I traguardi europei del 2020 in merito al benessere degli animali

Pubblicato il 27 gennaio 2021 alle 20:12

I traguardi europei del 2020 in merito al benessere degli animali

Secondo un'analisi effettuata da Slow Food il 2020 è stato un anno incoraggiante per il benessere degli animali in Europa anche se il traguardo è ancora lontano. Scopriamo perché

Il 2020 è stato un anno incoraggiante per quanto riguarda il benessere degli animali in Europa. È quanto afferma Slow Food in un'analisi pubblicata sul sito della Fondazione in questi giorni.

L’Unione europea, infatti, ha fatto importanti passi in avanti per migliorare il modo in cui gli animali da allevamento vengono trattati e le condizioni in cui vivono: dall’etichetta sul benessere animale alle condizioni di trasporto degli animali vivi, fino alle alternative alle gabbie. Tuttavia la conclusione della battaglia per assicurare loro una dignitosa condizione di vita è ancora lontana. 

Vediamo le sue tappe principali. 

I problemi principali: il costo sanitario ed ambientale dell’allevamento intensivo

Come si evince dallo studio di Slow Food "nell’attuale sistema zootecnico, sono gli animali a pagare il prezzo più alto: le fattorie, infatti, spesso considerano gli animali come commodity o come una vera e propria macchina produttiva. Vivono rinchiusi in gabbie strette o confinati in spazi angusti, dove trascorrono un’esistenza breve e dolorosa. Vivere in queste condizioni, peraltro, rende gli animali più suscettibili a sviluppare malattie. In molte fattorie che praticano l’allevamento intensivo, infatti, vengono regolarmente somministrati loro vaccini e antibiotici, ma questo rappresenta un rischio anche per chi consuma la loro carne. Pensate che il settore zootecnico dell’Ue consuma più antibiotici del settore medico umano e tutto ciò contribuisce a incrementare la resistenza agli antimicrobici, un fenomeno che nell’Unione Europea provoca 33.000 decessi all’anno."

Prosegue Slow Food nell'articolo in merito: "l’allevamento intensivo minaccia anche la sostenibilità ambientale, la salute umana e il sostentamento dei piccoli agricoltori e delle comunità rurali. In virtù dell’elevata domanda di carne e di esportazioni in Europa, è oggi più che mai necessario valutare attentamente le conseguenze dell’allevamento intensivo degli animali sulla salute dei cittadini e dell’ambiente e garantire che gli allevatori di piccola scala siano in grado di sostenere le loro attività, assicurando al tempo stesso il rispetto del benessere degli animali."

Le principali tappe del 2020

1- L'intento del Regno Unito di vietare l'esportazione di animali vivi
Il Ministro dell’Ambiente britannico, George Eustice, ha annunciato a dicembre 2020 che Inghilterra e Galles stanno pianificando di vietare l’esportazione di animali vivi da macello e da ingrasso. Il Regno Unito sarebbe il primo Paese d’Europa a farlo.

2- Maggiore consapevolezza dei consumatori europei
In Europa i consumatori si mostrano sempre più attenti e desiderosi di essere informati in maniera più approfondita sulle condizioni in cui gli animali vengono allevati, spinti dalla determinazione a porre fine alle pratiche di maltrattamento. Si legge nell'articolo: "Un cambiamento di mentalità, questo, testimoniato dal successo riscosso dall’Iniziativa dei cittadini europei intitolata “End the Cage Age“, sostenuta da più di 170 organizzazioni tra cui Slow Food, che ha raccolto più di un milione e quattrocentomila firme. Il messaggio lanciato dai cittadini alle istituzioni europee è stato chiaro: è tempo di abolire l’uso delle gabbie negli allevamenti di tutta Europa."

3- Verso un sistema di etichettatura per il benessere animale
Ormai la ricerca della provenienza del cibo è una pratica sempre più diffusa ed è avvertita come un vero e proprio diritto. Ad oggi, però, manca un sistema di etichettatura adeguato e si  impedisce ai consumatori di fare scelte alimentari consapevoli. Inoltre, secondo l'analisi effettuata da Slow Food, non si premiano adeguatamente gli agricoltori che scelgono sistemi più rispettosi del benessere degli animali.
Per questo la Commissione europea ha mosso i primi passi verso una maggiore e migliore etichettatura che riguarda proprio il benessere animale. 

4- Business VS sofferenza degli animali
Nell'analisi di apprende: "Ogni anno, sono milioni gli animali che per ragioni commerciali vengono trasportati, sia internamente all’Ue sia in paesi terzi, viaggiando per diversi giorni di fila in condizioni terribili. A causa di modalità di trasporto inadeguate, non accade raramente che gli animali subiscano gravi lesioni, e che altri ancora muoiano dopo aver patito atroci sofferenze." Un altro passo importante in questo senso è stato effettuato dal Parlamento europeo che ha votato a favore dell’istituzione di una commissione d’inchiesta per indagare sul trasporto di animali vivi attraverso e fuori dall’Unione Europea. 

L'impegno di Slow Food

Slow Food lavora attivamente per promuovere un approccio olistico al cibo e all’agricoltura. La fondazione si impegna a sensibilizzare gli italiani su una tematica importante: l'adottare buone pratiche che assicurino il benessere degli animali non solo perché rispettano gli animali come esseri senzienti ma anche perché vanno a beneficio di produttori, consumatori e naturalmente dell’ambiente. In questo discorso si inseriscono i presidi Slow Food che possono avere un impatto diretto sul benessere degli animali in quanto i protocolli di produzione che coinvolgono il bestiame rispettano le linee guida di Slow Food in materia di razze, alimentazione e riproduzione.

Per questo propone un progetto importante: l'’etichetta narrante per scoprire la storia di ogni prodotto. L'idea è quella di inserire sulla confezione di ogni prodotto informazioni dettagliate sui produttori, zona di origine dell’alimento, varietà vegetale o razza animale utilizzata, tecniche di coltivazione o di allevamento adottate, i protocolli di lavorazione e il rispetto delle disposizioni in materia di benessere degli animali.
Slow Food ribadisce, così e ancora una volta, il suo impegno per il pieno riconoscimento del benessere animale come elemento delle future strategie dell’Ue sulla sostenibilità del sistema alimentare.

Qui puoi trovare l'intera analisi di Slow Food. 

Photo Credits: Foto di Christian B. da Pixabay 

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scritto da:

Irene De Luca

Agenda, taccuino, registratore e macchina fotografica. Attenta alle nuove tendenze ma pur sempre “old school inside", vago alla ricerca di ispirazioni, di colori, di profumi nuovi per raccontare una Milano che poi tanto grigia non è.

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