Danilo Imbrogiano: con Itaria corono il mio sogno di bambino (e non mi fermo)

Pubblicato il 9 novembre 2021

Danilo Imbrogiano: con Itaria corono il mio sogno di bambino (e non mi fermo)

Ti sei mai chiesto cosa si cela dietro all'aspetto sicuro di un manager di successo? Sotto al completo con pochette di Danilo Imbrogiano co-fondatore di Itaria - Extraordinary Sushi si intravede il cameriere catanese che ha iniziato a muovere i primi passi nel mondo della ristorazione a 13 anni e che ora è arrivato a coronare il suo sogno di bambino. Senza per questo adagiarsi sugli allori: Itaria di Mestre è solamente l'inizio di un progetto più ampio e ambizioso, frutto dell'impegno e della lungimiranza di un imprenditore che ha sacrificato molto per avere la possibilità di imparare e farsi strada. Riuscendoci.


Danilo la tua storia nel mondo della ristorazione inizia a Catania, ora invece sei a Mestre con Itaria. Come ci sei arrivato? 
Ho iniziato a 13 anni lavorando come cameriere a Catania, una gavetta che mi ha visto crescere esponenzialmente scalando la gerarchia lavorativa dei ristoranti più trendy e rinomati dell'epoca in città. Sono stato restaurant manager de "I Quattro Venti", di "Mare", ho lavorato al Gold di Milano a soli diciotto anni, mi sono specializzato come wedding planner di alto livello ... fino a quando ho incontrato Franco Rigo che mi ha proposto di lavorare per lui come restaurant manager per la catena Befed. È così che sono arrivato in Veneto all'età di 27 anni, senza mai smettere di formarmi: all'ALMA di Gualtiero Marchesi (Scuola Internazionale di Cucina Italiana) dove mi sono laureato come Food and beverage manager e grazie alla quale sono volato a New York per occuparmi della gestione dei costi di una grande azienda che produce 40 milioni di dollari all’anno, alla Swiss Hotel Management School e come chef de rang al Mandrake Luxury Hotely e al Franco Manca di Londra. Ora sono city manager di Winelivery e co-fondatore di Itaria.

Sicuramente una strada in salita...
Ho sempre lavorato tanto e con tanta umiltà facendo molti sacrifici, sono stati numerosi i momenti che ho trascorso lontano dalla famiglia e dagli affetti ma anche quei momenti vanno ricordati come parte della mia formazione. I sacrifici hanno portato a un risultato: il 3 luglio 2021, giorno di apertura di Itaria, ho coronato il mio sogno di bambino. Si può dire che Itaria nasce dall'incubazione di tutto il mio percorso lavorativo. Anche se, al di là del risultato, la voglia di imparare e di formarmi sono sempre state al primo posto: ho iniziato a pensare alla contropartita economica solamente a trent'anni, prima di allora ero semplicemente grato per l'opportunità di imparare e fare esperienza.


Quali aspetti del tuo background lavorativo caratterizzano Itaria?
Tra i valori più importanti dell'azienda c'è sicuramente quello della formazione delle risorse umane, unitamente alla visione manageriale della gestione del ristorante. Elementi che permettono a Itaria di esprimersi in una formula di successo replicabile anche altrove. Mestre è la prima di una serie di aperture in programma, sia in Italia che all'estero. Questi sono due cardini che mi stanno molto a cuore e che fanno parte di un progetto, l'Accademia del Food, che fornirà le competenze "in ottica Itaria" per la formazione di sushiman con utilizzo di materie prime italiane, e darà ai ristoratori gli strumenti utili a gestire in modo manageriale il proprio ristorante.

E quello del sushi con materie prime italiane è uno dei capisaldi di Itaria, giusto? 
Assolutamente sì. Ti dico la verità: io mangio il vero sushi solamente in tre ristoranti qui in Italia. Per questo ho deciso di creare un ristorante che sia imparagonabile agli altri, dove il concetto di sushi, il modo di intenderlo e di mangiarlo, e la tecnica di preparazione fossero aderenti alla tradizione orientale ma le materie prime fossero completamente italiane. Itaria è una fusione di tecnica giapponese e di sapori a noi conosciuti rappresentati dalle eccellenze regionali d'Italia. Ha una sua identità originale e precisa.


Dunque è diverso dai ristoranti giapponesi a specialità sushi ai quali siamo abituati...
Itaria è un ristorante dove si mangia bene e in assoluta tranquillità, curato nei minimi dettagli ma non ingessato. Si possono spendere 35 € come 120 € a testa, ma è stato pensato per permettere a tutti di godersi una buona cena, in un bel posto e con un servizio efficiente. Lavoriamo sui 30 - 35 coperti e non di più per garantire la stessa qualità di servizio a tutti i tavoli, ogni giorno della settimana. È un bello switch rispetto all'idea di all-you-can-eat.

Cosa ne pensi dell’all-you-can-eat?
Ha avuto il pregio di far conoscere una cucina tradizionale a tutti e infatti il sushi è molto amato e ricercato. Io ho voluto dare un'identità diversa al mondo del sushi che abbracciasse il trend della cucina internazionale fusion e valorizzasse le materie prime del nostro Paese, rinomate in tutto il mondo.

Itaria quindi è pronto a portare il suo concept anche in altre città... ci sarà anche la tua Catania?
Catania è la Milano del sud, ma non credo che ad oggi sarebbe una scelta strategica. Ti possono nominare Cortina, Pordenone e al massimo altre due o tre città italiane. Poi, all'estero. 

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scritto da:

Martina Tallon

Amo mangiare ma sono sempre a dieta, non riesco mai a stare ferma anche se alla guida sono un pericolo, adoro andare per locali però sono un po' tirchia. Le contraddizioni sono il mio pane quotidiano: mai prendersi troppo sul serio.

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