Fra kitchen sharing e cloud kitchen: nasce un nuovo format per il food delivery

Pubblicato il 3 dicembre 2020 alle 19:12

Fra kitchen sharing e cloud kitchen: nasce un nuovo format per il food delivery

Una start up innovativa, Kuiri, propone un nuovo servizio che permette di aprire un'attività di food delivery in un mese e con poco investimento iniziale

Nell'anno in cui il food delivery prende letteralmente il volo in un contesto di lockdown dovuto all'emergenza sanitaria, nasce un nuovo servizio proposto da una strat up che permette di avviare la propria attività di food delivery in un mese e con poco investimento iniziale.
​Kuiri, che in esperanto significa “cucinare” promette di rivoluzionare il modo di fare ‘food delivery’ in Italia partendo da Milano. 

Kuiri: la novità

Il nuovo servizio innovativo si chiama Kuiri ed è il nuovo prodotto dell'omonima start up innovativa che offre una consulenza a 360 gradi da parte di un network di professionisti che permette di avviare in poco tempo, e a basso costo, un’attività di food delivery. 

Afferma il CEO Paolo Colapietro: “Si tratta di Smart Kitchen dotate delle più avanzate tecnologie a un costo responsabile. Per tutti i nostri partner questo si traduce nel potersi focalizzare sull’ottimizzazione delle preparazioni per servire più clienti in un periodo di tempo breve, senza ostacoli burocratici e logistici. A tutto il resto, infatti, pensiamo noi, permettendo così a giovani imprenditori di avviare il proprio business in poco tempo, con un investimento iniziale particolarmente vantaggioso, in più eliminando i costi di ammortamento e offrendo una serie di vantaggi in grado di garantire un’affermazione veloce e stabile sul mercato”. 

Praticamente si tratta di un nuovo servizio di kitchen sharing, paragonabile a un coworking ma applicato al mondo della ristorazione, che consenta in primis di ammortizzare i costi di inizio attività per la consegna di cibo a domicilio.

La consulenza fornita da Kuiri, tramite gli esperti, permette di sbrigare in breve tempo tutti gli adempimenti burocratici, di aprire la propria cucina nel giro di un mese e ottimizzarne la gestione attraverso un sistema operativo altamente tecnologico.

Inoltre offre una rete di professionisti a disposizione per curare tutti gli aspetti degli inizi: la formazione del personale, la comunicazione, il packaging al fine di essere pronti subito. 

Il valore strategico del digitale

La crisi sanitaria mondiale ha fatto emergere prepotentemente il valore strategico del digitale in moltissimi settori, compreso quello della ristorazione, soprattutto per le nuove tecnologie messe a punto per il food delivery, cresciuto esponenzialmente durante il lockdown e destinato a occupare anche in futuro una fetta di mercato assai significativa.

In questo contesto si inserisce un servizio di shared commercial kitchen spaces per le consegne di cibo a domicilio, che offre la possibilità a piccoli e grandi imprenditori di avviare la propria attività di food delivery con un investimento iniziale del tutto accessibile, minimizzando i costi di affitto, personale, pulizie, tecnologia e fornitori. La logica è quella del kitchen sharing. 

Le Cloud kitchen

Come se si fosse in un co-working, la logica è qui applicata alle Cloud Kitchen, cioè un modello di ristorante in cui un singolo operatore gestisce un laboratorio-cucina remoto, all’interno del quale sviluppa uno o più brand, esclusivamente dedicati al food delivery, che ricadono unicamente sotto la sua gestione. Con questo modello di business un singolo ristoratore può gestire più marchi (brand) o ristoranti virtuali, tutti operanti sotto lo stesso tetto, con i propri ordini provenienti direttamente dai clienti in via digitale. 

Kuiri costruisce di un sistema operativo 2.0 che si fonda sulla raccolta delle migliori “food-technology” (dalla fiscalità alla gestione degli ordini, anche multibrand) con l’obiettivo di ottimizzarne tutti gli aspetti in tempo reale e massimizzarne, così, l’efficienza.

La sperimentazione a Milano e la differenza dalle ghost kitchen

Per ora Kuiri è presente in fase sperimentale a Milano.

Le Smart Kitchen messe a disposizione da Kuiri, grandi all’incirca 15 mq e collocate nelle zone più strategiche della città, sono attrezzate come le migliori cucine professionali. 

In un recente articolo abbiamo già parlato delle ghost o dark kitchen che presentano caratteristiche simili.
A differenza delle ghost kitchen tradizionali, che non prevedono alcuna insegna, sono provviste di una vetrina dedicata con totem digitale, una finestra per il pick-up e aree comuni che comprendono una zona per il lavaggio industriale, un deposito per lo stoccaggio del secco, uno spogliatoio per il personale, una zona rifiuti e un dehors. 

Inoltre, ogni Smart Kitchen potrà beneficiare della pulizia delle zone comuni, dell’accesso disponibile 24 ore su 24, della videosorveglianza, di un Kitchen Manager nonché di un servizio di assistenza costante e formazione per l’utilizzo del software gestionale e la conseguente indicizzazione dei propri brand sui migliori provider di food delivery presenti sul mercato.

Maggiori info sul sito di Kuiri

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scritto da:

Irene De Luca

Agenda, taccuino, registratore e macchina fotografica. Attenta alle nuove tendenze ma pur sempre “old school inside", vago alla ricerca di ispirazioni, di colori, di profumi nuovi per raccontare una Milano che poi tanto grigia non è.

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