Anda Venice Hostel, perché 10 anni fa non c’eri? Ora la mia vita sarebbe diversa

Pubblicato il: 10 dicembre 2019

Anda Venice Hostel, perché 10 anni fa non c’eri? Ora la mia vita sarebbe diversa

Ti racconto perché in 6 parole chiave

Lo so, ancora non esisteva. Dell'ostello mestrino vincitore 2019 dell'Hoscar Miglior ostello x-large al mondo non c'era nemmeno l'ombra, ai tempi d’oro del mio pendolarismo. Quando  cercavo tetti amici sotto cui addormentarmi, senza lo straccio di un mezzo pubblico notturno a ricondurmi a casa sana e salva.

Soprattutto non esisteva Alai, il bar di Anda frequentato dai giovani mestrini - proprio quelli che alla mia età erano costretti a emigrare altrove per trovare un po' di brio dopo le 20 - che ogni sera organizza un evento diverso per non lasciare soli i backpakers ma anche per trasportare i millennial locali in un meltin'pot spensierato fatto di "vedrai come parlo bene inglese dopo tre birre" e "quello che succede in ostello rimane in ostello".


Sta di fatto che, a trent'anni suonati mi ritrovo al bancone di Alai bar con un venezianissimo spritz al Cynar e un pugno di amici. Scopro di essere nel mezzo di Skyburger: aperitivo dalle 19, partita di serie A sul maxischermo e la possibilità di cenare con burger personalizzabili, birra media e patatine fritte a 11 €.

L'atmosfera internazionale mi ha già cambiata, non penso "che figata" ma "great value for money e win win". Mi piace! Adoro anche il via vai di persone che escono dalla cucina dell'ostello (cavolo, bella, anzi "impressive") con giganteschi piatti di pasta appena scolati: le ragazze orientali sedute al nostro tavolo divorano conchiglioni al pomodoro come non avessero mai mangiato nient'altro. Possiamo dare loro torto?


In ascensore, incontro una fraulein tedesca, si scusa perché si sente un po' brilla e parla a vanvera. La trovo simpatica e mi chiede:"Are you italian? From...?". A quel punto non so mentire e dico:"From Mestre". Lei è perplessa ma penso che l'indomani se ne sarà dimenticata. Qui confesso che ho prenotato una camera per provarla e capire se "great value for money" vale anche per "the accomodation". 

Risposta affermativa: design super moderno, minimalista ma con tutti i comfort e qualche attenzione speciale come le tante prese di corrente per ricaricare laptop e cellulari. Penso a quante serate mi sarei goduta qui con le amiche novelle universitarie, senza fissa dimora come me (triangolo casa - stazione - università - aperitivo - festa? - e poi come torno?).


Forse avrei conosciuto un australiano e quest'ora surferei abbronzata come una divinità o semplicemente mi sarei data da fare con le lingue straniere senza dimenticare il tedesco studiato al liceo, di cui mi è rimasta in mente solo l'inutile parola meerschweinchen (le piccole cavie pelose). Di certo non mi sarei ritrovata a scartare metà degli annunci di lavoro che richiedono un bilinguismo fluente. Mi ci sarei vista a La Défense...

Ho ponderato a lungo sul modo più efficace di descriverti la mia fugace esperienza da Anda Venice Hostel senza girare un video a inquadratura fissa, che per altro avresti trovato incredibilmente noioso. La notte sotto il caldo, candido piumone ha portato consiglio. Uso le parole, le sue.

Fuck You Messenger

Se non fosse stato per deformazione giornalistica non avrei mai estratto lo smartphone di borsa. Forse solo per chiamare Marzia, in ritardo all'appuntamento. Gli stimoli sono talmente sovradimensionati da superare i fasti della realtà virtuale: da Alai Bar la vita offline è migliore del solito.

Magic (it's a kind of)

Entri dalla porta girevole di Anda e subito dimentichi di abitare a Mestre, di avere delle responsabilità, di non essere poliglotta e di aver superato enta, anta etc. Quella in atto è una piccola magia che tu stia andando al bar, a fare una piccolo meeting nei soppalchi attrezzati o nell'area dedicata allo studio con pc di ultima generazione. Farai tutto tre metri sopra il cielo della routine.

Tschao - Tschao 

Non dovevo abbandonare la lingua tedesca.
(però bello il saluto in ascensore!)

Totally Hot

Come si fa a non sentirsi totally hot in un ostello che invia continui input serafici ai suoi ospiti? Devo aggiungere che oltre all'esperienza galvanizzante in reception - accoglienza livello vip access - mi sono guardata (di sfuggita, non voglio sembrare vanitosa) allo specchio in camera. Me ne sono convinta: quello di casa ingrassa, questo dice la verità. E la verità ha un suono: t o t a l l y h o t.

Feel Better Soon Dear

Sveglia ore 7.15, ho sonno, le occhiaie. Per fortuna ho anche il voucher per la colazione a buffet non stop. Mi sentirò presto meglio, dice l'oracolo e ha ragione: per me cornetto vegano, prugne e pane integrale con la marmellata. Caffè doppio, anzi triplo.

Today Is Going To Be A Fucking Good Day

Niente asterischi di censura, sì! È ciò di cui ho bisogno per uscire nella nebbia padana con trolley e ombrello direzione ufficio: una schietta citazione degli AC/DC. L'ho immortalata, non solo per mostrarla a te, ma riguardarla nelle mattine più grigie alla ricerca del mio ostello del cuore, quel posticino dove le persone si interessano a te, senza girarsi dall'altra parte ma ti chiedono: "cześć, chcesz piwo? ". E che vuole dire? Non lo so. Eppure suona fantasticamente. 

Anda Venice Hostel. Via Ortigara, 10 - Mestre (VE). Tel: 0418622291

  • CONOSCERE E RIMORCHIARE

scritto da:

Martina Tallon

Amo mangiare ma sono sempre a dieta, non riesco mai a stare ferma anche se alla guida sono un pericolo, adoro andare per locali però sono un po' tirchia. Le contraddizioni sono il mio pane quotidiano: mai prendersi troppo sul serio.

IN QUESTO ARTICOLO
  • Alai Bar

    Via Ortigara 10, Venezia (VE)

×