​Perché il tiki è tornato di moda (e cosa c’entra un cocktail cubano)

Pubblicato il 19 giugno 2026

​Perché il tiki è tornato di moda (e cosa c’entra un cocktail cubano)

Tra le novità entrate negli ultimi anni nella lista ufficiale dell’International Bartenders Association c’è un cocktail che guarda al passato per raccontare una delle tendenze più interessanti della miscelazione contemporanea. Si chiama IBA Tiki ed è nato a Cuba nel 2022 in occasione del World Cocktail Championship, il campionato mondiale organizzato dall’associazione internazionale dei bartender.

Più che una semplice ricetta, l’IBA Tiki rappresenta il ritorno di uno stile che sembrava destinato a rimanere confinato nei libri di storia dei cocktail. Quello tiki, infatti, è un universo fatto di rum, succhi tropicali, bicchieri scenografici e atmosfere ispirate ai mari del Sud, capace di attraversare quasi un secolo di cultura del bere.

Un omaggio alla tradizione tiki

L’IBA Tiki è stato creato dal bartender cubano Diosmel Mendoza Medrano per il 69° World Cocktail Championship, ospitato all’Avana. La scelta del luogo non è stata casuale. Il drink venne presentato all’interno dell’Hotel Habana Libre, nel ristorante Polinesio, uno spazio che conserva un legame diretto con la storia del tiki.

Quando l’albergo aprì nel 1958 come Hilton, infatti, ospitava uno dei locali della catena Trader Vic’s, fondata da Victor Bergeron, considerato uno dei grandi protagonisti della cultura tiki e creatore del Mai Tai. Dopo la rivoluzione cubana, quell’esperienza si interruppe, ma il fascino di quell’estetica è rimasto vivo fino a oggi.

Non sorprende quindi che il cocktail ideato da Mendoza Medrano sia stato concepito come un tributo a questa tradizione. La sua ricetta unisce diversi rum, note di frutta tropicale, agrumi, zenzero e liquori aromatici, seguendo uno schema che richiama i grandi classici tiki.

Dai mari del Sud a Hollywood

Per capire il significato dell’IBA Tiki bisogna fare un passo indietro. La cultura tiki nasce negli Stati Uniti negli anni Trenta, subito dopo la fine del Proibizionismo. In un periodo segnato da difficoltà economiche e cambiamenti sociali, locali come il Don’s Beachcomber di Donn Beach offrirono ai clienti una forma di evasione attraverso cocktail esotici e ambientazioni ispirate alla Polinesia.

L’idea ebbe successo e venne sviluppata ulteriormente da Trader Vic, che contribuì a diffondere il fenomeno in tutto il mondo. Per diversi decenni il tiki fu una presenza costante nella cultura pop americana, prima di perdere terreno tra gli anni Settanta e Novanta.

La rinascita del tiki

Negli ultimi vent’anni, però, il tiki è tornato al centro dell’attenzione grazie al lavoro di studiosi e bartender che hanno recuperato ricette, tecniche e ingredienti originali. Tra questi, uno dei nomi più importanti è quello di Jeff “Beachbum” Berry, autore che ha dedicato gran parte della sua carriera alla ricostruzione della storia della miscelazione tiki.

L’ingresso dell’IBA Tiki nella lista ufficiale dell’International Bartenders Association nel 2024 rappresenta uno dei segnali più evidenti di questa rinascita. Non si tratta soltanto di nostalgia. Il ritorno del tiki racconta il desiderio di riscoprire cocktail costruiti con tecnica, ricerca sugli ingredienti e una buona dose di immaginazione. Elementi che, a quasi un secolo dalla nascita del movimento, continuano a esercitare il loro fascino.


Foto da ufficio stampa 

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scritto da:

Maggie Ferrari

I miei ricci parlano per me. Scatenata e bizzarra la notte, frenetica e in carriera di giorno. Toglietemi tutto ma non i miei apericena in centro e la malinconia del weekend, quando mi manca Milano.

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