Il Saint Patrick festeggia 20 anni: ricordi, emozioni e auspici del padrone di casa, Francesco Petruzzelli

Il Saint Patrick è uno di quei locali considerato ormai da molti come una vera e propria “seconda casa”: diversamente non potrebbe essere per una realtà che da ben 20 anni offre a Barletta e a tutta la provincia, accoglienza, qualità e atmosfere da Irish Pub. Dietro il timone, Francesco Petruzzelli, non solo fautore del successo di questo locale ma anche precursore nell’offrire una gastronomia di respiro internazionale abbinata a concerti dal vivo di alto livello. La festa in grande stile per i 20 anni del locale, prevista per il 22 febbraio, è ormai alle porte: lo abbiamo incontrato per parlare con lui di questo traguardo.
 
Che cosa significa per te aver raggiunto questo risultato?
Significa aver dimostrato costanza negli impegni e nella conduzione del locale stesso, senza tralasciare mai una serie di aspetti importanti tra cui l’ospitalità, la qualità e la ricerca di novità e tendenze.
 
Qual è il segreto per riuscire ad offrire per così tanto tempo così tanta qualità e per poter arrivare a ciò che il Saint Patrick è diventato?
Il segreto sta nella ricerca forsennata di innovazioni e prospettive continue. Per fare tutto ciò è necessario non fermarsi mai davanti a nessun ostacolo e mettersi sempre in discussione con la massima umiltà.
 
Negli anni hai ospitato centinaia di concerti. C’è qualche artista che ti è rimasto particolarmente nel cuore?
Ci vorrebbero una miriade di pagine per raccontare 20 anni di live e iniziative musicali. Le esperienze sono molteplici e molteplici sono gli artisti che si sono susseguiti nel nostro jazz club, senza tralasciare tutte le band locali che si sono esibite crescendo musicalmente e professionalmente. Non potrò mai dimenticare Gegè Telesforo, artista e musicista del palcoscenico dello swing jazz che tempo fa ci ha omaggiati della sua professionalità.
 
Qual è stato il momento più bello che hai vissuto nel tuo locale?
Di momenti ce ne sono stati molteplici: dai premi ricevuti nell’arco di questi 20 anni, alle trasformazioni e ai restyling del locale stesso, agli amori nati tra i clienti e tra il personale. Una delle emozioni  più importanti le ho vissute quando Herbie Hancock si è complimentato con la mia persona e il locale della partecipazione al Jazz Day che ogni 30 aprile si organizza a livello mondiale. Ho ricevuto personalmente da lui una mail di ringraziamenti.
 
Cosa ci dobbiamo aspettare dal Saint Patrick per i prossimi anni?
Ci auguriamo il continuo successo e la volontà di proseguire tenendo conto del grande impegno che lo staff storico porta avanti, senza tralasciare il supporto e la costanza dei nostri clienti che definirei ormai “amici di sempre”.

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Saint Patrick

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