​Il manifesto per rilanciare, e salvare, la ristorazione italiana a firma dei grandi chef

Pubblicato il 24 aprile 2021 alle 06:32

​Il manifesto per rilanciare, e salvare, la ristorazione italiana a firma dei grandi chef

I ristoratori italiani presentano le loro richieste d’aiuto al governo e le hanno inviate al Corriere della Sera che si è fatto portavoce. Anfitrione, Massimo Bottura.

#UnitiPerRipartire non poteva mancare anche un hashtag a raccogliere tutte le proposte pensate dai grandi della ristorazione italiana, ma a nome di tutti, anche dei piccoli. Un manifesto anche a nome di quelli che nel frattempo, in questo annus horribilis, hanno chiuso.

Lo ha lanciato Cook, il mensile gastronomico del Corriere della Sera, chiedendo a  cuochi stellati e osti, da Nord a Sud, di dare le loro testimonianze. Hanno risposto in oltre 50 scrivendo le loro richieste con un pennarello su un foglio di carta e lo hanno inviato al mensile.  

“Nella tutela della salute collettiva, che resta la priorità di tutti noi — dicono gli chef al Corriere della Sera —. Quella non deve venire meno, ma neanche la possibilità di lavorare”. Queste le richieste principali raccolte finora:

- una revisione dei codici Ateco che distingua tra i vari tipi di locali, consentendo la riapertura anche all’interno a chi può garantire le norme di sicurezza;

- vaccini subito per chi lavora in cucina e in sala;

- nuovi ristori e aiuti a fondo perduto per sostenere le spese fisse;

- un commissario straordinario per la cucina italiana;

- esenzione fiscale e prolungamento dei finanziamenti garantiti.

Richieste che sembrano ragionevoli se confrontate con i dati impressionanti del settore: dodicimila, secondo Fipe, i ristoranti che hanno cessato definitivamente l’attività; oltre 200 mila posti di lavoro persi nella sola ristorazione, escludendo bar e discoteche. 92 mila in sala e 111 mila in cucina.

Lo Speciale di Cook sulle richieste dei grandi chef




Foto di copertina di StockSnap da Pixabay

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scritto da:

Teresa De Micheli

Firenze, mia croce e delizia. Ti amo e ti odio, ti lascio ma alla fine solo da te torno sempre. Mamma di Londra e papà di Palermo, a Firenze i miei geni "fusion e un pazzarelli" ha trovato il giusto ambiente in cui esprimersi. Tra tradizione ed ultime tendenze, una città da vivere sempre.

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