Non c’è niente di meglio che intervistare e scrivere una recensione su un tavolino che guarda direttamente sul blu del mare di Polignano. Una distesa così ampia da avere difficoltà a notare tutte le increspature lontane del mare che assume tonalità e sfumature più scure a seconda della profondità. Come uno screensaver naturale rimaniamo affascinati dall’ipnotico movimento dell’immenso mare che riempie l’affaccio di questo locale, il Caffè Serafini. Potessimo lavorare così tutti i giorni… lo faremmo ad occhi chiusi senza stancarci un attimo.

Discesa lenta verso la meraviglia


Non penso ci possa essere una visuale più romantica, sia per un aperitivo che per anche solo un bicchiere d’acqua. Ovviamente è un’esagerazione vista la vastissima offerta drink e food presente nel Caffè Serafini. Ma partiamo dal principio, dall’ingresso.
L’esplosione della bella stagione ha fatto sì che una manciata di tavolini fossero disposti direttamente sulla piazza, che brilla di un bianco tipicamente pugliese. Occhio ai gradini e alla visuale: qui, scavato nella pietra viva, si sviluppa l’interno del locale, decorato sulla destra di piccole luminarie in legno. Ancora un richiamo alla tipica Puglia che tanto amiamo. Ma il bello arriva alla fine, nell’ultima sala del locale: tutto è illuminato naturalmente dalla vetrata che affaccia letteralmente sul blu: sia mare o cielo.

In Puglia è sempre bella stagione


Dove c’è bel tempo c’è anche bella gente: briosa, con il sorriso sempre in faccia e che è tanto grande da diffondere la sua radiosità anche agli occhi che sbucano dalle mascherine. Ad accoglierci c’è un team giovanissimo, scattante e pieno di energia. Ci accomodiamo e iniziamo a chiacchierare con il cuore del Caffè Serafini, Antonio: un ragazzo pieno di idee e molto addentrato nella materia. Ci racconta di essere in primis sommelier e lo notiamo fin da subito nei suoi occhi. Si dedica quotidianamente e con grande dedizione alla cura del suo locale e per questo assurdo 2020.

What’s new?


La novità di quest’anno è la collaborazione con un team di giovani chef, i MalErbe. Per fortuna non troviamo alcun stravolgimento concettuale: la Puglia ed il mediterraneo ci sono sempre, ma rivisitati proprio per offrire qualcosa che andasse ben oltre il solito finger food. Effetto wow assicurato, anche dopo l’assaggio. Parliamo di un carpaccio di ricciola, e quiche particolari; per passare a della semplice (solo in apparenza) pasta fredda con crema di datteri giallo e bottarga. Non ci addentriamo troppo nel menù: lo dice lo stesso Antonioil menu cambia ogni due tre settimane. Se diciamo che è fresco e stagionale non possiamo mica prevedere cosa ci sarà tra un mese… e anche meno!”.

Bilanciamento continuo


È inutile riproporre sempre la stessa solfa di continuo senza ascoltare la clientela”: uno dei modus operandi del Caffè Serafini è proprio questo. Levare via, come delle foglie secche, ciò che non piace e sostituirlo con qualcosa di più brioso, di più fresco. La loro filosofia ben si sposa con la particolarità degli chef con cui hanno deciso di collaborare: tra le peculiarità vi è l’utilizzo di erbe aromatiche che selezionano direttamente dal loro orto: ne sono un esempio i fiori eduli, inseriti con grazia in alcuni dei loro piatti. Si tratta di una cucina semplice ma mai banale.
Aiuto food collaborazione con MalErbe la cui base è Alborebello.

Caffè Serafini è solo una parte


La realtà del Serafini abbraccia tutta la piazzetta antistante l’omonimo bar-ristorante: un albergo diffuso nel cuore di Polignano la cui colazione si consuma al Caffè Serafini. Da essere fulcro centrale della aggregazione mattutina tra ospiti e gestori, ora è diventato un laboratorio a servizio dei loro clienti che soggiornano. Una storia che continua a investire nella sua terra e nel potenziale che, pian piano sta facendo tirare un sospiro di sollievo a tutto il mondo della ristorazione e non solo.

  • RECENSIONE
IN QUESTO ARTICOLO
×