5 + 1 locali di Verona dove il pranzo è il nuovo sabato sera

Pubblicato il 14 dicembre 2020

5 + 1 locali di Verona dove il pranzo è il nuovo sabato sera

Il 2020 è arrivato al suo ultimo giro di boa. Finalmente.
Se l’ultimo tratto e il futuro prossimo sarà per tutti noi un po’ più roseo certo, non ci è dato sapere, ma per ora direi che è meglio soffermarci sulle piccole gioie: pochi giorni e staremo stappando ad un nuovo anno, o meglio alla fine di questo. Certo, lo dovremo fare in casa nostra, con i cari più stretti e il fidanzato in diretta Zoom ma comunque vada, il sospiro di sollievo che proveremo a tirare forse – e ribadisco forse – ci consegnerà un po’ di gioia e allora anche solo per un istante potremmo credere che il domani sarà migliore.
Come passare quindi questi ultimi giorni per dare ufficialmente l’addio a questo “simpatico” 2020?
1. Fare l’albero di Natale. Alcuni lo hanno pronto da fine Settembre, altri invece si ostinano a non volerlo fare. Il mio consiglio? Quest’anno le luminarie vanno messe anche in doccia un po’ per scaramanzia un po’ per mostrare la via al 2021 che arriva.
2. Acquistare i regali per le persone più care. Sei team “mi prendo per tempo” o team “i regali li faccio il 24”? In entrambi i casi fila in centr!
3. Pranzare fuori casa, però il dove te lo dico io.

Quello tradizionale 

A due passi dal centro cittadino, in un plateatico ricco di storia si erge l’Osteria Sgarzarie che, circa da cinquant’anni raccoglie clienti da ogni parte del mondo al fine di offrire loro la vera cucina tipica veronese e non solo. Qui Alessandro e Greta, volti dell’Osteria, propongono lingua di vitello bollita con salsa verde, tartare di scottona della Lessinia, pappardelle di pasta fresca all’uovo con ragù di lepre all’Amarone e bacche di Ginepro e ovviamente lui: Mr risotto all’Amarone. Non ti basta? Allora il baccalà alla vicentina o la pastisada de caval sono d’obbligo.
Osteria Sgarzarie, Corte Sgarzarie 14/A, Verona – Tel. 0458000312

Quello nel palazzo storico

Che durante il lockdown il fermento della ristorazione veronese si sia arrestato, non è del tutto vero. Alla primavera del 2020 risalgono, infatti, i lavori di ristrutturazione del palazzo settecentesco sede oggi di Locandina Cappello. Il locale, a pochi passi da Piazza delle Erbe, celebre tra habitué e visitatori occasionali per gli intriganti crostini, propone un menu prettamente stagionale e una cantina di tutto rispetto. Tra i piatti da ordinare quest’inverno: le succulente fettuccine al ragù bianco di cinghiale e tartufo nero della Lessinia (in foto). E occhio ai fuori menu!
Locandina Cappello, Via Cappello 16, Verona, tel: 0458035218

Quello stellato

Che dire. Siete alla ricerca di un regalo perfetto per l’amico appassionato di cucina, o avete voglia di concedervi un momento di pura bontà per occhi, cuore e stomaco? Il ristorante Il Desco è in entrambi i casi la risposta giusta perché con una Stella Michelin ed una storia lunga anni è di sicuro quella coccola che per un attimo (o meglio per qualche portata) riuscirà sicuramente a far scomparire la tensione trasportando la mente in un mondo completamente diverso. Il menù? Tutto da scoprire, con una sola anticipazione: sono tornati gli scampi fritti con insalatina all’aceto di lamponi, un piatto questo che accompagna il locale da quasi 40 anni. Attenzione, aperto a pranzo sì, ma solo il sabato e la domenica. Giusto giusto per un weekend relax.
Ristorante Il Desco, Via Dietro San Sebastiano 5/7, Verona – Tel. 045595358

Quello chic

Di Antica Amelia io amo tutto, dal giorno uno. L’ambiente, il calore, l’arredo e i colori, i piatti, il gusto e perché no, pure il conto. Mi piaceva per la cena e, oggi, mi piace anche per il pranzo e ancora, sia ieri che oggi lo bramo per l’aperitivo. Con la nuova location poi, il tripudio di bellezza è sotto gli occhi di tutti. Il mio piatto preferito? Zucca, chips di cavolo nero, cipolla rossa, formaggio di capra. Se ho voglia di un primo invece tutta la vita gnocchi di ricotta, erbette del baldo, ricotta affumicata e burro fuso. E se ti dicessi poi che ti organizzano anche il Natale senza farti muovere dalla cucina, con tanto di istruzioni per l’uso a prova di “ma il tuorlo è quello bianco o quello arancione?”.
Antica Amelia, Vicolo Due Stelle 5, Verona – Tel. 0458008716

Quello internazionale 

C’è il caffè lungo di New York, le omelette con prosciutto di Parigi, il bagel ormai famoso in tutto il mondo e perché no, anche il Dio Spritz tutto all’italiana. Questo e molto altro è Elk Bakery che, a due passi dal centro cittadino di Verona offre una parentesi sul mondo e sui suoi sapori più famosi e ricercati. Qui, nel tempio del brunch, puoi però fare praticamente tutto: colazione, pranzo, aperitivo o, appunto, un po’ di tutto questo. Se il pranzo allora è il nuovo sabato sera perché non sbizzarrirti con qualcosa di nuovo? Alle Kcal ci pensiamo domani.
Elk Bakery, Vua IV Novembre, Verona – Tel. 0458348880

Quello con vista

 

Sopra l’antico Teatro Romano si erge il ristorante e cocktail bar Re Teodorico che, con una vista di tutto rispetto, una cucina tipica tutta all’italiana e ottimi cocktail è famoso in tutta la città, soprattutto tra i giovani. Pizze alla pala, tartare di manzo, taglieri di salumi, pappa al pomodoro, linguine di farro Felicetti con vongole e lime, costata di manzo o perché no, mousse al caprino crumble al pepe rosa e salsa al lime. Insomma, un menù che accontenta gli stomaci di tutti i massimo tre amici che inviterai a pranzo! Il tutto da innaffiare con una birra artigianale del Birrificio della Scala.
Re Teodorico, Piazzale Castel San Pietro 1, Verona – Tel. 0458349903
 
 
 
Foto interne dalle pagine Facebook dei rispettivi locali
Foto di copertina di Locandina Cappello

  • RISTORANTI E PIATTI TIPICI
  • PRANZO

scritto da:

Anna Iraci

Nata a Padova qualche anno fa, appassionata di film gialli e pizza diavola, meglio se assieme. Giocatrice di pallavolo nel tempo libero e, nel restante, campionessa di pisolini. Saltuariamente (anche) studentessa. Da grande voglio scrivere, ma siccome essere grande è una rottura, intanto bevo Gin&Tonic. Con il Tanqueray però.

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