La Dieta Mediterranea compie 10 anni

Pubblicato il: 14 novembre 2020

La Dieta Mediterranea compie 10 anni

Scegliere mediterraneo permette di risparmiare 7 € a settimana. I nuovi dati sul successo della dieta mediterranea nel suo 10° anniversario

Mangiare meglio costa meno. Ecco la conclusione di uno studio pubblicato dall'Osservatorio Waste Watcher sulla Dieta Mediterranea che arrivano nell'anno in cui la dieta Patrimonio Unesco festeggia dieci anni. 

Inoltre, secondo una tesi di laurea all’Università di Bologna, scegliere mediterraneo permette di risparmiare 7€ alla settimana. 

Il trend in crescita: 6 italiani su 10 scelgono la dieta mediterranea

La pandemia ha portato un netto cambio dei consumi fra gli italiani. Lo rivela il nuovo studio dell'Osservatorio Waste Watcher (Last Minute Market / Swg) dal nome: “Il cibo è un vaccino? A tavola con gli italiani nel 2020 pandemico”. 

Dopo il primo lockdown 4 italiani su 10 hanno cambiato il loro stile alimentare e 6 italiani su 10 dichiarano di privilegiare abitualmente un regime nutrizionale ispirato alla dieta mediterranea perché più salutare, con cibi freschi, molta frutta e verdura, legumi e proteine prevalentemente vegetali.

Gli italiani risultano quindi essersi trasformati nei cosiddetti "consum-attori": protagonisti della loro spesa e non vittima di carrelli assemblati in modo estemporaneo.

Il compleanno della dieta mediterranea il 16 novembre 

L'indagine è stata realizzata in occasione del 16 novembre 2020, decennale della proclamazione della Dieta Mediterranea a patrimonio immateriale UNESCO. La ricerca va di pari passo con le conclusioni di una tesi di laurea discussa il 10 novembre all’Università di Bologna di Mara Berengoi: scegliere mediterraneo permette di risparmiare 7 € alla settimana: il carrello per la spesa della dieta mediterranea non è solo più salutare, ma anche più conveniente e costa 46,27€ per i menu settimanali, a differenza di quello standard che ha un costo di 53,55€.

Alimentarsi in modo sano e sostenibile dunque è alla portata del consumatore medio come dimostra la tesi “La dieta mediterranea e le abitudini alimentari degli italiani: un confronto dal punto di vista economico e nutrizionale”. 

Cosa rivela l'indagine Waste Watcher

Oltre a rappresentare un notevole risparmio, la scelta della dieta mediterranea va di pari passo con una nuova svolta degli italiani. L'indagine rivela infatti che sei consumatori su 10 dichiarano di aver cambiato il modo di fare la spesa: il 25% anche in ragione di un diminuito potere d’acquisto, per sostenere i costi, ma il 18% dichiara di essere più selettivo nella qualità del cibo acquistato.

Un italiano su 10 riscopre i negozi al dettaglio e il 9% si dedica all’e-commerce anche per l’acquisto di prodotti alimentari. Ancora: 1 italiano su 2 (il 47,2%) ha introdotto la lista della spesa e il 20% dichiara di averla sistematicamente adottata. Un italiano su 2 acquista più di prima prodotti a lunga conservazione e ingredienti per piatti da preparare in famiglia (dolci, focacce, ecc).  

Il 33%, guarda ai “comfort food” come dolci e cioccolata per smorzare l’ansia del periodo e ritrovare momenti di gratificazione.

Il 43,5% degli intervistati ha acquistato più verdure fresche, il 43,1% degli intervistati ha acquistato più frutta fresca e il 36,8% ha acquistato più legumi.

Il 60,3% degli intervistati ha dichiarato di aver acquistato più farina e lievito e il 68% considera la dieta mediterranea determinante o utile per la prevenzione dello spreco alimentare.  

