Appassionato fin dall’adolescenza di drink e cocktail, Simone Baggio grazie ad anni di studio ed esperienza è diventato un vero e proprio guru della miscelazione, un “educatore” al saké giapponese, nonché un ricercatore enogastronomico specializzato nel campo del cosiddetto ”Food Pairing”. E’ da questi pressuposti che nasce, 4 anni fa, L’Alchimista – Bistrot e Mescole, il locale più coraggioso, sperimentale ed in continua evoluzione non solo di Castelfranco Veneto... Ma anche di buona parte della Marca. Nelle sue tre aree tematiche (Sala del Desinare, Corte dei Fermentie Sala delle Mescole) ricavate a Palazzo Spinelli-Guidozzi, il secondo più antico di Castelfranco Veneto, incoronate da un terrazzino estivo dove cenare a lume di candela e al chiaro di luna, L’Alchimista conduce i tuoi sensi all’esplorazione di combinazioni di sapori e profumi a cui mai avresti pensato.

Food Pairing, cos’è?

Il Food Pairing è la scienza che associa gli alimenti a seconda del loro composto molecolare ed aromatico. E’ l’architrave della profondissima e costante ricerca enogastronomica che alimenta la proposta culinaria dell’Alchimista, nutrendone gli avventori all’insegna di scoperte sempre nuove. Qui trovi le fragole abbinate al parmigiano reggiano, come il caviale col cioccolato bianco, per esempio. E poi gli spiriti abbinati alle proposte del menù: un mondo da scoprire, una degustazione "food&beverage" tutta da esperire, approcciandotici con coraggio e curiosità. Perché quando accanto alla tartare (altra sublime specialità della casa) Simone ti suggerisce il suo “Daiquiri Twist”, beh, un po’ di fiducia ce la devi mettere anche tu. L’Alchimista è un locale fusion nel senso vero del termine: nei sapori e negli odori, qui, senti un po' di Tokyo e un po' di New York, che impreziosiscono tradizione e qualità ovviamente tutte italiane.

La cucina: Italia, Giappone e una spruzzata di New York City

Se fino ad un anno fa il menù dell’Alchimista, alla voce “cucina giapponese”, proponeva fondamentalmente solo specialità fusion nippoitaliche, nel 2020 Simone Baggio è partito anche con autentiche pietanze giunte dritte dalla cultura gastronomica del Sol Levante. Un punto d’arrivo inevitabile, in un locale così avanguardistico, sperimentale e cosmopolita, ma soprattutto vero e proprio benchmark per tutti coloro che vogliano imparare a degustare il Saké da uno degli unici quattro Educatori ufficialmente riconosciuti e presenti nel Belpaese.
E allora ecco il sashimi e il takoyaki, gli onigiri e il ramen, le tempura, il bao, gli yakigyoza risalenti addirittura alla Seconda Guerra Mondiale. E tanto altro, tutto meravigliosamente suggerito in abbinamento vuoi ad un tipo specifico di Saké, vuoi ad una particolare mescola il cui accoppiamento con quel dato piatto è studiato in base alla scienza del Food Pairing.
Degustare una porzione di Tori No Karaage, i bocconcini di pollo marinati e fritti con Daikon (tipici delle Izakaya di Oita nel Kyushu), sorseggiando una Cachancara (rum bianco Damoiseau, lime e miele millefuori), oppure il suo bel Saké dedicato (ricco di mineralità e fragranze marine) è un qualcosa di davvero fuori dal comune.

Pizze gourmet ne abbiamo?

Grande attenzione, quando siedi all’Alchimista, se la merita tutta pure il menù pizza. E qui parliamo di pizza gourmet, ça va sans dire. Dalla pizza con tartare alla pizza alla carbonara, fino alla classica margherita, qui il punto focale è la suddivisione tra due tipologie d’impasto: quello storico, perfezionato negli anni dal locale, e poi l’impasto “soft 2.0”, una focaccia a maggior percentuale d’acqua, e come tale estremamente digeribile. Abbinamenti? Dai whisky ai gin tonic, dal Daiquiri Hemingway al Botanical, e chi più ne ha più ne metta. Ovviamente, per ogni singola pizza, viene studiato l’accoppiamento molecolare ed aromatico ad un cocktail e ad un saké. Food Pairing, ragazzi, Food Pairing.

Un'esperienza enogastronomica e sensoriale 

Naturalmente, la neonata proposta giapponese, così come la pizzeria gourmet (e gli squisiti snack creativi, hamburger e fish burger in testa) si aggiungono alle più classiche specialità di terra e di mare che, in questi anni, han conquistato innumerevoli avventore del locale. Elencarle tutte, in questo caso, sarebbe davvero eccessivo; prenderne qualcuna ad esempio, farebbe un torto alle altre. Sappi solo che il denominatore comune è sempre lo stesso: profondo lavoro di ricerca e selezione nella materia prima, fantasia e cura nell’elaborazione del piatto, e scientifica applicazione del Food Pairing nel suo abbinamento con vini, drink e Saké.



Insomma: ci sono i posti in cui vai semplicemente a mangiare e a bere, e poi ci sono quelli in cui vai a curiosare e a sperimentare. All’Alchimista fai tutte queste cose e le fai molto bene, all’insegna del divertimento e della scoperta e del convivio di qualità.

  • RECENSIONE
  • COCKTAIL BAR
IN QUESTO ARTICOLO
×