Olio abbronzante su ogni centimetro di pelle, ore passate in acqua a sponzarsi come friseddhe (grandi taralli tipici del Salento, ndR) prima di mettersi ‘a quattro di mazze’ sul lettino e una bella birra ghiacciata sono i tre immancabili must estivi per un salentino.

E bada bene che, qui da noi, l’estate è più lunga del solito. Hai presente il Polo Nord, dove si alternano sei mesi di luce e altrettanti di buio? Ecco, noi viviamo l’anno come se esistessero solo l’estate e l’inverno. Mentre appendiamo al chiodo le scarpette da scoglio, stiamo già preparando gli addobbi natalizi.

Sorseggiare una birretta in riva al mare, dicevamo, è semplicemente il top. Eppure, anche quando le gusti ghiacciate mentre ti sciogli con 40 gradi all’ombra, le birre non sono tutte uguali: ci sono quelle che si prestano per accompagnare una grigliata invernale e quelle che invece sono perfette per brindare in spiaggia, quando il sole si tuffa sulla linea dell’orizzonte e basta una canzone intonata dal tuo amico per tornare indietro con la memoria.

Allora abbiamo deciso di fare una chiacchierata con chi di birre se ne intende più di tutti - l’azienda di importazione S.I.B. e, in particolare, Antonio Franco - per farci consigliare 5 birre estive che un vero appassionato deve assolutamente provare. Le conosci già tutte?

Quella dissetante che non passa mai di moda

Ph. Jake Bradley on Unsplash


Non possiamo che partire con un evergreen dell’estate, la Corona. Chiara, moderatamente frizzante, con schiuma sottile ed evanescente, è facile da bere e particolarmente dissetante. Il suo corpo leggero e l'assenza di amaro la rendono una birra delicata e rinfrescante. Ma a questo punto potremmo aprire un capitolo a parte su tutte le leggende legate alla nascita del binomio Corona + fetta di limone. C’è chi dice che l’usanza risalga agli anni Venti, quando in Messico questa bevanda era consumata durante le pause pranzo dagli operai, che erano soliti proteggerla da zanzare e insetti di ogni genere usando il limone come deterrente. Altri sostengono che il limone avesse una funzione disinfettante, altri ancora che servisse per dare un sapore più acidulo e caratteristico alla birra. Qualunque sia la verità, una cosa è certa: la Corona in riva al mare è una proposta che non passa mai di moda.
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Quella metropolitana che parla spagnolo

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Si scrive New Yorker ma, a dispetto del nome, questa birra molto rinfrescante parla spagnolo ed è leggermente luppolata. La sua gradazione alcolica di appena 4,2°, unita al gusto leggero e fruttato, la rende perfetta per il caldo estivo. Rappresenta un nuovo concetto di birra metropolitana, realizzata dopo attenti studi sui consumatori moderni per incontrare gusti ed esigenze dei cittadini globali, grazie ad un gusto Mittle-europeo creato per soddisfare gli amanti della birra vera.

Quella che ha conquistato la medaglia d’argento

George Cox on Unsplash


È leggermente dorata ma si è distinta nel Regno Unito conquistando, in appena un anno dalla sua creazione, la medaglia d’argento tra le migliori birre spagnole vendute in terra britannica, dopo la sua storica “sorella” San Miguel Especial”. Stiamo parlando della San Miguel Fresca, classe 2012, con una gradazione di 4,4°, una schiuma sottile e poco presente e un profumo appena accennato di agrumi. È una lager a bassa fermentazione, dal gusto leggermente fruttato e toni morbidi di luppolo e malto. È leggera e rinfrescante, da servire fredda con una fetta di limone, per ammorbidire l’amaro della birra e migliorare la sensazione di freschezza in bocca.
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Quella che accompagna le grigliate di pesce

Anton Nikolov on Unsplash


Passiamo a una Blanche dal colore giallo paglierino, con una gradazione di 4,5%. Direttamente dal Belgio, la Lupulus è una Blanche speciale, prodotta con il 50% di malto d’orzo e il 50% di frumento non maltato. A renderla riconoscibile sin dal primo impatto ci pensa il mix di spezie che la caratterizza, soprattutto coriandolo e scorza d’arancia amara. L’utilizzo del luppolo “Tnt” la rende davvero particolare in bocca, con un finale persistente ed equilibrato. La leggenda dice che gli spazi tranquilli e selvaggi del Belgio, in cui questa birra è nata, fossero popolati da lupi provenienti dalla Slovenia, contrada in cui vedono la luce i migliori luppoli del mondo. Per l’aneddotica storica, il nome latino del luppolo è Humulus Lupulus, che letteralmente significa “Piccolo lupo umile”.

Quella Viola di nome ma Blanche di fatto

Ph. Helena Lopes on Unsplash


Chiudiamo questa partita giocando in casa con una birra tutta italiana. Viola Bianca è una Blanche ad alta fermentazione prodotta utilizzando non solo il malto d’orzo, ma anche cereali crudi quali frumento e farro, tutti made in Italy. La sua peculiarità è l’utilizzo del luppolo Saaz (della Rep. Ceca) che conferisce una nota delicatamente amara, in aggiunta ad una miscela di spezie come coriandolo e buccia d’arancia. Di colore giallo opalino, Viola Bianca non è filtrata: piacevole e dissetante come una blanche, è perfetta come aperitivo e per accompagnare i piatti a base di pesce.


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Photo copertina di George Cox su Unsplash
 

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