Il ricettario 'Buon cibo' di Knorr per riscoprire la cucina del passato

Pubblicato il 24 novembre 2020

Il ricettario 'Buon cibo' di Knorr per riscoprire la cucina del passato

Knorr realizza un ricettario con il CREA Alimenti e Nutrizione che riparte dalle origini per "salvare il futuro". Il libro in versione digitale è disponibile gratuitamente online

A volte per affrontare il futuro bisogna conoscere il passato e soprattutto riprenderlo. È infatti ai nonni, alla loro cultura e alla tradizione italiana che si rifà Knorr, la nota marca di dadi e altri prodotti alimentari destinati alla grande distribuzione. 

Infatti, che i nonni abbiano spesso ragione è cosa risaputa. Che sappiano anche mangiare meglio di noi, ogni tanto lo dimentichiamo. Eppure, gli esperti e i dati lo confermano: la cosiddetta "cucina povera" del passato è infatti sempre più apprezzata. 

È alla terra che dobbiamo ingredienti semplici che, preparati ad arte, hanno il potere di fornire nutrimento e sostentamento. Legumi, verdure, cereali grezzi sono alla base di un'alimentazione corretta e questi sono proprio gli ingredienti principali di cui si alimentavano le generazioni di 60-70 anni fa. Allora perché non rifarsi a questo loro sapere per imparare ad affrontare il domani? Ecco la sfida lanciata da Knorr che propone, in collaborazione con il Centro di ricerca CREA Alimenti e Nutrizione, un programma ed un ricettario dal nome evocativo: Buon cibo. 

Il ricettario 

Dalla "Crema che fa bene all'ambiente" alle "Trofie che promuovono la biodiversità agricola" alla "Pasta con il superfood della tradizione". Buon cibo rappresenta un collettore innovativo di ricette presentate sulla base del loro effetto sulle persone (quindi dal punto di vista nutrizionale) o sul pianeta (quindi dal punto di vista ambientale), mettendo in evidenza l’importanza di un approccio consapevole all’alimentazione. “La gran parte dei cibi utilizzati - commenta Mariangela Capolupo, Marketing Manager Unilever Knorr - che aiuteranno a salvaguardare il pianeta sono facilmente reperibili in Italia, come ad esempio noci, lenticchie, farro, spinaci, cime di rapa, fagioli, semi di sesamo, fiori di zucca. Parliamo di “cibi del futuro” ma effettivamente si tratta dei cibi della nostra tradizione, cibi del “passato”, sempre protagonisti della cucina dei nostri nonni”

Commenta il dott. Andrea Ghiselli, Dirigente di Ricerca CREA Alimenti e Nutrizione: “Legumi, cereali, frutta secca sono alimenti che ci consentono di aumentare la quota di proteine vegetali della dieta e questo è un elemento estremamente importante da tenere presente perché più alimenti vegetali mangiamo e più siamo protetti con un dimostrato effetto anche sull’aumento della longevità”. 

L'obiettivo di Buon Cibo

Buon cibo è un libro ma anche un programma che ha per obiettivo quello di fornire delle soluzioni concrete all’insegna di un'alimentazione più varia, a base più vegetale e fondata su scelte più sostenibili. Si inserisce all’interno dell’impegno più ampio del brand: favorire la costruzione di un futuro più sano e più verde. L'obiettivo di Buon cibo è far sperimentare alle generazioni più giovani un nuovo modo di mangiare: un programma che coinvolge tutta la famiglia con l’obiettivo di far avere un’esperienza diretta con il nuovo cibo del futuro.

Avviato nel 2019 sulla base della ricerca “The Future 50 Foods Report”, realizzata in collaborazione con il WWF UK, il programma si inserisce all’interno dell’impegno più ampio del brand Knorr a livello globale di aiutare le persone a scegliere un’alimentazione più varia, a base più vegetale e fondata su scelte più sostenibili per arrivare, insieme, alla costruzione di un futuro più sano e più verde.

Protagonisti del ricettario, sono ovviamente alcuni dei 50 cibi del futuro, che poi son quelli del passato. 

