Quando autentiche specialità asiatiche incontrano uno dei prodotti italiani più amati nel mondo, il vino, la serata non può che riservare grandi sorprese.
Ci troviamo nel centro di Firenze, non lontano dal Mercato di San Lorenzo e da piazza Duomo, eppure FirenZen non ha niente a che fare con i circuiti meramente turistici o con i soliti ristoranti asiatici. Presto detto il perchè.

L'ambiente è intimo, caratterizzato dai colori chiari delle pareti in contrasto con quelli scuri dei tavoli e del verde presente in alcuni dettagli dell'arredamento. E proprio il nero e il verde sono  i colori simbolo del ristorante. Colpisce subito la parete dipinta da una nota artista giapponnese, Mari Nishimura: un'esplosione di colori, che a me fa pensare alle mille idee e sfaccettature delle donne. 
Come quella alla guida del ristorante, Teresa Hong, brillante ingegnere chimico di Shanghai, amante dei viaggi e del buon cibo, con le idee molto chiare sull'attività che vuole portare avanti: un ristorante dove mangiare i piatti più rappresentativi della cucina cinese, thailandese, giapponese e coreana, preparati da uno chef cinese, nelle loro ricette originali, senza alcuna contaminazione. Per per pesce e carne Teresa si serve al Mercato Centrale e per gli altri prodotti presso fornitori fidati: non servirebbe mai ciò che a lei in primis non piace.

Ebbene la cena a cui ho partecipato può essere definita una vera e propria Fusion Experience, dove i piatti della tradizione orientale sono stati abbinati in maniera per niente scontata a vini italiani studiati e selezionati dal sommelier Gianluca Gafforio, con l'intento di ricreare ad ogni nuovo sorso un nuovo assaggio. Nessuno sponsor, nessuna grande azienda vinicola, ma vini con un basso grado alcolico, almeno fino al Bolgheri, che ben si abbinano ai piatti della cucina, le cui etichette, disegnate dalla stessa Teresa, riportano essenzialmente il nome del locale. 

La cena comincia con i Mini involtini vegetariani e tempura di papaya verde, accompagnati da una salsa agrodolce deliziosa, in abbinamento (perfetto) ad un Raboso rosè spumantizzato con Metodo Charmat. Ti dico solo che ho fatto il bis.

Arriva uno dei miei piatti preferiti, ma anche uno dei più inflazionati ultimamente in città: Pokè al salmone e tonno, piatto di origini hawaiane, con un'insalata con ravanelli gialli, zenzero marinato, edamame, alghe e avocado, servito con una maionese al wasabi che conferiva al piatto una marcia in più. Senz'altro uno dei migliori mai mangiati e presentati a Firenze, con i suoi ingredienti tagliati e affiancati in maniera perfettamente geometrica. Riguardo all'abbinamento, si va sul sicuro con un Pinot Grigio.

La cena prosegue con Tagliatelle thailandesi con gamberi, il mio comfort food per eccellenza, abbinate ad una fresca Ribolla gialla.

Sorprendenti i Gamberoni al curry giallo thailandese serviti con dischi di riso croccante, abbinati all'aromatico Traminer: la scarpetta nella salsa è d'obbligo.

Il pasto si avvia verso la conclusione con il re dello street food asiatico: Gua Bao, tenerissimo panino cotto al vapore, con una porchetta marinata e cotta lentamente con 13 spezie che si strugge in bocca, abbinato ad un avvolgente Bolgheri.

La serata si conclude con l'abbinamento più sorprendente: un morbidissimo Millefoglie di pan di Spagna al tè matcha con crema Chantilly e ganache al cioccolato fondente, abbinato ad un Malbech veneto, la dimostrazione che abbinare un vino rosso del nord con un dolce al matcha si può. 
La cena è finita e, come ogni bel viaggio che si rispetti, lascia la voglia di tornare presto per una nuova avventura.

(Foto di Matteo Rovella)

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