Le mie 24h nel Ghetto di Roma tra cibo, cibo e ancora cibo

Pubblicato il: 17 maggio

Le mie 24h nel Ghetto di Roma tra cibo, cibo e ancora cibo

Il Colosseo, la Basilica di San Pietro, il Foro Romano, la Fontana di Trevi e ancora, il Pantheon, i Musei Vaticani, Piazza Navona e poi la Cappella Sistina.
Che poi, già che ci sei, vuoi non andartela a vedere la Scalinata di Trinità dei Monti, Piazza di Spagna, ma anche l’Altare della Patria, Villa Borghese ed i Musei Capitolini. E il Circo Massimo scusa? Vuoi tornare a casa senza averlo visto? No dai.

Iniziano più o meno così tutte le guide che ho spulciato in previsione di un brevissimo weekend a Roma, ma, oltre al male alle gambe che mi è venuto al solo pensiero, una sola domanda è rimasta nella mia testa senza trovar risposta: “Si ok, tutto bellissimo, ma quando si mangia? E dove, soprattutto?”.
Questo allora ve lo racconto io, dopo aver trascorso una intera giornata in uno dei quartieri più suggestivi, caratteristici e colmi di storia di tutta la Città: il Ghetto di Roma.

Si parte con il botto

Quale migliore modo conoscete per scordarvi della sveglia impostata all’alba anche in vacanza (si, a Roma non c’è tempo per dormire) se non quello di sapere che di lì a poco, starete addentando un memorabile cornetto? La Pasticceria Boccione, da tutti definita come “il forno del Ghetto” saprà ripagare ogni vostro sforzo, si, anche quello compiuto per fare ahimè, la fila. Molti infatti sono coloro che ogni mattina accorrono in questo angolo di gusto dove il tempo sembra essersi fermato. Qui i veri protagonisti sono infatti i dolci della tradizione ebraica: dai cornetti ai biscotti con frutta secca e miele, alle crostate con ricotta e visciole o ricotta e cioccolata, vi scorderete in un attimo della dieta intrapresa e amerete ogni singolo morso!
Pasticceria Boccione, Via del Portico d’Ottavia 1, Roma

Pit-stop di gusto

La Taverna del Ghetto non ha bisogno di grandi presentazioni. Aperto infatti da più di 40 anni è gestito dalla stessa famiglia che ha fatto di tradizione, qualità e stagionalità i suoi valori portanti. Un ristorante, questo, dove la cucina giudaica e quella romanesca si fondono fino a non rendere più visibile dove inizia l’una e finisce l’altra, offrendo quindi a tutti gli avventori una vera cucina casareccia. Primi tradizionali, carciofi alla giudia, concia di zucchine o baccalà alla vecchia storia sono solo alcune delle tante (e validissime) proposte che meritano di essere assaggiate. Un plus? Le tovaglie a quadri bianche e rosse, un vero must per i ristoranti romani.
La Taverna del Ghetto, Via del Portico d’Ottavia 7, Roma

Merenda d’artista

Entrare da Beppe e i suoi formaggi è come recarsi nell’atelier di un artista. Qui però, ad essere esposti non sono incredibili quadri, bensì formaggi, salumi ed una ampia scelta di vini che aspetta solo di essere gustata. Formaggi di ogni colore, forma, consistenza, sapientemente accompagnati da etichette di vini che, come per i latticini, arrivano da ogni parte d’Italia e d’Europa. Una sosta obbligata quindi, per tutti gli amanti del formaggio che qui scopriranno un vero Paradiso di gusto dove – fidatevi – sarete obbligati a tornare ogni qual volta vi sarà possibile.
Beppe e i suoi formaggi, Via Santa Maria del Pianto 9A/11, Roma

Ora alcool, please!

Se la colazione è il pasto principale della giornata, da Veneta, l’aperitivo è sicuramente quello più necessario. Ecco perché nella mia giornata nel Ghetto romano non ho potuto fare a meno di fermarmi al Santa Maria Bistrot per riposare un po' le gambe si, ma anche (ok soprattutto) per assaggiare magistrali cocktail tra note musicali jazz, luci soffuse, insegne al neon e cura nei dettagli, in questo pub rivisitato che strizza l’occhio al più contemporaneo dei design. Imperdibile.
Santa Maria Bistrot, Via Arenula 20/a, Roma

Cena: a noi due

No, che siete già sazi non ve lo voglio sentir dire, perché al Reginella d’Italia non potete certo perdere l’occasione di andare a mangiare! Qui tradizione ed eleganza si combinano perfettamente in un giusto mix che offre la vera cucina tipica giudaico-romanesca, ma con stile. Dalla pizza (la migliore di tutto il Ghetto), alle polpette di pesce, passando per i fiori di zucca, i carciofi alla giudia, l’abbacchio e il sempre fresco pescato del giorno, tutto è un tripudio di storia, colori, gusti che dovessi descrivere con una sola parola, suonerebbe forse così: andateci!
La Reginella d’Italia, Via del Portico d’Ottavia, Roma

Cena: a noi due (ma diversa)

Se desiderate variare ma non sapete dove andare, il Fonzie The Burger’s House, il primo burger Kasher della capitale, dovete provare! In un locale dall’atmosfera anni ‘50 troverete infatti un menù con più di 20 hamburger tra cui scegliere: speziati, semplici, extralarge o vegani con una selezione di carne e pane su misura pensato ad hoc per ogni panino. Un fast food si, ma salutare, il cui hamburger potrà essere ordinato anche al piatto e accompagnato dalle classice ma sempre apprezzate patatine fritte, o da più ricercate tortilla’s, tutto in stile Kasher. Vi ho convinto lo so!
Fonzie The Burger's House, Via Santa Maria del Pianto 13, Roma 


Immagini intere dalle Pagine facebook dei rispettivi locali.
Immagine di copertina di Jean Pierre Dalbera da Flickr cc.

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scritto da:

Anna Iraci

Nata a Padova qualche anno fa, appassionata di film gialli e pizza diavola, meglio se assieme. Giocatrice di pallavolo nel tempo libero e, nel restante, campionessa di pisolini. Saltuariamente (anche) studentessa. Da grande voglio scrivere, ma siccome essere grande è una rottura, intanto bevo Gin&Tonic. Con il Tanqueray però.

IN QUESTO ARTICOLO
  • La Taverna del Ghetto

    Via Del Portico D'Ottavia 8, Roma (RM)

  • la reginella d'italia

    Via Del Portico D'Ottavia 65, Roma (RM)

  • Fonzie The Burger House

    Via Catanzaro 33, Roma (RM)

  • Pasticceria Boccione

    Via Del Portico D'Ottavia 1, Roma (RM)

  • Beppe e i suoi formaggi

    Via Di S. Maria Del Pianto 9a/11, Roma (RM)

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