Giampaolo dei The Lesionati: "Per il futuro auspico la libertà! E un mondo pieno di feste"

Pubblicato il 27 marzo 2021

Giampaolo dei The Lesionati: "Per il futuro auspico la libertà! E un mondo pieno di feste"

In questi tempi "surreali" abbiamo sentito il bisogno di sapere come se la passano i protagonisti dell'intrattenimento più celebri della nostra Regione. Abbiamo intervistato Giampaolo Catalano, leader di The Lesionati, il gruppo diventato famosissimo a Lecce e non solo per i video virali sui social e per la seguitissima attività di cene spettacolo nei locali.

Ciao Giampaolo, raccontaci di questo anno particolare, com'è l'assenza di contatto col pubblico?
Io, quest'anno, lo definirei"surreale". Sai, noi siamo cresciuti tanto e in fretta, e la fermata è stata brusca. Facevamo molte cene spettacolo. Anche se devo dire che l'estate scorsa abbiamo lavorato molto: ma facevamo i vigili urbani più che gli animatori. "Siediti ma non alzarti troppo! "Divertiti... sorridi, ma non ridere!" Alzati ma non ballare troppo!". Non so più cosa pensare: se augurarmi di fare come l'estate scorsa, se augurarmi di fare meglio o se ce la vivremo peggio dell'estate scorsa.
Sicuramente il contatto umano mi manca. Più di una volta, in quest'anno, mi è stato chiesto di fare spettacoli per poche persone o fare l'aperitivo spettacolo, ma ho detto no per non snaturare la nostra attività, i nostri spettacoli si muovono in mezzo alla gente, non possiamo stare su un palco. Così abbiamo deciso di fare questo ulteriore sacrificio, e speriamo passi.


Come ti immagini quando ci sarà di nuovo la normalità?
Io penso che quando il mondo tornerà normale ci sarà tanta voglia di festeggiare. Non so se ci saranno i soldi però, questo non te lo so dire. Ma so che tutti i dopoguerra hanno generato tante feste: chi vuole sposarsi si sposerà, chi lo ha già fatto si risposerà per il gusto di fare baldoria. Vedo un mondo pieno di feste


E il vostro format di spettacolo così "fisico" cambierà?
Io mi auguro che prima o poi si possa tornare a prima del Covid, altrimenti non si potranno fare più sagre, feste patronali, andare allo stadio... non cambierà nulla se non potremo stare assembrati.
Che poi tutti abbiamo scoperto cos'è l'assembramento col Covid, prima non sapevamo manco cosa fosse. È  brutto vedere che questo ha reso la gente diffidente verso il prossimo. In giro mi sembra che si pensi che prendere il Covid sia una colpa, ma se gira come facciamo? Alla fine abbiamo visto che dipende da come te la manda il Signore: c'è chi sta bene e chi purtroppo ha molte complicazioni. 


Purtroppo hai ragione. È complicato. Proviamo a farti tornare ad argomenti più leggeri: parlaci di Franco.
C'è un grande personaggio che abbiamo perso in questi anni, Franco Millelire. Io penso che se ne sia andato perché aveva presagito tutto questo e non voleva vivere in questa situazione. Lui era un uomo della movida, che amava stare in mezzo alla gente, metteva la cravatta ogni sera e usciva a lavorare, ma lo faceva con immenso piacere.
In questo momento i mi aggrappo al ricordo di lui al suo modo di essere e alla sua educazione. Pensa non c'è stata una volta che, quando lo accompagnavamo a casa, non dicesse: "ragazzi, grazie di tutto". 


Dacci un messaggio per i gestori dei locali che in questo momento stanno a casa. Gente della notte che sta a casa con le pantofole.
Il problema in questo momento è anche psicologico, queste sono persone che hanno basato la loro vita sul locale notturno. Dobbiamo pensare che non è gente che fa fatica a uscire la sera o a stare in mezzo agli altri, sono animali sociali.
Io ho reagito alla situazione prendendomi del tempo per me: in questo periodo leggo molto, scrivo. Per fortuna non ho mutui né affitti, c'è invece chi ha visto i propri investimenti andare alla malora. Stavo anche facendo dei progetti con i Comuni, che però con la zona rossa sono stati bloccati.
Auspico la libertà: il coprifuoco è brutto, sembra di essere in guerra. Ho letto che c'è stato un grande aumento di psicofarmaci, che molti, in quest'ultimo anno, hanno scoperto cosa vuol dire avere un attacco di panico.
È difficile.

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