La prima banca del vino al mondo è italiana

Pubblicato il 24 dicembre 2020 alle 07:52

La prima banca del vino al mondo è italiana

Al via il progetto per l’Italian Wine Bank Crypto - IWCB basata su tecnologia blockchain e criptovalute che promuoverà esclusivamente grandi vini italiani

Nasce il progetto per creare la prima e unica Banca del Vino al mondo, denominata Italian Wine Bank Crypto - IWCB, basata su tecnologia blockchain e criptovalute.
Una data storica per il mercato enologico mondiale: la banca promuoverà nel mondo esclusivamente grandi vini italiani provenienti da un numero selezionato di cantine.

È quanto emerso dal recente webinar tenuto online il 16 dicembre che ha segnato la partenza della Fase 1 del progetto, al quale hanno partecipato rappresentanti di prestigiose cantine italiane, di agenzie di capital management e operatori del settore vinicolo italiano interessati all’export. L'IWCB si prospetta essere un'imperdibile opportunità per le cantine italiane. 

Cos'è la Banca del Vino 

L’IWCB è gestita da The I Factor Limited, la società che opera tra Hong Kong e Dubai e da quattro anni produce tra l'altro Zhong Can Yi Jiu (Cucine Cinesi+Vino Italiano) nel quale sono state coinvolte, ad oggi oltre 80 cantine.

La IWCB combina tradizione e innovazione offrendo le garanzie della blockchain, sulla quale è basata, la flessibilità dei crypto-asset e gli standard di eccellenza dei vini pregiati italiani. Lo ha comunicato, durante il webinar, Rosario Scarpato, fondatore e Direttore della IWCB che ha aggiunto: “La missione di questa speciale Banca del Vino è quella di promuovere e vendere vini italiani pregiati nel mondo ma è anche quella di generare significativi benefici e ritorni per i suoi stakeholder: le cantine partner, i clienti e gli investitori globali che punteranno sui suoi Digital Asset, token interamente garantiti dal valore del vino custodito dalla Banca”. 

Solo cantine selezionate

Rispondendo alle domande del pubblico, Davide Casalin, Responsabile IWCB per i rapporti con le Cantine italiane, ha chiarito che la partecipazione delle cantine è a invito. “Per determinare quali cantine invitare, la IWCB ha creato un algoritmo originale che combina 15 parametri con il quale individuiamo i vini che vorremmo avere nella nostra collezione perché attraenti per i nostri correntisti, gli investitori ma anche i semplici wine lover”. La IWCB ha già selezionato oltre duecento grandi vini, potenzialmente ideali per il suo portafoglio.

I costi da affrontare

Quali costi devono affrontare le cantine per entrare con i loro vini nel portafoglio della banca? Alessandro Brazzini, Coordinatore del Business Development IWCB Italia ha precisato che: “Le cantine selezionate e interessate sono solo chiamate a conferire vino senza costi ulteriori”. E ha aggiunto: “La IWCB compenserà il conferimento del vino in varie maniere, garantendo non solo il valore dell’investimento in vino ma anche ritorni finanziari e commerciali alla cantina”.

Photo by Carson Masterson on Unsplash

 

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scritto da:

Irene De Luca

Agenda, taccuino, registratore e macchina fotografica. Attenta alle nuove tendenze ma pur sempre “old school inside", vago alla ricerca di ispirazioni, di colori, di profumi nuovi per raccontare una Milano che poi tanto grigia non è.

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