Due chiacchiere con Denj e Massimo, che hanno fatto ‘all in’ al Castelli in Aria

Pubblicato il: 20 giugno

Due chiacchiere con Denj e Massimo, che hanno fatto ‘all in’ al Castelli in Aria

Malgrado il cognome omologo, sono “semplicemente” amici. Ma la sintonia che trasmettono e che trasuda dal loro super locale di Castelfranco, fa sì che Denj e Massimo Cecchin paiano davvero fratelli. Ai Castelli in Aria trovi riversata tutta l’esperienza, l’energia e la competenza di entrambi: quella di Massimo nel food, e quella di Denj nel beverage. Sono andato in questo grande, innovativo cocktail bar e bistrot, a conoscere in particolare Denj tra un drink pazzesco e una tapas da urlo.
 
Denj, raccontami come nasce il Castelli in Aria.
Abbiamo intrapreso questo mestiere prima dei 20 anni entrambi. Io ho lavorato all’estero, a Londra, in Spagna, facendo molta gavetta… Lui più in Italia. Siamo ambedue molto autodidatti, anche se con una forte base di studio personale: io nel mondo del mixology, del beverage, lui della cucina e della gastronomia. Poi un bel giorno ci siamo stufati di lavorare come dipendenti, e abbiamo deciso di tentare il salto imprenditoriale, aprendo un primo locale tutto nostro: il primo Castelli in Aria.
 

Il primo…?
Esatto. In originale il Castelli in Aria nasce qui vicino, in un’altra sede più piccola, come cocktail bar puro. Fece molto parlare di sé perché fu il primo locale in zona Castelfranco a proporre una mixology molto avanzata, all’avanguardia, quella che si fa oggi… Il distillato premium, il cocktail internazionale, il cocktail signature, etc. Quel che ci ha sempre caratterizzato è la ricerca di dare un tono “nostro” ai cocktail anche più famosi, dal Negroni al Daiquiri etc. Il nostro tratto distintivo, insomma, è stata la capacità di “rivistare” anche i drink più classici. Da lì, Massimo, il mio socio, molto più vicino alla cucina rispetto a me (che invece sono più vocato al beverage), mi ha proposto di potenziarci aprendo un locale di “street food”: un progetto di qualità, una sorta di “slow fast food”, hamburger e fritti di altissima qualità, in perfetto stile Made in Italy.
 
E in questo popò di locale come siete arrivati?
Da lì abbiamo aperto un terzo locale, a Pagnano D’Asolo, cercando di fondere le due cose: cocktail bar di qualità con piccola cucina e street food di qualità. Finché qualche anno fa, finalmente, non ci è capitata la gramdeoccasione di un ex ortofrutta dismesso da 30 anni. Il posto dove oggi ha sede il nuovo Castelli in Aria.
Il progetto per il quale abbiamo deciso di vendere tutti gli altri locali, concentrandoci su questo.
 

Wow. Avete fatto ‘all in’. Insomma, qual è oggi il concetto dietro al nuovo Castelli in Aria?
Incarna la fusione, tipicamente metropolitana, tra cocktail e cucina. La sinergia perfetta fra il drink d’altissima qualità o il buon calice di vino, mangiando un piattino di cucina tradizionale rivisitata, come ad esempio una tapas di vitello tonnato. Questa è la nostra sfida.
 
Il locale direi che si collochi quasi nella fascia lusso, o comunque medio-alta.
Assolutamente sì. Ad esempio l’hamburger che stiamo preparando è un hamburger gourmet con soli ingredienti top. Noi lavoriamo principalmente sulla qualità della materia prima, ad esempio il vitello tonnato. Il nostro è un filetto di vitello in crosta di pepe leggermente costato, con salsa tonnata che è una ricetta segreta dello chef.
La nostra carta dei vini, poi, offre 100 etichette di un certo livello, dal Brunello al Barolo, all’Amarone, a svariati champagne… Il nostro target è indubbiamente alto, lo vedi già dall’arredamento. A partire dall’aperitivo e dall’apericena. Però la nostra proposta riesce a prendere un po’ tutti. Diciamo che ci rivolgiamo a qualunque tipologia e fascia di clientela che abbia voglia di affacciarsi alla qualità
 
Parliamo allora di vini. Hai preferenze/prevalenze?
Io sto puntando molto sui vini naturali. Vini che vengono da fermentazione spontanea, che nascono cioè da lieviti indigeni, propri della terra da cui proviene il vino stesso. L’esperienza di salute nel bicchiere caratterizza l’inclinazione delle aziende da cui ci approvvigioniamo, tutte basate sulla cosiddetta “agricoltura sinergica”, che non aggiunge anidride solforose ad alcuna fase del processo di vinificazione.

Io qui vedo molto bene un compleanno o una cena aziendale.
Eccome. Per gli aperitivi di compleanno, in particolare, possiamo preparare dei super buffet, su cui siamo molto molto forti. Per le cene aziendali c’è la saletta privata al piano superiore, col suo spettacolare terrazzo.
 
Con un’area aperta di queste proporzioni però non può mancare la musica!

Ci mancherebbe. Il primo venerdì del mese si alzano i volumi, facciamo DJ set dedicato all’afro-house. Il terzo venerdì di ogni mese invece si punta sulla black music. Il nostro è un locale di tendenza, di moda, all’avanguardia, nei cocktail come nel food, nella musica come nel colpo d’occhio… E soprattutto nella clientela.

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scritto da:

Alvise Salice

Con lo pseudonimo di Kintor racconto da anni i miei intrattenimenti. Sport e hi-tech gli amori di gioventù; mentre oggi trovo che viaggiare alla ricerca di culture, gusti e sapori della terra sia la cosa più bella che c'è. O magari la seconda, via.

IN QUESTO ARTICOLO
  • Castelli in aria

    Via Romanina 14, Castelfranco Veneto (TV)

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