L'aperitivo a Milano arriva a domicilio

Pubblicato il: 2 novembre 2020

L'aperitivo a Milano arriva a domicilio

Ordinare via whatsapp per ricevere il cocktail preferito direttamente a casa

Tutto chiuso. Nel turbinio di Dpcm, sigla fino a qualche mese fa sconosciuta ai più e ora familiare tanto quanto la mascherina, la Lombardia - e quindi Milano - è finita subito in zona rossa. Non si può uscire di casa se non per reale necessità, da autocertificare in caso di controlli. Molti negozi chiusi, ristoranti e bar serrati. Misure restrittive per mettere un freno ai contagi da Covid-19 e addio vita sociale, in attesa di tempi migliori. “L’attività di delivery può andare avanti tutta la notte”, mi racconta Riccardo Corbetta, 31 anni, una vita dietro al bancone di famiglia dell’Harp Pub Guinness, un’istituzione in piazza Leonardo da Vinci dal 1976.

“Per far vedere che ci siamo ancora”

Abbiamo fatto una chiacchierata al telefono perché l’Harp resta chiuso. Riccardo e i ragazzi dello staff però, non se ne stanno a casa, ma anche se le porte sono serrate, dentro loro sono pronti a confezionare gli ordini per il delivery. “Prendiamo gli ordini su whatsapp fino alle 18, ma se mi chiama qualcuno anche alle 19.30, non dico di no e preparo l’ordine lo stesso”. Dura la vita per tutti in tempi di coronavirus, ma per qualcuno di più. Se sei costretto a chiudere o limitare la tua attività, diventa tutto più complicato. E proprio “per far vedere che ci siamo ancora, che non ci siamo fermati completamente”, Riccardo ha deciso di far partire il servizio di consegne a domicilio.

Un punto di riferimento da sempre

“A cosa mi servono i tavolini fuori se ho a disposizione un parco?”. Me lo ripeteva sempre negli anni passati, quando nessuno poteva pensare che la vita venisse stravolta da una pandemia. Quest’estate, invece, i tavolini fuori sono tornati utilissimi per rispettare le distanze di sicurezza e tutte le norme del caso. “Il problema sono i troppi decreti”, si sfoga un po’ al telefono il Corbetta. “Non fai in tempo ad organizzarti per metterti in regola, che cambiano le regole”. Fino a far chiudere tutto. Forse fino a Natale, chissà. “Secondo me prima di gennaio non se ne parla”, ma comunque l’importante è non stare fermi. E se non si può bere all’Harp, il cocktail dall’Harp arriva fino a casa tua.

Servizio delivery

Il servizio è semplice: ordini quello che vuoi bere e l’aperitivo ti giunge a casa. Tutto pronto. Tac. “Ready to serve”, perché in inglese fa sempre più scena. Cosa si può ordinare? “La lista include sette drink tra internazionali e signature, abbiamo inserito quelli che si possono trasportare sottovuoto, quindi senza gas”, svela Riccardo Corbetta. Basta fare l’ordine, la consegna la fanno direttamente dall’Harp, in auto. Si può pagare in contanti o con Satispay, la consegna è gratuita con un ordine minimo di 15 euro. “Arriva tutto pronto, basta aggiungere il ghiaccio” e ti godi il cocktail con qualche tarallo. Quale? Per esempio, un Boulevardier, con bourbon whiskey, sweet vermouth e bitter Campari.

Anche vino e birra (e Gin Tonic)

I cocktail sono sicuramente più difficili da fare a casa, quindi se arrivano già pronti, meglio. La fatica da fare resta giusto quella di bere. A proposito, ci sono anche sedici varianti di Gin Tonic, dal Tanqueray fino al Monkey 47. Volendo si può anche comprare una bottiglia intera di gin. Ma si può ordinare anche una birretta, io andrei su una Ipa scozzese, la Brew Dog Punk Ipa, ma c’è chi va pazzo per il sidro di mele, praticamente introvabile al supermercato. Per chi deve festeggiare qualcosa, nonostante tutto, ecco che in fondo alla lista compare anche uno champagnino.

Whisky a domicilio

Va bene tutto, ma io se passo all’Harp voglio bere uno scotch whisky. E questo Riccardo lo sa perfettamente. “A breve offriremo anche la possibilità di farsi una mini degustazione a casa, con il delivery di whisky”. La scelta è pressoché sconfinata, con oltre 200 etichette della lista ufficiale: il malto finisce in un sample per arrivare direttamente a casa. “L’idea è quella di proporre anche dei terzetti, con qualche tocco originale”. Mi ha incuriosito. Tipo? “Un Port Ellen 1983”. Proprio l’anno della chiusura della mitica distilleria sull’isola di Islay. Diageo ha annunciato di volerla riportare in vita. Un motivo in più per attendere fiduciosi che il coronavirus tolga il disturbo.

Foto di copertina Riccardo Corbetta dall'account Instagram dei Harp Pub Guinness .

  • BERE BENE
  • GOURMET IN PANTOFOLE

scritto da:

Fabrizio Arnhold

Il trucco per un buon aperitivo o una cena perfetta? Scegliere il posto giusto. Vi racconterò i miei locali preferiti, ma sempre con spirito critico, senza mai dimenticare che a Milano c’è tutto quello di cui si ha bisogno. Basta saper scegliere.

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