In un momento come questo, in cui il Covid e i conseguenti DPCM hanno costretto tutti i locali a chiudere la sera, a salire decisamente in cattedra gli altri due momenti-principe della ristorazione: il pranzo e l’asporto. Due esperienze mangerecce assai distinte, ma entrambe calzanti a pennello per una ben precisa tipologia culinaria: quella orientale nippo-cinese.
A pranzo, infatti, alternativa al classico “lunch menù a prezzo fisso” giustamente proposto con successo da moltissimi locali italiani, è una bella scorpacciata di sushi (magari all-you-can-eat). Alla sera, poi, ordinare online la tua cena giapponese o cinese d’asporto, oppure fartela consegnare comodamente a domicilio, è quanto di meglio possa accompagnare sul divano la visione di un bel film o di una serie tv. Un piccolo grande dono che ogni tanto possiamo farci per evadere da questo difficile periodo.

 
Venendo in medias res, sappiamo tutti benissimo che l’orient-mania è in realtà bella che esplosa da un pezzo, e i locali nippocinesi dominano e proliferano quasi quanto gli uomini dagli occhi a mandorla in molti film ambientati nel futuro. Però c’è un però: è infatti ancora molto, molto difficile trovare ristoranti seri, dove poter gustare le cosiddette specialità culinarie “sino-giappo” con una certa qualità. Soprattutto se esci dalla Marca. Pur non trovandoci a Milano, infatti, in provincia di Treviso possiamo ritenerci abbastanza fortunati: qui i ristoranti orientali in cui appagare occhio e palato non mancano. Da un paio d’anni, ce n’è uno in particolare che starebbe bene in molte metropoli: è il Dinzu, fiammante pianterreno del Centro Leonardo di Quinto, presso il BHR Treviso Hotel.

 
Pur non chiedendoti affatto d’ipotecare un rene per entrarci (12.90€-16.90€-24.90€ i tre facoltativi all-you-can-eat, pranzo light, pranzo completo e cena), il Dinzu si presenta subito come un ristorante orientale di raro profilo; di quelli dove, cioè, anche l’atmosfera e il design sono studiati e curati nel dettaglio, al punto da offrire al cliente un’esperienza davvero suggestiva. Soprattutto nelle salette privé, l’accendersi dei raffinati giochi chiaroscurali su cui un ingegnere della luce ha basato l’illuminazione del ristorante, regala una nota di calore, modernità e filosofia Zen che s’intrecciano, accogliendoti e stupendoti. L’ultima sorpresa, poi, la trovi al tavolo: installato sul bordo, ecco un Apple iPad che va a sostituire il classico menu, e trasforma la fase di scelta di vini e pietanze in un giro in giostra capace di mettere subito in discesa qualsiasi tipo di serata. Ci si diverte, al Dinzu.

 
Il vero piatto forte del Dinzu, però, rimane quello che esce dalla cucina. Anzi, “quelli”, dato che in un ristorante orientale, specie di tale spessore, risulta praticamente impossibile fermarsi ad una sola pietanza. Forte infatti della sua lunga gavetta italiana (in primis tra i ristoranti di Roma), il titolare Xia Yin ha addestrato la sua squadra di cuochi e sushimen in modo tale da impreziosire la cucina cinese e quella giapponese con materie prime, sapori, odori e tecniche della miglior scuola che esista: la nostra, quella mediterranea.

 
Sfogliando il tablet del Dinzu, oppure il suo menù online per ordinarti la cena a domicilio, puoi immergerti in una selezione di specialità nippocinesi che, per varietà, qualità e creatività, teme ben pochi avversari a Treviso e provincia. Qui infatti trovi le classiche pietanze dell’Estremo Oriente, ma che a differenza di molti altri posti, il Dinzu prepara con bassissimo uso di condimenti grassi, prediligendo semmai una misurata distillazione di salse speziate fatte in csa. Dal sushi ai ravioli al vapore, dal riso alla cantonese alle tartare di tonno e salmone, ogni cosa al Dinzu viene impiattata con classe, lasciandoti in bocca un godibile retrogusto di leggerezza.

E poi i piatti creativi: dagli entreé ai dessert, l’intero menu propone varianti sul tema che incrociano ingredienti esotici con le ricette più disparate. Personalmente ho adorato il Roll 115, un pregiato e abbondante “fuori menu” inventato di sana pianta in queste cucine; ma pure gli svariati Black Nigiri preparati col riso venere sanno il fatto loro. E che dire della frutta caramellata, servita dentro un nido di zucchero di canna filato?

 
Ultima doverosa menzione ad una componente importantissima per ogni Veneto degno di questo nome, ma tutt’altro che scontata nei ristoranti nippo-cinesi: il vino. Beh, la carta-vini del Dinzu è stata  selezionata scrupolosamente da un sommelier appassionato di cucina orientale, e presenta una scelta di rossi, bianchi e bollicine (soprattutto bollicine) davvero ideale per abbinarsi alle innumerevoli prelibatezze del menu. Che sia terra, che sia mare, che sia vegetariano o che sia di tutto un po’, il tuo pranzo e la tua cena trovano sempre il nettare con cui sposarsi. Un vero matrimonio enogastronomico, di colore un po’ giallo e un po’ biancorossoverde.


 

  • RECENSIONE
  • SUSHI
IN QUESTO ARTICOLO
  • Dinzu

    Via Postumia Castellana 32, Quinto Di Treviso (TV)

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