NutrInform Battery: il nuovo logo nutrizionale per gli alimenti Made in Italy

Pubblicato il: 13 novembre 2020

NutrInform Battery: il nuovo logo nutrizionale per gli alimenti Made in Italy

Nutriscore classifica i prodotti alimentari sulla base di parametri che penalizzano molto il Made In Italy: firmato il decreto per un nuovo piano. Confagricoltura è soddisfatta

È stato approvato e firmato dalla Ministra Bellanova un decreto che prende posizione contro il Nutriscore, un sistema internazionale che classifica i prodotti destinati all’alimentazione sulla base dei contenuti di sale, grassi e zuccheri senza riferimenti alle quantità normalmente consumate e al regime alimentare, penalizzando, alcune eccellenze della dieta mediterranea e del Made in Italy come, ad esempio, l'Olio Extra Vergine D'Oliva. 

In alternativa, l'introduzione di un nuovo logo nutrizionale facoltativo, il ‘NutrInform Battery’, un sistema che, a detta del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali garantisce "informazioni chiare, semplici ma allo stesso tempo complete che consentono al consumatore di fare scelte pienamente consapevoli per la propria alimentazione". 

Il Nutrinform battery 

Il NutrInform Battery è una proposta italiana nata qualche anno fa che prevede un sistema di etichettatura nutrizionale fronte pacco armonizzato a livello europeo che tenga conto delle caratteristiche nutrizionali dei prodotti in un'ottica di scelta consapevole.

Il logo indica il contenuto di energia, grassi, grassi saturi, zuccheri e sale presente in una singola porzione di alimento. Il contenuto energetico è espresso sia in Joule che in Calorie mentre il contenuto di grassi, grassi saturi, zuccheri e sale sono espressi in grammi. Inoltre, all'interno del simbolo a "batteria" è indicata la percentuale di energia, grassi, grassi saturi, zuccheri e sale apportati dalla singola porzione rispetto alle quantità giornaliere di assunzione raccomandata.


La proposta italiana, fondata su solide basi scientifiche messe in relazione anche alle quantità di consumo e al fabbisogno quotidiano di sostanze nutritive, è stata portata avanti dalla Ministra Bellanova con grande soddisfazione da parte di Conagricoltura che, in un comunicato fa sapere che: "si tratta di un sistema più coerente e rispettoso delle esigenze del consumatore. Rappresenta l’unica alternativa concreta al sistema Nutriscore che si basa invece su una classificazione fuorviante degli ingredienti”.

Il provvedimento è stato adottato ai sensi dell'art. 35 del Reg. (CE) n. 1169/2011, che prevede la possibilità per gli Stati Membri di raccomandare l'indicazione delle informazioni nutrizionali obbligatorie, previste dallo stesso regolamento, anche con altre forme di espressione, ivi inclusi simboli grafici, allo scopo di facilitare la comprensione del contenuto dell'etichetta. Tale procedimento è frutto di un lungo percorso di condivisone con la filiera agroalimentare e di approfondimenti scientifici svolti prima dalla Società IRI - Information Resources Inc. Italia e poi dall'Istituto Superiore di Sanità e dal CREA, che hanno testato questo tipo di etichettatura su campioni rappresentativi di consumatori.

I prodotti Made in Italy penalizzati dall'attuale Nutriscore

Alcuni prodotti che rappresentano delle vere e proprie eccellenze del Made in Italy erano penalizzate dalla classificazione Nutriscore. Ne è un esempio chiaro l'Olio d'Oliva. Il fatto salta  all'occhio da un procedimento spagnolo, primo produttore mondiale, che intervenne escludendo l'olio d'oliva dal Nutriscore per ovviare a una classificazione con semaforo rosso nel Regno Unito. Tale classificazione vede l'olio d'oliva in un posto inferiore rispetto all'olio di colza in Francia. Incongruenze che oggi vengono meno con la proposta italiana ufficializzata con la firma del decreto.

Foto di StockSnap da Pixabay 

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scritto da:

Irene De Luca

Agenda, taccuino, registratore e macchina fotografica. Attenta alle nuove tendenze ma pur sempre “old school inside", vago alla ricerca di ispirazioni, di colori, di profumi nuovi per raccontare una Milano che poi tanto grigia non è.

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