Verso un'alimentazione più sana e consapevole

Commenta Ghiselli: “Il progetto Buon Cibo risponde alla perfezione alle raccomandazioni dell'ultima revisione delle Linee Guida per una Sana Alimentazione secondo le quali, per migliorare la salute dell’uomo e quella dell’ambiente in cui vive, è necessario aumentare il consumo di prodotti vegetali: cereali integrali, frutta, verdura e legumi e frutta secca in guscio il cui consumo è basso nella popolazione occidentale, Italia compresa. Il ritorno alle abitudini alimentari mediterranee più salutari potrebbe essere favorito, almeno nel nostro Paese, proprio da cultura e tradizioni alimentari tipiche della parte più anziana della popolazione”. 

La ricerca "I 50 cibi del futuro" con il WWF

Se è vero, come ha rilevato la ricerca “I 50 cibi del futuro”, che oggi soltanto 3 ingredienti (riso, mais e grano) forniscono quasi il 60% del fabbisogno calorico nel mondo, solo 12 coltivazioni e 5 specie animali rappresentano il 75% di ciò che mangiamo, allora risulta quanto mai urgente andare a identificare tutti gli altri alimenti capaci di preservare l’ambiente.

L'appello alle grandi aziende

“È un dato che deve far riflettere tutti e deve far muovere le grandi aziende, come Unilever Knorr, per promuovere e sensibilizzare i consumatori verso scelte più sane e sostenibili per gettare le basi di un futuro migliore per noi e per le prossime generazioni. Il programma si inserisce all’interno di una volontà più ampia del brand a livello globale, che è quella di avere un impatto sul futuro e di aiutare 2 miliardi di persone a mangiare meglio, per se stessi e per il nostro pianeta entro il 2025” commenta Barbara Cavicchia, Marketing Director Food&Beverage.

L'alimentazione dei nonni 

In Italia, fino alla metà del secolo scorso ci si nutriva principalmente di alimenti semplici, poco lavorati, provenienti da agricolture più vicine. Poca carne e poco pesce. Tanta verdura e soprattutto tanti legumi che andavano a sopperire il fabbisogno proteico settimanale.
Secondo lo studio Knorr "I dati di consumo dei legumi mostrano un consumo pro capite settimanale di circa 80 grammi, riconducibile a circa 11 grammi al giorno che tradotto in porzioni corrisponde a poco più di una porzione a settimana. Secondo le Linee Guida per una sana alimentazione italiana ne dovremmo invece mangiare almeno 3-4 porzioni a settimana. Si evidenzia quindi una distanza tra raccomandazione e consumo che è ancora più marcata in alcune fasce di età: più della metà (54%) dei bambini italiani non consuma affatto legumi e solo il 19% li mangia 2-3 volte a settimana. Relativamente ai vegetali risulta molto chiara la netta distinzione tra le generazioni: i bambini ne consumano 28 grammi al giorno e gli anziani 53 e gli adulti stanno in mezzo con 43 grammi al giorno."

I dati forniti dal CREA AN e relativi ai mesi scorsi (marzo - maggio 2020) indicano come lo stare di più in casa abbia inciso positivamente sullo stile alimentare. La ricerca ha evidenziato infatti un aumento dei consumi di verdura (nel 33% dei casi) e dei legumi (26,5%). Ma non solo: sembra maturata anche la sensibilità ambientale e sono maturate le abitudini ecosostenibili come fare la raccolta differenziata (86%), come conservare e consumare alcuni alimenti acquistati in eccesso (83%) oppure mangiare tutto incluso gli avanzi (80%).

Il ricettario è disponibile gratuitamente online a questo link.
Sempre online sono disponibili altre ricette legate al programma a questo link

Photo Credits: Foto di Pexels da Pixabay 
 

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scritto da:

Irene De Luca

Agenda, taccuino, registratore e macchina fotografica. Attenta alle nuove tendenze ma pur sempre “old school inside", vago alla ricerca di ispirazioni, di colori, di profumi nuovi per raccontare una Milano che poi tanto grigia non è.

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