Cucina e cicchetteria al Bastian Osteria: il doppio menù di Claudio e Simone

Pubblicato il: 28 settembre 2020

Cucina e cicchetteria al Bastian Osteria: il doppio menù di Claudio e Simone

Nel modernissimo (ma già cult) Bastian Osteria, il plateatico “forestale” più grande di tutta Treviso è solamente il biglietto da visita. Il benvenuto con cui questo locale, parte ristorante e parte cicchetteria, ti si para davanti. Dietro la sua confortevole e suadente facciata, infatti, c’è una cucina profondamente attenta a qualità e ricerca di prodotti pregiati e di ricette in grado di valorizzarli, tanto per un aperitivo rinforzato, quanto per una degustazione di vini coi suoi abbinamenti, ma – soprattutto – per una cena di livello. Sono tornato qui ad intervistare Claudio Piol e Simone Toffolo, rispettivamente anima e cuore del Bastian… O viceversa. Fate voi!


Ragazzi, partiamo da questo doppio menù, osteria e cicchetteria, che palesa grande ricchezza di materie prime. Come e dove ve le scegliete?
Simone - Io non sono ossessionato dal chilometro zero, la materia prima la cerco dove la ritengo più buona. Arrivo infatti dal Pepenero di Mestre, dove la cucina è assai rodata,e spinge parecchio sulla materia prima. Un po’ di quel bagaglio l’ho portato qui, anche se il Bastian è sicuramente un locale più strutturato, più “ristorante”. Tuttavia, l’atmosfera rimane quella informale, che ha impostato il mio socio Claudio con la sua verve, umile e gentile con tutti.
 
Ok, ma allora perché due menù così distinti?
Claudio - Il menù cicchetteria annovera piccoli sfizi rigorosamente espressi, cosa che mi piace sottolineare sempre. Noi facciamo al momento piccole mozzarelle in carrozza, all’acciuga classica oppure alla porchetta, nostra variante trevigiana. E poi gli scampi crudi, la fritturina in cono, le polpettine di carne, i “bastianini”… Ce n’è davvero per tutti i gusti.


“Bastianini”….?
Simone - Eh sì, si tratta di panini fritti e farciti che prepariamo in tre versioni. “Caprese” con pomodoro, mozzarella fiordilatte, e basilico; “Estivo” coi gamberi, la crema di avocado e le mandorle tostate; “Trevigiano” con porchetta e senape antica.
 
Notevole.
Simone - A me piace sottolineare il fatto che tutte le cicchetterie hanno la loro vetrinette ripiene di cicchetti in bella vista… Cicchetto che poi vengono regolarmente riscaldati al microonde o al fornetto. Noi li proponiamo solo preparati al momento dalla cucina, ribadisco: si aspetta 5 minuti in più, ok ma ne vale la pena. E il nostro cliente infatti apprezza, apprezza molto.


Passiamo al menù osteria.
Claudio - I piatti qui sono come dovresti trovarli in un’osteria di livello. Ingredienti scelti, piatti non troppo elaborati ma nemmeno assolutamente banali. Un fiore all’occhiello è la nostra cacio e pepe impreziosita da un blend di 5 differenti qualità di pepe, che varia in base alla stagione. D’inverno, ad esempio, miete consensi la nostra pasta e fagioli; d’estate invece la nostra focaccia genovese con pomodorini e Crudo di Parma.
 
A livello dessert, come siamo messi?
Simone - Noi i dolci li facciamo abbastanza semplici. Contempliamo il dessert anche come accompagnamento del dopocena. Un bel gelato, una coppa fragole e panna, una tartelletta alla crema di limone… Abbiamo una proposta che spazia da delicatessen più gourmet a gelati per ragazzi. Insomma anche la nostra pasticceria fa contenta tutta la famiglia!


E qui torniamo al principaio: la chiave mi sembra sia, su tutto, la materia prima.
Claudio – Assolutamente sì. Ci tengo a ribardilo. Noi cerchiamo di privilegiare una materia prima buona, ma buona sul serio. E poi di lavorarla “il giusto”, senza stravolgerla: l’obiettivo è di valorizzarla, sempre e comunque.

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scritto da:

Alvise Salice

Con lo pseudonimo di Kintor racconto da anni i miei intrattenimenti. Sport e hi-tech gli amori di gioventù; mentre oggi trovo che viaggiare alla ricerca di culture, gusti e sapori della terra sia la cosa più bella che c'è. O magari la seconda, via.

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