Distillati pregiati a Milano: tappe obbligatorie per intenditori (ma anche comuni mortali)

Il segreto per un buon drink? La qualità dei distillati in miscelazione. Si parte da qui. Poi, certo, entra in gioco anche l’abilità del bartender. Ma la base non deve fare alcun compromesso in termini di ricercatezza delle materie prime, puntando su distillati premium. Ecco, se le premesse sono queste, allora ogni momento è buono per ordinare un cocktail, preferibilmente signature, ma anche per assaggiare un whisky ricercato. Questa volta, quindi, ci facciamo un tour nei locali che puntano decisi sulla qualità, usando solo distillati pregiati. E si sente, sin dal primo sorso.

L’unicità in ogni sorso

spicy route kilburn cocktail milano“All’inizio venivano qui per ubriacarsi, oggi per bere bene. E sono contento”, mi ha confidato Ennio l’ultima volta che sono passato al Kilburn. La qualità è di casa. Atmosfera elegante ma allo stesso tempo familiare. La cocktail list è un insieme di foto scattate da Ennio che prima di inserire un drink può anche aspettare mesi: “Devo essere sicuro che sia esattamente come avevo pensato”. Ci sono in lista 11 proposte storiche, impossibile levarle perché le chiedono sempre. Tra le nuove lo Spice Route che richiama l’antica tratta delle spezie, con gin orientale, sentori di cipolla, aglio, speck, finocchio selvatico e salvia. Il tutto servito in un bicchiere a forma di elefante. Da bere ma anche da mangiare. E poi i whisky. Da assaggiare, se parliamo di distillati pregiati, oltre alla selezione Samaroli, ci sono le etichette Antique Lions of Spirit con malti dello Speyside, Islay, tutte edizioni limitate. Pregio e rarità.

Per scoprire un malto sempre nuovo

bowmore edizione speciale casa mia milanoNon ci spostiamo molto perché la zona è sempre Porta Venezia. Al Casa Mia mi basta chiedere a Luigi: “Cosa posso assaggiare di nuovo?”. E lui sa quale whisky consigliarmi. Scotch single malt da scoprire, tra oltre 600 etichette di distillati. In una serata, prima di Natale, ho bevuto un Bowmore Murray McDavid, invecchiato 12 anni, imbottigliato alla Bruichladdich Distillery e finito in botti ex Chateau d’Yquem. Un’edizione limitata che fortunatamente sono riuscito a sorseggiare prima che svanisse. Speziato e complesso. La cocktail list è firmata da Manuel Quintiero.

Parola d’ordine: sperimentazione

belle epoque milord cocktail milanoCristian è così, non si stanca mai di sperimentare. Quando vado al Milord mi piace sfogliare la cocktail list che sembra un diario di viaggio. I distillati sono di qualità, questa è la base per miscelare un Belle Epoque, con ganache di Campari e cacao amaro, Campari, soda aromatizzata ai lamponi, camomilla e gocce di oli essenziali di arancia amara. La sera si può anche cenare, nella zona ristorante e scoprire l’abbinamento perfetto tra food e drink. Iniziando con un filetto di salmone con salsa allo yogurt, aneto, pepe rosa e gocce di marmellata di lamponi. E chi lo ha detto che la qualità debba essere solo nel bicchiere? L’accoppiata è perfetta.

Musica e drink

semolada tonic gramm milano cocktailQuando sono stato al Gramm, Niccolò mi ha detto senza mezzi termini: “L’ambizione è quella di diventare un punto di riferimento del bere bene a Milano”. Siamo sui Navigli, ambiente vagamente retrò, elegante, dove la musica fa da sottofondo alla cocktail list, con i signature di Mattia Scaglioni, che punta su una selezione premium di distillati e preparazioni homemade. La tradizione della zona, d’altronde, è ottima: siamo a pochi metri dal Mag e non troppo distanti dal Rita. Cosa bere? Scegli il compositore: Mozart, Vivaldi, Chopin o Beethoven. Ogni drink è dedicato a un grande musicista classico. Il Semolada Tonic, ispirato a Henry Purcell, è miscelato con Tanqueray Gin, cordiale al Cardamomo, acqua tonica, Peychaud’s Bitters, scorza d’arancia e sentori di cannella. Le note del King Arthur ti sembra di udirle al primo sorso.

Foto di copertina di Salvatore Pollara per Milord Milano

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