Ho fatto aperitivo in un'altra Venezia, quella cosmopolita del Caffè Ai Crociferi

Pubblicato il: 23 maggio 2018

Ho fatto aperitivo in un'altra Venezia, quella cosmopolita del Caffè Ai Crociferi

Non tutti possono permettersi di proporre lo spritz rivisitato. Almeno non a Venezia, non nel cuore pulsante dei bacari che fanno dell'aperitivo veneziano più famoso al mondo una bandiera. Eppure io ho sorseggiato uno spritz verde pastello, condito con una spruzzata di pepe, in Campo dei Gesuiti. E mi è piaciuto da impazzire.


Ho raggiunto il Caffè Ai Crociferi di giovedì, la serata dove a Venezia non c'è nulla da fare, ma questo vale solo per tutto ciò che resta fuori dal chiostro dell'ex convento, ora location semi-segreta del caffè dell'Ostello We Crociferi. Sono entrata in Campo dei Gesuiti con il fiatone perché i ponti mi fanno questo effetto e a camminare caricando le Insta Stories ci si stanca di più, ma mi è bastato seguire la musica per arrivare dritta al Caffè Ai Crociferi. L'imponente arco che anticipa il chiostro è come un magico portone che traghetta gli audaci dal campo semi-deserto in una dimensione parallela, dove Venezia rivela la sua anima più frizzante e cosmopolita. Basta uno sguardo alla scritta luminosa in fondo al colonnato del chiostro per capire che Berlino è dietro l'angolo e la cosa bella è che, con ogni probabilità, nel chiostro c'è almeno un berlinese intento a godersi il dj set electro-dub, chinato su un tagliere di cicheti, tavolozza gastronomica del venetian taste.


Mi guardo attorno per riprendere fiato e mi accorgo di non saper distinguere tra berlinesi, londinesi, veneziani, mestrini e parigini (se non per i rari casi in cui gli accostamenti calzino-scarpa diventano dettagli accecanti). Qui, il concetto di "turista"e di "locale" si sciolgono come neve al sole perché Venezia, al Caffè Ai Crociferi, diventa un'altra città, capace di dialogare e primeggiare attraverso un'accoglienza genuina fatta di dettagli imperscrutabili, a partire dalla selezione musicale ricercata ma casual fino alla scelta controcorrente di utilizzare bicchieri in PLA, materiale compostabile, anziché in plastica, durante le serate all'aperto. Dettagli, questi, capaci di rendere quello che doveva essere un fugace aperitivo infrasettimanale, un'esperienza tonicizzante. Nuova musica, nuovi volti, nuovi spritz ma nella Venezia che amo.


Qual è il segreto del Caffè AI Crociferi? Che nulla è come sembra, ma che tutto è quello che dice di essere. Mi spiego meglio. Ti saresti mai aspettato di trovare una terrazza sul retro a bordo canale? AI Crociferi c'è, e puoi decidere di sorseggiarci il tuo drink, magari una birra molto local dell'Antoniana (Padova) o delle Corti Veneziane (Dolo) quando nei hai voglia. Avresti potuto immaginare un cinema all'aperto dedicato ai documentari di Internazionale in lingua originale sottotitolata? Probabilmente no, ma il team dei Crociferi ha avuto un'intuizione e la sta per trasformare in realtà. Dietro ogni angolo del Caffè c'è una sorpresa, e una volta svelata lascia in bocca un sapore dolce perché non è artefatta, non è pompata, semplicemente c'è. E vuoi berla d'un fiato.

Mentre ordino al banco il mio spritz rivisitato, non posso fare a meno di guardarmi attorno, come una gazza ladra in gioielleria. Il bancone dei cicheti è in festa: tutto ha un'aria fresca e genuina, sarà perché i prodotti sono locali e provengono dall'area del Nordest italiano con una qualità sempre costante dalla colazione - servita ai clienti dell'ostello in foresteria - fino ai piatti di cucina, passando per gli stuzzichini da aperitivo. E sì, anche vegani e intolleranti al glutine non restano a bocca asciutta: schiacciata gluten-free, panino zen e insalatone sono sempre disponibili. Poi il mio occhio da green-addicted si posa sui Suqqo, succhi spremuti a freddo senza aggiunta di acqua, zuccheri e conservanti. Buono a sapersi, ma ora, ho bisogno di un drink.


Finalmente: si sta facendo strada il blu cobalto delle sere d'estate, le lucine del chiostro si accendono come lucciole e io me ne sto lì, a sorseggiare il mio spritz cullata dall'elettronica super glam di Frank Sinutre. Attorno a me, solo volti rilassati e distesi e un'atmosfera da festival musicale di quelli esclusivi (solo che qui l'ingresso è libero e c'è musica tutti i giovedì della settimana).

Dopo essermi interrogata sull'opportunità di fare il bis, penso a quanto sarebbe bello se il Caffé ai Crociferi sfondasse la sua porta magica per organizzare degli aperitivi in Campo dei Gesuiti? Fermi tutti. Ci hanno già pensato. "L'intuizione vincente". Dovrebbe essere proprio questo il payoff del Caffé.

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scritto da:

Martina Tallon

Amo mangiare ma sono sempre a dieta, non riesco mai a stare ferma anche se alla guida sono un pericolo, adoro andare per locali però sono un po' tirchia. Le contraddizioni sono il mio pane quotidiano: mai prendersi troppo sul serio.

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