On My Plate: Slow Food presenta la sua prima challenge internazionale

Pubblicato il 21 gennaio 2021 alle 15:56

On My Plate: Slow Food presenta la sua prima challenge internazionale

Al via la prima sfida per riflettere sulle proprie abitudini alimentari e sugli attori della filiera. Si sono già iscritti tremila giovani da oltre 120 Paesi

Slow Food, rete globale di comunità locali, fondata nel 1989 per contrastare la scomparsa delle tradizioni alimentari locali e il diffondersi della cultura del fast food, ha annunciato oggi l'inzio di On My Plate, la prima sfida internazionale firmata dalla Fondazione.

Di cosa si tratta? Di un un viaggio di sei settimane attraverso il complesso mondo del cibo per scoprire quali azioni possono essere intraprese per migliorare il nostro rapporto con il pianeta e la società. Un percorso che porterà tutti i partecipanti a scoprire il cibo attraverso le diverse tavole per  scoprirne i lati nascosti.
Con la sfida On My Plate Slow Food si pone alla guida degli oltre tremila giovani attiviste e attivisti da 120 Paesi che hanno già aderito. 

L'obiettivo di Slow Food

Insieme ai partecipanti alla challenge, Slow Food intende rilanciare il suo messaggio per un cibo buono, pulito e giusto per tutti: l’obiettivo, infatti, è acquisire consapevolezza e mostrare come un piccolo cambiamento nelle nostre abitudini può avere un impatto positivo e duraturo sulla società e sul pianeta. 

Come racconta Jorrit Kiewik, direttore della Slow Food Youth Network (Sfyn): "viviamo tempi difficili. Una pandemia globale ha intaccato il tessuto sociale, ci tiene al chiuso e più che mai incollati ai nostri schermi. In tutto ciò cresce la morsa delle multinazionali sul sistema alimentare globale: la Gdo rafforza potere e guadagni, mentre contadini, allevatori e artigiani alimentari fanno sempre più fatica a sopravvivere. Eppure il 70% dell’agricoltura destinata all’alimentazione proviene dai contadini e da agricoltori di dimensione medio-piccola che hanno a disposizione solo il 30% delle risorse. Ciononostante, proprio questo anello fragile della catena si è messo in gioco per riempire il vuoto lasciato dalle catene di fornitura globali, adattando il modello operativo per aiutare a contenere la pandemia e nutrire le proprie comunità locali. La sfida On My Plate parla proprio di equità e giustizia nel sistema alimentare e di come è possibile alleggerire il nostro impatto sull’ambiente a partire dal cibo".

Come funziona la challenge On my plate 

Ai partecipanti che si sono registrati sul sito, Slow Food fornirà contenuti inediti e podcast, video e articoli che approfondiscono questi temi e raccontano le storie di chi, da sempre, promuove il cibo buono, pulito e giusto. La sfida è riflettere sulle proprie abitudini alimentari e sugli attori della filiera.

Gli ambassador

Per dare forza alla On My Plate challenge e garantire il successo di questa sfida internazionale, Slow Food ha creato una rete di ambasciatori che si propongono come comunità di leader per guidare la sfida. Sono oltre 130 gli ambasciatori che hanno aderito finora alla campagna su Instagram, tra cui l’agricoltore Carlo Sumaoang dalle Filippine, l’attivista italiana Diletta Bellotti, impegnata nella lotta alle agromafie e l'educatrice Maria Alicia Ramirez dalla Colombia.

C'è ancora la possibilità di diventare ambasciatore o partecipare alla campagna. Per qualsiasi info in più visitare il sito dell'iniziativa. 

Photo Credits: pagina Facebook Slow Food International

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scritto da:

Irene De Luca

Agenda, taccuino, registratore e macchina fotografica. Attenta alle nuove tendenze ma pur sempre “old school inside", vago alla ricerca di ispirazioni, di colori, di profumi nuovi per raccontare una Milano che poi tanto grigia non è.

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