Un locale non convenzionale che ti porta in viaggio nel mondo restando a Gallipoli

Due anni e mezzo di vita non sono tanti, ma nemmeno pochi per un’attività la cui mission è quella di offrire al pubblico una proposta di food & beverage tutt’altro che convenzionale, basata perlopiù sulla ricerca di prodotti di nicchia ricercati e a “tiratura limitata”, provenienti da ogni angolo del mondo e scoperti durante i viaggi gourmet dei giovani titolari. Due anni e mezzo, dicevamo, durante i quali la clientela locale ha imparato prima a stupirsi e poi ad amare quanto Deborah e Gabriele sapessero fare.


Al di là delle restrizioni covid, infatti, questo locale di norma è aperto dal mattino sino a tarda notte, pronto a rispondere in maniera eccellente a ogni richiesta e, anzi, a soddisfare finalmente sollecitazioni che fino a ora non avevano avuto risposta concreta. Si inizia, per esempio, con il momento colazione, fondamentale per ingranare la giusta marcia e proseguire con la carica necessaria.


Ce n’è davvero per tutti i gusti, dalla classica colazione italiana, con cappuccino e cornetto appena sfornato alla tipica continentale, che spesso somiglia più a un brunch, e offre un’ampia scelta tra muffin, pancakes da comporre con granelle, creme, chips di frutta, sciroppi, burro arachidi, e ancora donuts, uova strapazzate o all’occhio di bue, club sandwich, bacon, spremute per finire con dei fantastici french toast in versione dolce e salata.
Ma andiamo con ordine. I cornetti hanno impasti veramente spaziali, top quello multicereali, e sono farciti al momento con gusto singolo o doppio: creme classiche, cioccolato, confetture, miele e yogurt, burro di arachidi, crema di noci, pistacchio, arancia e curcuma… e via dicendo.


Stessa storia anche per il caffè, espresso ma non solo. Non è il solito marchio visto e rivisto, ma un prodotto artigianale siciliano tostato a legno che segue una delicatissima lavorazione, secondo metodi e ricette originali risalenti agli anni Venti. Ma non è finita qui. Dal mondo, infatti, tantissime altre tipologie di miscele che soddisfano il palato degli intenditori, ma anche la curiosità degli inesperti. C’è quella etiope, la cui caratteristica è la spiccata acidità, che richiama una nota verde e acerba, in quanto i chicchi appena raccolti vengono direttamente tostati saltando il processo di essiccazione, poi c’è quello del Guatemala, decisamente più morbido e con tostature intense, il decaffeinato naturale della Costa Rica, ottenuto a seguito di numerosi e frequenti lavaggi in acqua, poi il caffè turco, più aromatico rispetto agli altri, grazie alla presenza del cardamomo, e che segue un procedimento con la sabbia rovente di marmo bianco.


E così via. Si apre un mondo talmente vasto che servirebbero pagine e pagine per non tralasciare alcun dettaglio; il consiglio è quello di provarli tutti, non prima di essersi fatti raccontare la loro storia. Perché è anche questa la passione di Deborah e Gabriele, veri e instancabili taste hunter: viaggiare, conoscere e trasmettere storie e tradizioni.  Se non l’avessi ancora capito, non si tratta di un servizio standardizzato, bensì di una incessante ricerca di prodotti artigianali, frutto di una selezione unica, che si allontanano dal “tipico” con l’obiettivo di differenziarsi e di stupire, in positivo ovviamente.


Se nel mentre ti è venuto un leggero languorino, beh ti avviso che non puoi andare ai Laboratori Urbani senza provare uno di quelli che a mio avviso rimarrà a lungo tra i loro cavalli di battaglia: il French toast, salato come prevede la ricetta originale, oppure in versione dolce con nutella, caramello, pesca o mela caramellata e via dicendo. C’è chi lo gradisce di prima mattina, chi lo vede come protagonista indiscusso del brunch domenicale, chi lo predilige per una pausa pranzo di gusto e chi per merenda o apericena. Insomma ogni momento è buono per farsene uno! In cosa consiste? In tre strati di pura felicità tostata al burro e farcita a scelta: cheddar e bacon, con uovo all’occhio di bue sopra e una spruzzata di sciroppo d’acero compongono la rivisitazione che più adoro.