Dieta mediterranea al centro di un'evoluzione più complessa

La dieta mediterranea è al centro di un’evoluzione più complessa negli stili di vita e di scelte alimentari: la lunga permanenza fra le mura domestiche, nel 2020 del covid-19, ha introdotto buone pratiche nella pianificazione dell’acquisto, gestione e fruizione del cibo, favorendo la prevenzione degli sprechi.  Infatti un italiano su 2 (51,6%) dichiara di sprecare senz’altro di meno adesso, malgrado sia aumentato l’acquisto dei generi alimentari nel 58% dei casi. In particolare si è ridotto lo spreco di farina e lievito per il 43,2% dei cittadini, di avanzi dei pasti precedenti nel 45% dei casi, di carni rosse e bianche e di latte per 4 italiani su 10 (dati Distal Università di Bologna/SprecoZero).  La maggiore disponibilità di tempo, favorita dallo smart working, permette agli italiani di dedicare più tempo alla cucina: lo dichiara il 58.6% degli intervistati.

Il consumo di pesce supera quello della carne e di pari passo con l’attrazione per i fornelli cala l’interesse per i prodotti pronti di gastronomia (27%) e solo 1 italiano su 5 pratica talvolta il take away (21%).

Il premio Vivere a Spreco Zero 

"Alla Dieta Mediterranea, nel decennale dalla proclamazione a patrimonio Unesco di questo stile alimentare e di vita, è dedicata non a caso una categoria del Premio Vivere a #sprecozero - ricorda Andrea Segrè, fondatore Last Minute Market e campagna Spreco Zero - I dati dell’indagine Waste Watcher sono importanti perché gli attuali sistemi alimentari non generano problemi solo per la salute umana, ma anche all'ambiente in cui si produce il cibo.
L'agricoltura è responsabile del 30% delle emissioni di gas serra e del 70% dello sfruttamento e dello spreco delle risorse naturali. Una dieta sostenibile dovrebbe garantire la sicurezza alimentare, promuovere stili di vita sani, evitare perdite e sprechi alimentari, contribuire alla riduzione degli impatti ambientali e al miglioramento del benessere delle generazioni attuali e future. La dieta mediterranea va appunto in questa direzione: la riduzione delle perdite e degli sprechi alimentari contribuisce a migliorare la sostenibilità dei sistemi e può contribuire alla riduzione delle emissioni di gas serra. Il raggiungimento di un sistema di produzione alimentare sostenibile e la riduzione dello spreco di cibo sono fondamentali per contrastare la malnutrizione e la sottoalimentazione di larghe fasce di donne e uomini sulla terra".  

Il Premio Vivere a #sprecozero 2020 ha selezionato nella short list finalista il progetto La cucina del riciclo, ricettario prodotto dal Liceo "Q. Orazio Flacco" di Portici in collaborazione con il MedEatReserarch: una ricerca antropologica sulla tradizione mediterranea di riciclare gli avanzi di cucina per rigenerarli in nuovi piatti. Premiato anche il progetto di Conserve Italia-Valfrutta che, in partnership con l’Istituto Oncologico Romagnolo, promuove stili di vita corretti e salutari soprattutto tra i bambini e gli adolescenti. Un terzo premio è stato assegnato a Il Grande viaggio vitaminico, una coinvolgente storia illustrata di sensibilizzazione alimentare prodotta per il coordinamento di  Anna Eriksson, veicolata presso gli studenti delle Scuole Primarie della Provincia di Trento durante il lockdown.

  I vincitori saranno premiati giovedì 26 novembre, info e dettagli qui

Photo by Jakub Kapusnak on Unsplash

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scritto da:

Irene De Luca

Agenda, taccuino, registratore e macchina fotografica. Attenta alle nuove tendenze ma pur sempre “old school inside", vago alla ricerca di ispirazioni, di colori, di profumi nuovi per raccontare una Milano che poi tanto grigia non è.

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