Il gusto di Corfù sulle tavole di Lecce

Pubblicato il: 4 marzo 2020

Il gusto di Corfù sulle tavole di Lecce

Viaggio in terra ellenica alla scoperta di un menù originale e gustoso

Dove andiamo a cena stasera? Stupiscimi. Beh, se mi lasci carta bianca ti porto da Elleniko, il primo vero ristorante di cucina tradizionale greca a Lecce. Una rivelazione! Che poi, se ci pensi, quella greca è una cucina molto simile alla nostra, considerando il fatto che affonda le proprie radici nella tradizione mediterranea. In tavola un tripudio di sapori, piatti semplici e al contempo gustosi, molto saporiti, spesso a base di ortaggi, formaggi e carne di maiale o agnello. 

Come prima cosa va fatta una doverosa introduzione sulla location: le classiche tonalità del bianco e dell’azzurro sono unite a dettagli di arredamento a tema e danno una calorosa accoglienza. Alle pareti i quadri ci riportano nel blu delle isole greche, e soprattutto a Corfù, riconosciuta patrimonio mondiale dell’Unesco, da dove arrivano le ricette che lo chef Elia porta in tavola.

Prima di addentrarci nel menù vero e proprio, ci tengo a fare un’ultima precisazione. Il buon cibo è importante, si sa, ma anche la professionalità dello staff gioca un ruolo importante nel mondo della ristorazione. È bene sapere da Elleniko ci si sente come a casa. L’accoglienza è impeccabile, così come l’attenzione ai minimi dettagli: per qualsiasi esigenza non bisogna fare altro che chiedere a Martina, la giovane direttrice del locale, che da perfetta padrona di casa accompagna gli ospiti durante un “viaggio multisensoriale nel gusto della Grecia”.

Un viaggio che prende forma non appena ci si addentra del menù. La scelta si può rivelare ardua, per questo potrebbe essere un’idea vincente quella di optare per l’antipasto della casa: un mix di portate, che introducono meravigliosamente la cucina di Elia. Da provare le tirocrocchette di formaggi misti fritte, croccanti fuori e filanti all’interno. Una tira l’altra, come le ciliegie.

Stesso risultato con il saganaki, una fetta di feta avvolta in pasta fillo e poi fritta, che ben si accompagna a del succo di limone che le dona il giusto tono di acidità. Anche in questo caso il contrasto tra sapori e consistenze è veramente piacevole. Ottime anche patate gremisti, ripiene di formaggi e bacon, cotte al forno; un piatto che di solito piace molto anche ai bambini.

Deliziosa anche la melanzana imam, semplice ma sfiziosa, disponibile anche in versione vegetariana o vegana. Di cosa si tratta? Com’è intuibile di melanzane al forno ripiene di cipolla e pomodorini, che possono essere poi servite con ciuffetti di basilico e formaggio grattugiato. Vanno bene anche per chi è a dieta, visto il basso contenuto calorico. Un consiglio spassionato? Sono da assaggiare con della pita greca, tipico pane lievitato utilizzato e diffuso nella cucina tradizionale di tutto il Mediterraneo, che spesso accompagna varie salsine tra cui lo tzatziki.

Primo tra i primi… non può che essere la celeberrima moussakà, affine alla parmigiana di melanzane nella versione siciliana (con ragù di carne). Nello specifico si tratta di uno sformato a base di melanzane, patate e carne tritata in diversi strati, fatto cuocere in forno e guarnito con una spessa copertura di besciamella gratinata. Anche questo piatto regala grandi soddisfazioni e si sposa meravigliosamente con la birra locale, magari una Mithos bionda.   

Per la scelta del secondo piatto, se si è indecisi, ci si può far consigliare da Andrea, colui che, insieme a un gruppo di imprenditori, ha avuto l’idea di rilevare questo locale e di migliorarlo laddove possibile, per garantirne la continuità. Spesso è in cucina con lo chef Elia, e grazie alla sua decennale esperienza nel settore nonché all’innata passione per la cucina, porta avanti un percorso continuo di ricerca attraverso l'elaborazione di nuovi accostamenti. 

Tra le ricette più apprezzate c’è l’agnello al vino, un piatto che è diventato ben presto leggenda e viene servito su purè di patate e roll di pannocchia abbrustolita. La morbidezza della carne, che si scioglie letteralmente in bocca, la si deve a una lenta cottura di circa 5 ore immersa nel vino bianco. Una volta raggiunta la consistenza burrosa viene servita col tocco di classe di Andrea: una riduzione di primitivo, senape, peperoncino e marmellata di fichi.

 
 

  • RECENSIONE

scritto da:

Laura Sorlini

Vanta un’esperienza giornalistica competente e versatile maturata in anni di redazione. Appassionata di enogastronomia e turismo e sommelier, è alla continua ricerca di aspetti ed eventi da raccontare nelle rubriche che cura periodicamente per alcune delle più autorevoli riviste di settore.

IN QUESTO ARTICOLO
  • Elleniko

    Viale Dell' Università 65/B, Lecce (LE)

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