pompelmo e timo. Si prepara direttamente nel collins, miscelare delicatamente. 

Patrizia Bevilacqua, Bevande Futuriste

patrizia bevilacqua barlady milano La sua passione per il mondo del bar è stata ereditata da suo papà, anche lui capo barman. Patriza Bevilacqua, napoletana, classe 1986, da più di un anno è il Brand Ambassador di Bevande Futuriste. Diplomata Alberghiero, a 16 anni ottiene il suo primo riconoscimento in un concorso Diageo. Si laurea in Fotografia per la Ristorazione. Dopo varie esperienze la svolta arriva a Milano in Expo Terrazza MARTINI come unica barlady donna. Dopo Expo, è stata la bar manager al Clotilde Bistrot, il bar dell’hotel Windsor, a Milano. Cos’è per te la miscelazione? “Partire da un cocktail storico per poi costruire il tuo signature cocktail”. Se fossi dall’altra parte del bancone, cosa ordineresti? “Mi piace bere italiano, quindi qualcosa a base di vermut e bitter”.

Foto di copertina di Luana Bosello Casa Mia Milano

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