Per scegliere una pizza ci vuole coraggio, parola di Vicé.

Pubblicato il: 7 novembre 2019

Per scegliere una pizza ci vuole coraggio, parola di Vicé.

In occasione del terzo anniversario della pizzeria, Vincenzo ci racconta tutti i retroscena del restyling che ha dato nuova vita al suo locale.

Soli tre anni di vita e un numero di restyling degno dei Guinness World Record. È così che Vicé ringrazia il popolo dei buongustai leccesi per il successo riscosso, mostrando anno dopo anno il suo animo caleidoscopico e sempre pronto a sperimentare nuove evoluzioni. Ecco allora che, mentre spegne la sua terza candelina, questa pizzeria vede l’inizio di una stagione decisamente nuova per il suo percorso professionale. Cambia l’abito, ma non lo spirito con cui tutto lo staff vive il suo lavoro, con passione e dedizione quotidiana. Una sola, qui, la parola d’ordine: curiosità. A spiegarci il suo significato è ovviamente il titolare Vincenzo, che ha trasferito nel suo locale il guizzo creativo che lo caratterizza.


Se volessimo definire il carattere di Vicé con tre aggettivi, quali sceglieresti?
Pazzo, curioso, dinamico. Non mi vengono in mente altri modi per definire un locale che, di fatto, rispecchia perfettamente la mia continua ricerca di cambiamento e la voglia di evolvermi attraverso nuove prospettive, nuove contaminazioni e idee originali.
Di fatto potremmo dire che il nuovo Vicé rappresenta una stagione evolutiva completamente diversa rispetto alle precedenti, perché stavolta il restyling è stato portato avanti a 360°…
Sì, abbiamo cambiato davvero tutto, dal logo all’arredamento, dal rivestimento delle pareti ai colori predominanti del marchio, dal modo di concepire il menu come qualcosa che non è mai uguale a se stesso alla selezione delle birre artigianali. Chi ci conosce sa che ci piace osare, perché la cucina per noi è creatività.


La stessa creatività che di fatto richiedete anche ai vostri clienti quando degustano pizze dagli abbinamenti inediti?
Esatto. Come si vede dallo slogan che abbraccia la parete d’ingresso, il messaggio che volevamo dare a tutti è “Taste it with curiosity”. Per accettare le nostre nuove proposte di menu servono proprio curiosità per gusti mai sperimentati, fiducia nel nostro impegno per trovare i migliori accostamenti di ingredienti e anche, se vogliamo, un pizzico di coraggio.
Spiegaci meglio qual è la vostra nuova concezione di “menu”.
Ogni mese il menu si rinnova dalla A alla Z e si concretizza in sole 10 pizze dai gusti particolari, insoliti, ricercati. Le solite pizze che si vedono in giro ormai in tutte le salse, qui, sono bandite. Chiediamo al cliente di affidarsi totalmente a noi perché dietro ognuna di quelle dieci opzioni c’è uno studio certosino, un’attenta fase di sperimentazione e la ricerca di materie prime di qualità e genuine. Per questo un’altra delle nuove regole è che non si possono aggiungere o togliere ingredienti rispetto a quelli previsti dalle nostre ricette: prendere o lasciare.


E per chi ha bisogno di un po’ più di tempo per abituarsi a questa novità, non c’è nessuna via d’uscita?
Oltre al menu del mese abbiamo previsto qualche gusto tradizionale che resterà disponibile come evergreen, come la margherita o la bufala. Non ci fate l’abitudine però, sono solo eccezioni!
Vorremmo far capire alla gente che da Vicè non si mangiano pizze, ma si vivono esperienze all’insegna del gusto.


Perché restringere la rosa di proposte a 10 pizze?
Ridurre drasticamente il menu ci permette di spaziare ulteriormente con gli ingredienti e scegliere il top ancora più di prima, selezionando materie prime di nicchia importanti.
Abbiamo preso in considerazione vari presidi slow food, per poter dare alla territorialità un ruolo di primo piano, soprattutto per quanto riguarda i prodotti caseari.


A livello di immagine e arredamento, come si è evoluto il locale?
Prima di tutto il logo ha uno stile molto più minimal e moderno, con un taglio che si richiama concettualmente a quello delle pizze.
Per quanto riguarda invece il locale, ci siamo tenuti su un mood metropolitan dai toni scuri, tipicamente underground, con una prevalenza di rosso e di nero. Completa il tutto un arredamento in cui predomina il legno natural, caratteristico dello stile industriale. 

 

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scritto da:

Grazia Licheri

Le parole sono gocce che muovono il mondo. Per questo vivo ogni giorno le mie emozioni e lascio che prendano forma attraverso la scrittura. Amo comunicarle agli altri attraverso racconti e articoli creativi, ma soprattutto… amo la musica e il buon cibo.

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