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Milano

Il Mosto Selvatico Milano

TIPO:ristorante


ORARIO:  Aperto tutti i giorni dalle 19:30 alle 23:30, esclusa la domenica.

TEL:  0289406172   FAX:  0289406172
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DA MANGIARE:

filetto di tonno selvatico scottato ai semi di papavero su letto di soncino

recensione 2night: il mosto selvatico

Il suo nome rimanda a settembre, periodo di vendemmia e di spremitura dell’uva. Ma al giovane chef e patron Nicola Colella ricorda molto di più, visto che lui, in quel mese, è nato, si è sposato ed è diventato papà di Benedetta.
Un ristorante dov’è la memoria ad arricchire il presente e la passione ad alimentare le idee. Perché, a Il Mosto Selvatico, ogni dettaglio assume un significato preciso e nulla... LEGGI TUTTO è lasciato al caso. Ben lo sa Nicola, che vi lavora dal 1991, quando ancora era una trattoria gestita da Alfredo e Maria. Loro, che la avevano aperta molto prima, nel 1967, facendone un punto di riferimento per gli appassionati del buon cibo. Loro, che la hanno poi consegnata nelle mani del nuovo proprietario, certi di veder proseguire una tradizione di buongusto.


IL LOCALE
E così è stato. Dal 2000 Il Mosto Selvatico si propone come luogo del mangiar bene e dello star bene. Lo si capisce ammirando gli interni, completamente ristrutturati tre anni fa. L’architetto Angelo Garini ha curato i lavori: una sala (la più grande) capace di mescolare con saggezza due stili opulenti come il Barocco e l’Impero, con cornici, specchi, lampadario parigino a tre piani, divani e poltroncine in velluto rosso, candele e sottopiatti dorati; un’altra, dai tenui colori verde acqua, Liberty e dalle fini applique in ferro battuto; e un’altra ancora per fumatori, con tavoli in legno, sedie in pelle scura e sottopiatti in cuoio, dal carattere minimalista e marcatamente nipponico. Tre ambienti dalla forte personalità, corredati da un privé soppalcato per due o quattro persone. Ideale per trascorrere una serata in perfetta privacy.

LA CUCINA
Un ristorante giocato sul giusto equilibrio fra raffinatezza e familiarità. E la cucina non fa eccezione. Creativa ma mai eccentrica, la proposta firmata Colella punta alla valorizzazione delle materie prime ed elegge il pesce a protagonista. Ricette semplici ma non banali, che omaggiano i sapori, i colori e i profumi mediterranei (soprattutto di Puglia e Sicilia), anche grazie all’utilizzo delle erbe aromatiche. Accostamenti e ricercati, capaci di esaltare i singoli ingredienti, sempre genuini e di ottima qualità, per dar vita a un menu che cambia stagionalmente con qualche piccolo consiglio settimanale.

IN MENU
Ecco allora il trionfo del crudo, come nella tartara di ricciola e tonno al pesto di ortaggi, nel branzino marinato al cerfoglio con germogli di soia e salsa di agrumi, nel ventaglio di scampetti crudi con salsa di aceto balsamico e nel plateau royal di frutti di mare. Per continuare con altre bontà: moscardini siciliani con panissa di cannellini e timo fresco; sformatino di polipo e patate al pesto di rucoletta; patata al cartoccio con fonduta e olio tartufato e tomino dorato con pane tostato e salsa di mirtilli. E se buona è la selezione dei salumi (prosciutto di Langhirano, culatello, lardo di Arnad e petto d’anatra, a seconda dell’offerta mercato), deliziosi sono i primi piatti, fra cui primeggia la pasta fatta in casa: paccheri con polpa di ricci di mare e vongole veraci; bigoli al torchio con acciughe (o sarde) e finocchietto selvatico; tagliolini di pasta nera al ragù di ricciola, zucchine e pomodori Pachino; nastri di pasta con cozze, bottarga di tonno e maggiorana; gnocchetti di olive nere al pomodorino fresco e scampi; minestra di ceci e polipo al profumo di rosmarino e zuppa di funghi porcini in crosta di pane. Preparazioni radicate nella tipicità ma che non si sottraggono a un tocco di originalità. Succede anche per i secondi di pesce e di carne: filetto di spigola con panissa di ceci; filetto di tonno selvatico scottato ai semi di papavero su letto di soncino; delizia di mare gratinata al forno (gamberi, scampi, seppioline, ostriche e tartufi di mare a seconda del pescato); filetto di angus al Barbaresco e miele grezzo; carré d’agnello al vino rosso e mirtilli neri; petto d’anatra all’aceto balsamico e mostarda di frutta e fiorentina di Scottona con cannellini.
Per concludere con i dolci preparati dalla moglie Francesca Garini. Qualche assaggio? Tartatin di mele calda con gelato; charlotte al limone con coulis ai frutti di bosco; semifreddo al Moscato e frutti della passione; budino al miele d’acacia con nocciole caramellate; tiramisù della casa e crema catalana all’amaretto. Da abbinare a nettari come un Ben Ryé di Donnafugata, un Barolo Chinato di Ceretto o un Ramandolo di Giovanni Dri.

I VINI
Ricca è infatti la carta dei vini, che vanta circa 140 etichette, selezionate fra aziende note e meno note. E’ così che, accanto a un Brunello di Montalcino, a un Sassoalloro e a un Morellino di Scansano di Biondi Santi, si trova il Tocai di Ronco del Gelso (che per dieci anni ha meritato i tre bicchieri del Gambero Rosso inanellando una stella, a dimostrazione di comprovato prestigio) un Vermentino di Calleri e un Verdicchio dei Castelli di Jesi di Bonci. Particolare attenzione anche ai vini francesi, come lo Chablis Premier Cru di Montmains, e ai grandi champagne quali il Dom Perignon.

A PRANZO
Più snello il pranzo, che contempla un menu da 15 euro, con un primo e un secondo da scegliere, rispettivamente, fra quattro o cinque proposte, un quarto di vino, acqua e caffè. Piatti gustosi e curati, che onorano specialità regionali come il risotto alla milanese con ossobuco, le orecchiette alle cime di rapa o con pomodoro e scaglie di ricotta dura e la tiella di riso, patate e cozze.

Aprile 2007

2night 2014-03-14
 
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