Dove mangiare giapponese a Milano...con stile

Pubblicato il: 31 gennaio 2019

Dove mangiare giapponese a Milano...con stile

Quando viene nominata la cucina giapponese, l’amante del sushi pensa subito agli “All you can eat” e agli infiniti piatti che si possono ordinare per poi dover scartare a fine pranzo tutto il riso e nasconderlo affinché non paghi ulteriormente. Per quanto sia questa l’idea generale che ci si fa quando si pensa al sushi, si può sempre vederla da un punto di vista più elegante e raffinato, almeno con il design e l'estetica del ristorante (che poi si riflette anche sul cibo). Di seguito una lista dei locali più belli per mangiare giapponese a Milano.

Kisen – per l'atmosfera fusion

Uno dei primi ristoranti di sushi a Milano è il Kisen di via Gian Giacomo Mora, in zona Colonne. Il locale è raffinato, elegante e ricorda la forma di un piroscafo, dai cui prende il nome, studiato dall’architetto giapponese Matsunaga. I piatti fondono la cucina mediterranea con quella orientale e sono ideati e creati dallo Chef Maki, formatore e sushiman di riferimento di tutti e tre i ristoranti. Infatti dopo aver aperto in zona Busto Arsizio, il Kisen è sbarcato anche in Moscova, con un locale di circa 300 mq che mantiene tutta la bellezza dell’atmosfera nipponica.

Nobu - per una cena raffinata

Situato all’interno del Negozio Emporio Armani, il Nobu è un locale raffinato e minimalista, con la totale prevalenza dei due colori rosso e beige. L’ambiente in stile Armani è inconfondibile, combinando insieme semplicità e lusso. A prima vista non si direbbe che è stato anche incluso lo stile tradizionale giapponese, ma guardando bene si possono notare le finestre e le pareti che rimandano alle porte scorrevoli di carta, nonché la sobrietà del posto stesso che è tipico delle case e ristoranti nipponici.

Taiyo - per i giochi di luce

I locali Taiyo, uno in Viale Monza e l’altro in Via Adige, si contraddistinguono per le loro sale ben studiate, dall’atmosfera generale al design che riesce a unire la tradizione con la modernità; tutto è curato nei minimi dettagli per offrire agli ospiti il massimo dell’esperienza. Quello di Via Monza in particolare ha avuto le sale progettate dall’architetto Maurizio Lai: partendo da un’estetica internazionale, ci sono tre sale ricche di allestimenti luminosi e disegni geometrici le quali fanno sì che i ristoranti Taiyo si inseriscano a pieno diritto in questa lista.

Kandoo - lo stile fusion nel design

Il Kandoo è uno dei ristoranti più fini e sofisticati, sia dal punto di vista della cucina che di quella estetica, dove sono presenti anche elementi scenografici come le lampade dal design essenziale e i colori caldi delle sale, nonché le aree con il tradizionale tatami. Il tutto dando un’atmosfera di convivialità. Lo stile fusion dei piatti che preparano quindi si riflette anche sulle sale, che combinano insieme il gusto occidentale con quello orientale. 

Wu Fusion - con decorazioni "alternative"

Con il suo spazio illuminato grazie ai colori tenui come il beige e il bianco e le grandi vetrate che danno sulla strada, Wu Fusion è perfetto per una cena dall’atmosfera calda e raffinata. Gli elementi in legno che decorano il locale rendono quest’ultimo ancora più particolare.

Miyama - un salto dentro la natura

In Giappone la natura è considerata strettamente connessa agli uomini. Dal folklore ai miti e le divinità, la natura ha sempre fatto parte integrante della storia stessa. Il ristorante Miyama sembra celebrare questo legame con i colori che richiamano a quelli dell’oceano, le decorazioni di alghe e le lampade a corallo. Ma l’aspetto più particolare è il giardino con bonsai e aceri dove si può mangiare sia d’estate che d’inverno, grazie al suo impianto di riscaldamento; un’esperienza “diversa” per gli amanti del sushi. 

Kanji Fusion, Kanji Evo, Kanji Light - sentimento, emozione e passione

I tre locali Kanji di certo non peccano in fatto di design. Il Kanji Fusion, il primo dei tre ad aprire nel 2010 e a pochi passi dal grattacielo Pirelli, si presenta con un’illuminazione rilassante per l’occhio e poche decorazioni supplementari. Punta molto sulla geometria ed eleganza delle sale, che danno quasi una sensazione di movimento continuo. 
Kanji Evo sembra voler celebrare il design in tutte le sue forme. Dalle sue sale all’avanguardia ai piccoli tocchi decorativi che richiamano l’Estremo Oriente, unisce felicemente stravaganza e passato insieme.
Kanji Light invece gioca di più con la luce e soprattutto i colori, contraddistinguendosi con le sue lampade a forma di papavero e le tende verdi di bambù. 

Yokohama - dentro il Paese del Sol Levante

Mentre il Nobu Armani da solo leggeri accenni allo stile giapponese nel design, il ristorante Yokohama ne inserisce dentro alcuni elementi per dare l’impressione di entrare nel Giappone stesso. Dalle canne di bambù, il pavimento in parquet e le porte scorrevoli di carta della sala tatami, lo Yokohama è un connubio di eleganza e stile orientale, perfetto per una cena sofisticata. 

Zushi Milano - per ammirare Tokyo

Per molti che hanno fatto un viaggio a Tokyo, le sensazioni che emergono dal vedere questa città sono molteplici e forse uniche. Una di queste è quella di entrare in un mondo ultramoderno, quasi futuro, e il Zushi è forse il ristorante (l'unico italiano di questa lista) che riesce a replicarne meglio lo stile. Sembra quasi una porta aperta nella metropoli. 

Iyo Restaurant - per una cena confortevole

L’Iyo crea un luogo internazionale e rilassante, con gli interni a mattoni esposti e contrastando le pareti e i tavoli scuri e dagli elementi marmorei con le sedie chiare. Per dare il massimo comfort al cliente, lo spazio è stato accuratamente studiato dal progettista Carlo Samarati in termini di temperatura e illuminazione. La cucina a vista arricchisce ulteriormente questa esperienza.

Foto copertina dalla pagina facebook di Kisen


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