Cucina, design, accoglienza e classe: Rossi in centro a Jesolo

Pubblicato il 21 giugno 2022 alle 12:00

Cucina, design, accoglienza e classe: Rossi in centro a Jesolo

L’epoca in cui la parola composta ristorante-pizzeria era sinonimo di “locale turistico, nazionalpopolare, di bassa qualità”, a Jesolo Lido è finita da un bel pezzo. Per carità, i cosiddetti “posti per tedeschi” esistono ancora (seppure anche i teutonici, ormai, abbiano imparato benissimo cosa sia la buona tavola), e vivaddìo non mancheranno mai; ma la ricerca di un locale bello, confortevole, dove mangiare ad un certo livello ma poterci anche andare con tutta la famiglia senza vendersi un rene, non è più un’impresa.
Specie in Piazza Carducci, dove Nicola Rossi, che vent’anni fa inaugurò il primo ristorante frontemare di Jesolo, ha lanciato il locale che porta il suo nome: il Rossi.



Lungo uno dei più graziosi tratti di Via Bafile non è difficile lasciarsi catturare l’occhio dall’insegna del Rossi, sobria quanto imponente, ma soprattutto dalla deliziosa accoglienza riservata ai suoi avventori sin dall’ingresso. Appena varcatane la soglia, si percepisce subito l’impostazione all’avanguardia data al ristorante: in equilibrio perfetto tra professionalità e informalità, quando si comincia a diventare abitué del Rossi si familiarizza anche con la piacevole sensazione di togliere le scarpe ed infilare le pantofole.



Ma non distraiamoci oltre: il pezzo forte della casa rimane la cucina. Anzi, cucina e cantina. Con una ragguardevole attenzione alla ricerca della materia prima, che strizza encomiabilmente l’occhio al territorio, il menù del Rossi sciorina una proposta terra&mare che, se si presenta piuttosto contenuta sul piano della mera quantità di piatti, offre una varietà di ricette e sapori davvero molto, molto interessante. C’è da stuzzicarsi, curiosare e divertirsi, nella carta del ristorante, tanto all’ora di pranzo quanto (soprattutto) alla sera.


 
Fra gli antipasti, la tagliatella di seppia è forse quello che meglio pigia sul pedale della creatività stellata: candido e delicato, il pesce così lavorato viene impreziosito con una fresca nota sapida dal pesto di basilico senz’aglio, pinoli tostati e pecorino romano, che dona ad ogni forchettata anche invitanti colori e profumi.
Un attimino più classica, ma altrettanto gratificante, è la piovra scottata con salsa di soia e purea di patate alla curcuma e filoncini di peperoncino: un entreé di quelli che o si ama, o si odia, semplicemente perfetto in abbinata ad uno dei Franciacorta di cui la carta-vini del Rossi si fa gran vanto.
Vogliamo iniziare il pasto con qualcosa di più godereccio? Bene, c’è il tonno rosso in crosta di pistacchi, servito con maionese alla ‘nduja: immancabile tocco di “Sicilia Bedda” in un ventaglio di antipasti dove Veneto e Laguna, giustamente, la fan da padroni.



Potremmo continuare a lungo, snocciolando una per una le più intriganti chicche di un menù creato per invogliarti a tornare, ma ci fermiamo con un primo piatto che rappresenta il grande orgoglio mediterraneo, anzi, “adriatico” della cucina, vero e proprio consiglio dello chef: la Carbonara di gamberi. Un seducente, goloso esempio di creatività in cui, rispetto alla classica pietanza laziale di natura bellica (che certo nessuna rivisitazione al mondo pretende di sfidare sul mero piano del sapore, sia chiaro), i gamberi sostituiscono il guanciale e la bottarga di muggine avvicenda il pecorino.
Per il palato, per Instagram, per quello che ti pare: non lasciare Jesolo prima di aver assaggiato la Carbonara di gamberi al Rossi di Piazza Carducci.


 
Il resto del pacchetto include una pizzeria di tutto rispetto, una bar tanto bello da fotografare quando ricco da assaggiare (menzione speciale al “Gin Rossi”, preparato con accuratezza alchemica sulla base di cinque botanicals), e poi, ma forse soprattutto, i dessert fatti in casa. Anche qui, che te lo dico a fare, c’è la firma autoreferenziale della proprietà: il re della carta-dolci si chiama StracciaRossi, e ti porta in paradiso tra nuvole di gelato artigianale al fiordilatte, croccanti meringhe, scaglie di fondente extra-noir e una cascata di cioccolata calda versata direttamente al tavolo.
 

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scritto da:

Alvise Salice

Con lo pseudonimo di Kintor racconto da anni i miei intrattenimenti. Sport e hi-tech gli amori di gioventù; mentre oggi trovo che viaggiare alla ricerca di culture, gusti e sapori della terra sia la cosa più bella che c'è. O magari la seconda, via.

IN QUESTO ARTICOLO
  • Rossi Restaurant&Pizza

    Via Bafile 183, Jesolo (VE)

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