Con Gather Venice ho capito che JW Marriott non è solo un hotel: è un'opportunità da cogliere al volo.

Pubblicato il: 23 ottobre 2019

Con Gather Venice ho capito che JW Marriott non è solo un hotel: è un'opportunità da cogliere al volo.

Yoga, cooking show, degustazioni e grandi nomi dell'enogastronomia all'epicurean & mindful festival Gather Venice: 26-29 settembre

Cosa ci fa il team di Food&Wine a Venezia?

Arrivo all'Isola delle Rose ( Sacca Sessola) con la barca privata del Jw Marriott Venice ormeggiata a San Marco, mi precipito al desk perché sono un po' in ritardo - Gather Venice oggi inizia alle 9.30 e ora è quasi mezzogiorno - ritiro il pass d'accesso all’ "epicurean & mindful" festival e raggiungo il San Benedetto Pavillion. È lì che vedo Anthony Giglio, Food&Wine editor, concludere il suo wine tasting dedicato al Barolo. Me lo sono persa! Ma non mi fustigo più del necessario perché la scelta dell’outfit è di vitale importanza, anche se mi ha fatta tardare, e perché nel pomeriggio mi aspetta una seconda degustazione: Ray Isle, di Food&Wine, condurrà me e gli altri ospiti nel mondo del Chianti Gran Selezione.


Ho tutta la giornata davanti per conoscere grandi chef, mixologist e giornalisti enogastronomici. Ma anche per rilassarmi con lo yoga e pranzare nell'uliveto del JW Marriott spizzicando tra gli stand. Tutto sembra andare per il verso giusto in questo sabato di fine settembre: vivo una sensazione magnifica, quella di sentirmi in vacanza e, contemporaneamente, di imparare qualcosa di fondamentale. 

Ho carpito nuovi trucchi in cucina dai migliori (facendo aperitivo)

Sembrano frasi fatte, e se hai un bambino alla scuola materna, ne avrai le tasche piene del motto "imparare divertendosi" perché non è vero quasi mai. Per gli adulti può essere diverso, specialmente durante eventi come Gather Venice. Prendi me: me ne sto lì, al Barilla Pavillion, con un aperitivo Nonino in mano e lo chef patissier Norman Love intento a mostrarci la sua idea di tiramisù. Lui, ad esempio, prepara uno sciroppo al caffè con un goccio di liquore all'amaretto per imbevere i savoiardi. Ho preso appunti, ma mi sono anche divertita perché Norman ha raccontato un po' della sua vita: dell’avventura al Ritz Carlon di Osaka (il primo hotel con pasticceria) e dei suoi gusti in fatto di dolci: "I love creamy and buttery, buttery and creamy"


Alle 15 è il turno di Angela Hartnett, chef britannica delfina di Gordon Ramsay, di origini italiane. Non so se ho preferito i suoi gnocchi con funghi e tartufo, l'aneddoto di un Natale passato in cui la madre scansa i suoi anelli in brodo perché "too rich", oppure la lista dei ristoranti preferiti a Londra. Non ho potuto fare a meno di scolpire sulla pietra il suo "Once they rise they are done", riferito alla cottura degli gnocchi. Non è una novità, ma così sembra un dictat e la si finisce di "lasciarli in acqua quel mezzo minutino in più". 

Poi un angelo della cucina asiatica, Dalad Kambhu del ristorante berlinese Kin Dee, esperta in cibo thai. Con le mani fatate e la grazia tipica dell'incedere orientale, la giovane chef confeziona una salsa piccante e speziata al mortaio. La regola è quella di non usare il frullatore e rimboccarsi le maniche come una volta. Il suo nam prik è un'esplosione di sapori ancestrali da usare in maniera contemporanea, anche per dare la spinta giusta a uno street-food. 

Ho pranzato in un uliveto - shooting location

Un grande e delicato uliveto, tanti stand gastronomici tra cui scegliere e piccoli angoli pic-nic fatti di panche e bauli dal sapore retrò, stoffe colorate, soffici cuscini e social table. Scintillante come il set fotografico di una rivista di moda, accogliente come una cascina toscana. Prima un calice di Ferrari rosé, poi una pizza stesa, condita e cotta al momento. Poi un'altra, una sbirciatina all'angolo della pasta, a quello dei sapori veneziani e alla tavola dei dolci. Infine, una sosta detox al juice bar. Vedo uomini in eleganti completi sartoriali sfilare la giacca per distendersi all'ombra degli ulivi e giovani donne abbandonare i sandali con plateau per chiacchierare a piedi nudi sul prato. Gli effetti della mindfulness.

Ho aggiunto un paio di cocktail alla mia list per gli aperitivi in giardino

Momento preferito, lo confesso. Forse perché alle 5 del pomeriggio si inizia davvero ad interrogarsi sulle grandi questioni del fine settimana: che cocktail ordino in aperitivo? Mi rispondono la mixologist master Bridget Albert e il Marriott Senior Beverage Manager Gary Gruver. Durante Aperitif Rhapsody degusto e annotato le ricette di quattro cocktail da aperitivo semplici ed efficaci. Della serie: ma perché non ci ho pensato prima? Risposta: perché solo chi conosce il fatto suo riesce a far sembrare semplice ciò che semplice non è. 

Per dimostrarti che nonostante il giro di cocktail ho imparato qualcosa, ecco la ricetta del mio preferito, lo Strawberry Fields

Ingredienti:
fragole fresche
menta fresca
1 oncia di acqua
1 oncia di Campari
1 oncia di gin
1 oncia di prosecco
ghiaccio

Procedimento: 
Pesta le fragole fresche con la menta, l'acqua e il Campari. Aggiungi il gin, il prosecco e un po' di ghiaccio tritato. 
Come ti ho detto è di una semplicità disarmante e il sapore ti fa venire voglia di licenziarti, prendere un volo per la prima località esotica che ti capita a tiro e bere cocktail a bordo piscina per quattro giorni di fila. Non edificante, ma fa bene all'anima.


Oltre a tutte queste opportunità, perché è di questo che si tratta, ci sono altri ticketed events, come la cena All-Star Feast preparata dagli chef ospiti del festival all'interno della chiesa del resort. JW Marriott non è solamente un hotel con spa premiata a livello internazionale, è anche un punto d'incontro favolosamente bello, ma soprattutto capace di richiamare tematiche attuali e ospiti che mai avresti immaginato. E sai quale resta l'aspetto che preferisco? A fine giornata, dal molo sali in barca, torni a Venezia e te la godi fino in fondo. Un respiro di felicità in Piazza San Marco e la consapevolezza che ogni occasione colta al volo ti rende migliore. Io ad, esempio, ora so riconoscere i Chianti Gran Selezione, o almeno, Rye Isle me l'ha fatto credere per 45 minuti. 

  • CENA BLOGGER
  • RECENSIONE

scritto da:

Martina Tallon

Amo mangiare ma sono sempre a dieta, non riesco mai a stare ferma anche se alla guida sono un pericolo, adoro andare per locali però sono un po' tirchia. Le contraddizioni sono il mio pane quotidiano: mai prendersi troppo sul serio.

IN QUESTO ARTICOLO
  • JW Marriott Venice Resort & Spa

    Isola Delle Rose, Venezia (VE)

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