Mai come quest’anno, l’arrivo dell’estate è stato salutato dai salentini come il desiderio e, al tempo stesso, la speranza di una nuova rinascita. Certo, quei maxi assembramenti in pineta con tanto di spaselle di parmigiana fatta in casa e gli ombrelloni ammassati uno sull’altro in spiaggia sono ormai - o perlomeno dovrebbero essere - un lontano ricordo.

Ma riprendere a piccoli passi e con le giuste precauzioni qualche boccata di socialità, per noi che “siamo nati dove c’è sempre il sole”, è semplicemente vitale.

E quale momento migliore per socializzare e aggiornarsi con amici, parenti e colleghi su un anno di vita a distanza, di una bella cena in compagnia? Che si tratti di grigliate di carne, di pesce o di altro tipo poco importa: il profumo dell’arrosto, accompagnato da una buona birra fresca, d’estate, è qualcosa che ti rimane nel cuore.

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Eppure, anche quando le gusti ghiacciate, le birre non sono tutte uguali: ci sono quelle che si prestano per accompagnare una grigliata invernale e quelle che invece sono perfette per brindare mentre ti sciogli con 40 gradi all’ombra, quando ti sembra che la tua pelle sia cotta almeno quanto la bistecca che hai davanti a te.

Allora abbiamo deciso di fare una chiacchierata con chi di birre se ne intende più di tutti - l’azienda di importazione S.I.B. e, in particolare, il suo referente Antonio Franco - per farci consigliare 4 birre in lattina perfette per le cene estive, che un vero appassionato deve assolutamente provare, più una chicca finale su cui non vi anticipiamo nulla. Le conosci già tutte?

Quella che si sposa bene con i sapori forti

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Partiamo con una rappresentante della gettonata famiglia IPA (una Session IPA, per la precisione - ndr), la spagnola Mahou, una birra dal colore dorato scuro, dall'aspetto velato e con una schiuma consistente. Ha una struttura di corpo liscia, con una moderata sensazione di amaro e un finale che fornisce una freschezza leggermente persistente.

IPA è acronimo di India Pale Ale: uno stile di birra con maggiore gradazione alcolica, oltre che a un aroma intenso e a un’elevata amarezza, ottenuta grazie all’intensa luppolazione durante il processo di elaborazione.

Una SESSION IPA, in particolare, usa il luppolo in maniera più equilibrata quanto ad aroma e amarezza, così che la birra abbia una gradazione più bassa e un’elevata freschezza .
Mahou Ipa è molto fresca e beverina, la sua intensità aromatica ricorda la frutta e gli agrumi grazie ai luppoli americani utilizzati in diversi momenti del processo di elaborazione. Perfetta in qualunque situazione e temperatura, si sposa molto bene con piatti forti come quelli asiatici e messicani.
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Quella dal sapore vellutato

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Dalla Spagna al Belgio, passiamo in rassegna tre diverse Lupulus, per andare sul sicuro in qualunque occasione.

La prima scelta ricade sulla Hoppy Wheat, una Blanche dalle caratteristiche peculiari, in cui l’utilizzo del luppolo Mosaic, combinato con frumento e avena, conferisce un aroma fruttato e agrumato mentre la birra risulta leggera, rinfrescante e dissetante. Semplicemente vellutata.

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Quella perfetta per un piacere esotico

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Se invece cerchi un gusto più esotico, la Neipa - ovvero New-England IPA - è quello che fa per te. Si tratta di una birra dal colore aranciato intenso e opaco, grazie all’aggiunta di avena e altri cereali. Davvero particolari le persistenti note fruttate di mango, pompelmo rosa e fiori di pesco grazie all’uso di blend di luppoli aromatici combinati con avena e lievito Barley.

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Quella fresca, anzi freschissima

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La Lupulus Dryhop è una birra biondo carico, in cui il luppolo Cryo Sabro si fa riconoscere a distanza per il suo mix di sapori fruttati e di agrumi. Al mandarino fanno da contraltare la noce di cocco e i frutti tropicali, con note di cedro e di menta. Una freschezza tutta da provare.

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E per finire la cena col botto...


Indipendentemente dalla cena e dai gusti personali, se c’è una cosa a cui i salentini non rinunciano mai a fine pasto, è l’amaro. “Perché fa digerire”, si dice. Anche molti pensano si tratti di una spudorata scusa pseudo-salutista per non ammettere che, semplicemente, un buon amaro ha sempre il suo fascino, e un sorso a fine pasto è un piacere che non si nega a nessun ospite. Soprattutto se si tratta del nostrano Fra Luppolo, 28% di alcool e un gusto equilibrato che unisce il carattere del luppolo ai sentori della tradizione. La sua ricetta, che miscela il luppolo del Trentino e oltre 20 erbe aromatiche e radici, deriva direttamente dalle mani sapienti dei monaci, che hanno dato vita a un amaro artigianale dal sapore vellutato.

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