Mica contano solo uramaki e sashimi: i ristoranti giapponesi di Milano che hanno anche ottime cantine

D’accordo la voglia di sushi. E va bene anche berci su la tipica Asahi. Ma come la mettiamo se al richiamo del pesce crudo e riso si aggiunge anche quello di un buon calice di vino. Nessun problema, basta scegliere il giappo con una cantina di vini come si deve. Un bel bianco fruttato se oltre al sashimi decidi anche di concederti una tartare di tonno, oppure anche un vino più secco, perfetto per accompagnare una selezione di uramaki tutta da assaggiare. Sushi e buon vino, ecco dove l’accoppiata è perfetta a Milano. Iniziamo il giro!

Il giappo di design

taiyoAnche l’occhio vuole la sua parte. E da Taiyo il design colpisce ancora prima di sedersi a tavola. Basta entrare nel ristorante in viale Monza, o in quello in via Adige, per rimanere colpiti dall’ambiente frutto del talento dell’architetto italiano Maurizio Lai. La cucina giapponese punta su menù dinamici, formati da un piatto principale e da contorni a scelta. Da provare ci sono i carabineros, i gamberoni rossi giganti. Ottima anche la tartare di pesce con fiori di zucca fritti. E nel calice? La cantina dei vini offre più di cento referenze tra cui scegliere: vini biologici e cantine selezionate in base all’annata. Non mancano neppure i whisky giappo come Suntory Hibiki e Nikka.

Il sushi in zona San Siro

miyama giardino milano Il Miyama ha un bellissimo giardino. E no, so che stai pensando che fa ancora freddo per cenare. Sbagliato: è riscaldato e si può mangiare anche d’inverno tra aceri e bonsai. Lo chef prepara il sushi sul bancone a vista, consentendo così di seguire ogni passo della preparazione. Il menù è variegato e si aggiorna spesso: Futo Maki Miyama, con astice, avocado e formaggio cremoso, sashimi misto di salmone, tonno, gambero rosso di Mazara, branzino e orata. A pranzo il menù è business lunch, dai 10 euro in su. La carta dei vini è selezionata dal titolare, che è anche sommelier, e propone solo il meglio delle etichette italiane. Non mancano le birre giapponesi.

L’all you can eat che non delude mai

kanji evo sala milanoIl Kanji a Milano ha tre ristoranti: Fusion, in via Filzi; Evo in via Broggi e Light in San Marco. Per me è tra i migliori all you can eat in città perché sulla selezione delle materie prime non si fanno compromessi. Jay mi ha spiegato l’attenzione che mette nella conservazione del pesce e nell’igiene dei locali cucina. Il Kaji Evo, siamo vicino a piazzale Lavater, offre 120 coperti: le ricette tradizionali della cucina giapponese si arricchiscono con un pizzico di creatività e ogni mese nel menù trovi 2 o 3 piatti sempre nuovi. La carta dei vini non è sconfinata ma ben selezionata. L’ultima volta a cena ho ordinato Gewurztraminer per accompagnare un tocco di tonno scottato.

Il sushi raffinato in Brera

bellavista sushi b milano foto fbChiudiamo il giro nella via simbolo di Brera. Sushi B, in Fiori Chiari, è il ritrovo della comunità nipponica che vive nella zona, e questo la dice lunga sulla qualità della cucina. Atmosfera elegante, al piano inferiore si può assistere alla preparazione del sushi, da provare c’è anche il menù fusion. Dall’aperitivo alla cena: in ogni momento si può scegliere il vino più adatto dalla ottima selezione della carta. Se non sai cosa scegliere, oppure se volessi assaggiare tutto, ecco il menù degustazione “Omakase” dello chef di otto portate. Il conto è in linea con la raffinatezza del posto.

Foto di copertina dalla pagina Facebook di Tayo Milano

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