 Altro punto di forza sono le tapas gourmet che Deborah e Gabriele si sono inventati per accompagnare l’aperitivo o per stuzzicare l’appetito. Anche queste non hanno orario e limite alla fantasia. Nel dettaglio sono delle selezioni miste di crostini (10 pezzi per ogni porzione), studiate con accostamenti di sapori e consistenze veramente eccezionali, delle esplosioni di gusto in bocca. Un paio di esempi: quella con mortadella, fontina, pesto di pistacchio e pomodorino secco, oppure squacquerone, capocollo calabrese e confettura ai frutti di bosco, ma anche salsa al mango, bacon croccante e pera fresca e in tema stagionale quella con ricotta, noci, fave tostate e tartufo.


E mentre Deborah studia ed esegue nuovi esperimenti in cucina, dietro al bancone del bar Gabriele crea il perfetto cocktail da abbinare a ogni portata ma anche da bere in solitudine per rilassarsi. Non fatevi ingannare dall’apparenza: nonostante la giovane età, il ragazzo ha in tasca oltre 10 anni di esperienza, innumerevoli corsi di perfezionamento e masterclass in tutta Italia tra cui una formazione presso l’istituto Jerry Thomas, vero tempio della mixology nel cuore della capitale. Cosa significa questo? Che qui si beve veramente bene! E si beve su misura!


A te non resta che comunicare il tuo gusto e lui penserà a costruirti un drink sartoriale. Vale sempre e comunque la regola del “lessi is more”: pochi ingredienti ben bilanciati per dare vita a un cocktail spaziale ma con i sapori definiti, in un sapiente gioco di contrasti. La mixology, infatti, è una scienza esatta, un po’ come la cucina, per cui rispettare le corrette dosi è la regola numero uno per ottenere il cocktail perfetto.
Tra i nostri preferiti annoveriamo la loro versione del Martini cocktail, fatta con London dry gin, dry vermouth, una minima quantità di scotch whisky che dona una nota smokey e altrettante gocce di liquore alla vaniglia. A fine giornata scende che è un piacere. Per chi ama i drink secchi, gettonatissima anche questa variante del Negroni, con gin olandese (con retrogusto di oliva verde matura), liquore al chinotto e vermouth rosso italiano. Un drink che mantiene la struttura del negroni, ma ha un carattere completamente diverso.
 


Ovviamente la drink list, oltre a essere incisa a fuoco nella mente di Gabriele e del suo staff, la si trova anche scritta nel taccuino del viaggiatore, un menù molto grazioso e illustrato a penna che diventa anche un piacevole intrattenimento oltre che un modo per conoscere la storia dei Laboratori e degli ingredienti che vengono utilizzati in ogni proposta. Non manca un menù dedicato ai bimbi e persino uno per i nostri amici a 4 zampe, con tanto di pappadelle al cinghiale, fettuccine allo scoglio o ciotole di croccantini in diversi formati. L’acqua fresca è sempre in omaggio.


Ma prima di passare al servizio da asporto e delivery, volevo raccontarti in breve anche delle birre. Ovviamente artigianali, sia quelle in bottiglia, il cui packaging è creato da artisti veri e propri, sia quella alla spina con impianto a caduta, che qualitativamente è imbattibile. Curiosa la selezione, tutta da scoprire, con referenze da tutto il mondo e in diverse tipologie, in grado di soddisfare tutti i palati per gusto e gradazione.


Una piccola anticipazione: mentre aspettiamo l’uscita del nuovo menù (evento posticipato causa covid), ricordiamo che tutti gli sfizi sia dolci sia salati sono disponibili anche per l’asporto e il delivery, nessuno escluso.
Dai prodotti per la colazione alle gustosissime tapas per l’aperitivo, dai gettonatissimi french toast alle pucce, dal caffè d’asporto ai più svariati drink. Sì, hai capito bene: l’estro di Gabriele non ha limiti e ha studiato un modo per recapitare a casa della gente tantissimi cocktail già pronti o da completare con piccoli e semplicissimi passaggi. E se purtroppo si perde il piacere di berlo al bar, in compagnia degli amici di sempre, almeno il gusto rimane inalterato. 


E per quando potremo finalmente tornare a vivere la normalità, un cenno doveroso anche all’arredamento del locale, che prende spunti ma non si identifica con nessuno stile definito: è lo stile di Gabriele, diplomato arredatore e designer con la passione per la mixology,  che nei suoi Laboratori Urbani ha portato tutta la sua esperienza per fonderla con quella della compagna Deborah.


Da qui anche il logo del locale, formato da due mani che lavorano in maniera sinergica e muovono i fili della loro creatività. Una sinergia che si respira fin dal primo momento che si varca la soglia; la sinergia tra due menti creative che ogni giorno lavorano con passione e condividono appieno un’idea e un sogno. Quello di lasciare tutti a bocca aperta dalla meraviglia!
 
 

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