​Oltre al sushi c'è di più: ecco dove provare la cucina casalinga giapponese anche da noi

Ovvero, ristoranti che potrebbero benissimo esistere anche in Giappone.

Dal “giappo” fashion, ma di qualità, alle brutte copie, il passo è breve e noi italiani dovremmo, in primo luogo, capire che il sushi sta al Giappone come la pizza sta all’Italia, e lo sappiamo bene cosa ci capita di vedere e mangiare quando ordiniamo pizza all’estero. In tal senso, il ministero dell’Agricoltura, pesca e foreste giapponese ha deciso di stabilire delle linee guida per una certificazione attraverso l’istituzione di un nuovo marchio, Japanese Food Supporter, di cui potranno fregiarsi i ristoranti che le seguiranno, anche in Italia.

Lotta dura alle imitazioni di sushi e sashimi, quindi, ma non solo, cerchiamo di guardare più in là del nostro naso e la prossima volta che andiamo in un ristorante giapponese lasciamo stare il sushi e proviamo qualcosa di veramente tradizionale. Anche in Italia, infatti, si trovano ristoranti che fanno della cucina giapponese tradizionale il loro cavallo di battaglia; dall’okonomiyaki ai diversi tipi di donburi (piatto unico casalingo costituito da pesce, carne, verdure o altri ingredienti bolliti insieme e serviti sul riso), oltre al sushi c'è di più. Ecco dove. 

# Torino

Le Petit Restaurant Japonaise - Via Palestro, 27. Piossasco (TO)
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Posate occidentali per chi ama la propria comfort zone, bacchette orientali per chi, almeno, ci prova e candele profumate. E poi sushi, sashimi, nigiri, noodles e tutto il mondo del finger food asiatico.

# Milano

Sumire - Via Varese, 1
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Sumire racconta la cucina di Osaka in tutte le sue declinazioni. Ci si lascia coccolare dalle mani esperte dello chef Takayuki Mizuno, esplorando il mondo dei Kushi Yaki, degustando spiedini di loto, asparagi, gamberi e tanto altro ancora.

Gastronomia Yamamoto - Via Amedei, 5
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Venire qui se si ha voglia di salmone grigliato con daikon grattugiato, una ciotola di teriyaki di pollo e un sandwich con la cotoletta di maiale accompagnata dalla salsa tonkatsu (spiega il menu “Uè, anche in Giappone mangiano la cotoletta”).

# Bologna

Yuzuya - Via Nicolò Dall'Arca, 1/i-l
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Yuzuya è un inedito progetto femminile a guida interamente giapponese, che nasce con l'intento di promuovere l'autentica e quotidiana cucina delle famiglie del Sol Levante, vasta realtà dai mille volti regionali che spazia dal sushi alla formula Teishoku, dalle tendenze dello street food alla miriade di felici contaminazioni con l'esterno.

# Firenze

En - Piazza Lorenzo Ghiberti, 26 
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En Cucina Casalinga Giapponese è la classica trattoria del Sol Levante dove poter provare i piatti della tradizione. Niente ramen, sushi e sashimi ma proposte selezionate e ricche di gusto per un locale giovane, colorato e dove si respira un’autentica atmosfera made in Japan. Sake, shochu e cocktail a base di distillati giapponesi per rendere completa l'esperienza nel segno del gusto.

Iyo Iyo - Borgo Pinti, 56
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Iyo Iyo è uno dei luoghi del cuore a Firenze per chi ama la cucina giapponese più casalinga. Un locale dove non viene applicata la formula “all you can eat” e dove la proposta di sushi e sashimi è limitata per una precisa scelta. Tra le specialità da provare il lampredotto don e l’okonomi yaki (specialità di Osaka), il kaisen don e i futomaki. Immancabili gli edamame e l’insalata wakame.

Il Cuore - Via Romana, 123/r
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Il Cuore propone l’autentica cucina giapponese. Quindi, a differenza di molti ristoranti “all you can eat”, la proposta è particolarmente rigorosa. In menu ci sono una selezione di sashimi e di sushi, per il resto si trovano le specialità che di solito i giapponesi mangiano al ristorante: il miso, la tempura, la cotoletta di maiale e la classica ciotola di riso proposta con pollo, tempura e con salmone e uova di salmone.

# Roma

Hiromi Cake - Via Fabio Massimo, 31
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In un’ambientazione da izakaya, letteralmente “negozio di sakè dove ci si siede”, la pastry chef Hiromi ha aperto un laboratorio dove diffondere la cultura wagashi. Precisione, leggerezza e bellezza cristallizzate in piccole opere nate per accompagnare la tradizionale cerimonia del tè.

Waraku - Via Prenestina, 321
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La formula vincente, nata in una palestra, prevede schiettezza, semplicità, rispetto cultural-gastronomico e soprattutto un’offerta che mette al bando sushi, sashimi o tempura, concedendo il ruolo di protagonista alla cucina “casalinga” di una vera trattoria giapponese.

Kiko - Piazzale del Verano, 90
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Kiko è Atsufumi Kikuchi, già collaboratore da Sushiko, Hamasei, Kenko. Il suo socio è Roberto Angelini, musicista, amante della cucina giapponese, meglio se preparata da Kiko. Miso, Maki e Nigiri, di qualità eccezionale. 
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Foto di copertina di IZAKAYA SAMPEI da Japadvisor

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di raffaella galamini