Va Pensiero, il cafè sotto il glicine di Mestre dove riscoprire la gentilezza

Pubblicato il: 18 dicembre 2018

Va Pensiero, il cafè sotto il glicine di Mestre dove riscoprire la gentilezza

La gentilezza è il tratto caratteriale che preferisco nelle persone. È una dote spesso sottovalutata, scambiata per mancanza di carattere o peggio, per una tendenza eccessiva all'ossequio. Trovo invece che, soprattutto di questi tempi, la gentilezza vada riscoperta, praticata e ammirata ogni singolo giorno, senza ricorrenze speciali, senza motivo, senza scopo.


Metti un pranzo in pieno centro, a Mestre. Aggiungici una fredda giornata di fine autunno, Piazza Ferretto addobbata a festa e tanta voglia di un pranzo rilassato, sano, saporito e gentile. Per questa coccola pre-nataliza, a cavallo tra una sessione di lavoro intensivo e l'altra, mi fermo da Va Pensiero, il nutrition cafè di Corte Legrenzi, romanticamente nato sotto il glicine più bello e ammirato di Mestre.

Non è come la storia dei bambini nati sotto il cavolo, credo che Va Pensiero sia davvero nato sotto il glicine di Mestre: un filo rosso, audace e sottile lega lo spirito del grande e anziano glicine a quello del piccolo e giovane cafè. Non appena ci si avvicina a Va Pensiero, la testa smette di macinare pensieri difficili e si finisce per chiacchierare, ascoltare la musica, scrivere e sfogliare i libri di cucina appoggiati alle pareti del locale.


Ma non è tutto merito del glicine fatato, bisogna saperci fare. Lo sanno bene Simone e Danilo che hanno iniziato a costruire il loro locale 16 anni fa, quando erano ancora in Romagna. Il passato di consulente Herbalife del secondo e quello da barman del primo, si sono intrecciati in un'idea vincente, quella di creare un nutrition cafè, cioè un locale dove stare bene, mangiare piatti sani e bilanciati preparati con ingredienti biologici e acquistati al mercato locale, gustare estratti freschissimi. Ma attenzione, qui nessuno è bacchettone: stare bene significa anche concedersi dei regali. E allora via a cocktail alla frutta, vino e torte sempre fresche.


Ma torniamo a me, anzi a noi. Entro, mi accomodo nel tavolino all'angolo, appartato ma luminoso, prima di ordinare, osservo Simone e Danilo: il primo guarda in controluce ogni bicchiere prima di riporlo a scaffale, il secondo si muove esperto nel piccolo angolo dedicato alla cucina, alla parte opposta del bancone. Una sola filosofia, compiti distinti: la chiave del successo di Va Pensiero potrebbe essere proprio questa.

Danilo mi spiega le proposte del menù stagionale: tutto viene preparato con ingredienti freschi, biologici e preferibilmente locali. Il segreto è la cottura al vapore che trattiene molte delle proprietà nutrizionali degli alimenti. Il condimento si mette a crudo, per lo stesso motivo e perché se l'olio è extravergine di oliva, italiano e di carattere, cuocerlo è un vero sacrilegio.


Nel frattempo Simone mi chiede se può prepararmi un estratto con la rapa rossa. Confesso di non amarne molto il sapore, ma immaginando il fuxia acceso del bicchiere non riesco a dire di no. Sorpresa! Rapa rossa, arancia, mela e zenzero è un abbinamento fenomenale. Mi faccio spiegare da Simone il trucco per rifarlo a casa, con il giusto bilanciamento di sapori. E no, non te lo svelo: custodisco gelosamente almeno fino al nuovo anno.

È quasi l'una, mi sento vorace e ho voglia di trattenermi nel rilassante salottino bohemien di Va Pensiero per un bel po'. Decido di ordinare più di un piatto, a porzione leggermente ridotta (so che siamo vicini alle feste, ma quando il cibo è così leggero e sano, si può esagerare un po' con le porzioni, il bello è anche questo). Non ho fretta e vengo ripagata con la piccola sfilata di piatti preparati rigorosamente al momento da Danilo. Se tu, invece, vai di corsa, puoi chiamare in anticipo il locale e farti preparare il pranzo per il tuo arrivo, anche da asporto, se proprio non riesci a staccarti dalla scrivania.


Ho voluto assaggiare entrambe le zuppe: orzo lenticchie e zucca, ma anche zucca, patate ceci e cicoria. Quando hai una gran voglia di comfort food, zuppe e vellutate non sono mai abbastanza.

Non potevo mancare il riso integrale con radicchio tardivo e noci. Hai mai provato il riso cotto al vapore? È morbido, legato e sembra un risotto mantecato. Adoro assaggiare piatti inediti e scoprire nuove tecniche di cottura, specialmente se ti semplificano la vita (quotidiana) e alleggeriscono il girovita.


Ho concluso con una piatto coloratissimo di zucca, cavolo viola e fagioli rossi e una porzioncina di hamburger. Per prepararlo, Danilo acquista al mercato locale le ultime melanzane siciliane (ancora saporite e tenere), intervallate da fettine di seitan e pomodorini Pachino. A rendere il tutto molto speciale, una salsina fatta in casa di paprika dolce e della crema di aceto balsamico.


Spazzolo le ultime forchettate (le forchette sono compostabili, come piatti e salviette) di hamburger e mi sento bene. Incredibilmente pronta a rituffarmi nel lavoro, con ritrovata fiducia: qualcosa mi dice che riuscirò a rispettare le scadenze pre-natalizie, ad azzeccare tutti i regali di Natale (tranne quello per il papà, ma ormai è un grande classico) e a sopravvivere all'ultimo giorno della settimana. Io esco, altre persone entrano, altre ancora sorpassano le grandi vetrate esterne facendo ampi gesti di saluto con le braccia. Simone ferma “Simo” per comunicare che:”Se hai altri pompelmi te li compro!”. Sì, perché sotto il glicine è tutta un'altra storia e Va Pensiero la scrive con gentilezza, rara e preziosa.

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scritto da:

Martina Tallon

Amo mangiare ma sono sempre a dieta, non riesco mai a stare ferma anche se alla guida sono un pericolo, adoro andare per locali però sono un po' tirchia. Le contraddizioni sono il mio pane quotidiano: mai prendersi troppo sul serio.

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